Per don Ciotti un vescovo «può benissimo essere gay, basta che viva in modo trasparente e pulito»

Il fondatore di Libera si schiera invece contro il matrimonio omosessuale. La coordinatrice nazionale della sua associazione si candida con Ingroia in Liguria

«Un vescovo, secondo me, può benissimo essere gay, l’importante è vivere la propria dimensione in modo trasparente e pulito. In questo, non c’è differenza tra gay ed eterosessuali». Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, l’associazione contro i soprusi della mafia, che oggi è stato ospite del programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora”, ha risposto così in riferimento alla discussa proposta, fatta nel Regno Unito, di dare il “via libera” anche ai vescovi gay.

Cosa ne pensa, invece, dei matrimoni omosessuali? «I diritti civili devono averli tutti, ma non sono d’accordo col matrimonio gay». Cosa ne pensa dei molti politici che, oggi, in prossimità delle elezioni, si mostrano particolarmente attenti legati ai principi cattolici? «Credo che nessuna debba nascondersi dietro Dio, c’è bisogno di una coerenza. Il Vangelo raccomanda di parlare chiaro e chi si impegna veramente per i diritti e per la giustizia può dire di stare dalla parte di Dio. Altrimenti, si fanno solo parole».

Intanto, Gabriella Stramaccioni, coordinatrice nazionale di Libera è stata candidata da Antonio Ingroia nelle liste di Rivoluzione civile alla Camera.