Piatti come opere d’arte. Ma gli chef vietano le fotografie ai clienti

Sono sempre di più i clienti che preferiscono immortalare i piatti che stanno per mangiare piuttosto che fare conversazione a tavola. Ma a New York gli chef sono in rivolta e vietano l’uso del cellulare

Cellulari fuori dai ristoranti. Non perché disturbino la quiete dei clienti che si gustano la cena, ma perché la crescente mania di fotografare i piatti ordinati disturba gli chef, che si sentono lesi nella creazione della loro opera d’arte. Con questa scusa del copyright rubato, alcuni ristoratori newyorkesi hanno pregato i loro clienti di non usare Instagram, il programma di foto che rimanda direttamente ai social network. Perfino i camerieri sono stati allertati, per la gioia degli altri commensali che, a causa di questa Instagram-mania, da tempo sono costretti a non poter posare la forchetta sul piatto fino a che la portata non è stata immortalata con il giusto filtro fotografico.

VIA MAIL. Uno chef si è offerto persino di inviare via mail ai clienti le foto ufficiali dei piatti gustati la sera prima, a patto che i cellulari vengano tenuti spenti a tavola. «Condividere con gli amici è più importante che gustarsi il piatto stesso», racconta lo chef sconsolato al New York Times. Ma ancora non sa che la sua battaglia è persa in partenza: Valery Rizzo, di professione fotografa, sta organizzando nella Grande Mela un corso per fotografare il cibo con le app dell’iPhone. In una recente intervista al Corriere della sera anche il pluripremiato chef Davide Oldani ammetteva di non volere flash nel suo D’O, un ristorante in cui è necessario prenotare con largo anticipo per trovare un tavolo. In questo caso è quindi abbastanza comprensibile che i clienti vogliano fotografare la sua cipolla caramellata per vantarsi con gli amici di essere riusciti nell’impresa di cenare nel suo ristorante.

FOODPORN. La moda dell’esposizione incontrollata e incontrollabile di scatti dedicati al cibo, si chiama “food porn”, e ci sono innumerevoli siti che li raccolgono e li catalogano, con la naturale conseguenza di veder fiorire corsi per imparare a rendere visivamente appetibile anche una pasta in bianco. Del resto la cucina è la nuova mania degli anni Duemila, i programmi di cucina invadono i palinsesti tv e gli chef sono come le rockstar. Ecco perché, al ristorante come ai concerti, è d’obbligo la foto ricordo.