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Perché non esultiamo per l’autosospensione di Sala

dicembre 16, 2016 Emanuele Boffi

Come non concordare con il sindaco di Milano quando afferma: «Non dirò che non ho fiducia nella magistratura, ma neanche il contrario»?

Questo giornale ha sostenuto Stefano Parisi alla corsa a sindaco di Milano. È andata diversamente dai nostri auspici, ma ora non esultiamo per l’autosospensione di Beppe Sala, anzi. Primo perché non è un bene per la città rimanere senza guida, secondo perché non ci sono mai piaciute le inchieste annunciate a mezzo stampa. Sì, le abbiamo lette le cronache, ma possiamo darvi un consiglio? Calma. Sono le ipotesi dell’accusa e già troppe volte abbiamo visto sgretolarsi e ridimensionarsi “prove” presentate come granitiche.

Ma è mai possibile, ci chiediamo per l’ennesima volta, che la prassi in Italia sia anticipare il processo sui giornali? Come non concordare con Sala quando afferma: «Non dirò che non ho fiducia nella magistratura, ma neanche il contrario»?

Si dirà: lasciate lavorare i magistrati. Certo, nessuno mette in dubbio che, se vi sono state irregolarità nelle procedure sulla piastra Expo, questa vadano verificate e, eventualmente, sanzionate. Ma, oltre a ribadire l’ovvio – e cioè che si è innocenti fino a prova contraria e che “indagato” non significa “colpevole” –, è lecito farsi qualche domanda sull’operato di una magistratura che ha trattato Sala coi guanti finché ha avuto “coperture politiche”, mentre oggi, dopo le dimissioni di Matteo Renzi, lo ha impallinato.

Una tempistica un po’ sospetta, no? Non è dietrologia, è la banale constatazione che anche i pm fanno i loro calcoli. Ma chi è perennemente sotto scacco della magistratura non può essere libero, non può prendere decisioni, ha il sospetto di poter essere perseguito qualunque cosa faccia.

Una bella lezione soprattutto per tutta quella classe politica che in questi anni, sfruttando le inchieste che colpivano gli avversari, ha lisciato il pelo alle toghe facendo approvare leggi (la Severino, ad esempio) ed enti (l’Anac, ad esempio) che sono lampanti indizi di pavidità e ipocrisia.

Resta il fatto che la decisione presa da Sala di autosospendersi è la peggiore che potesse prendere per la città (cosa è mai questa “autosospensione”?). Così la lascia nell’incertezza. Un altro segno di debolezza politica.

Foto Ansa

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