Per avere un perfetta parità di genere a Repubblica propongono il quadricameralismo perfetto

In un’intervista la costituzionalista Carlassarre ha un’innovativa idea per superare le quote rosa: il doppio capolista e la doppia preferenza

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Di Antonio Gurrado Sulle sempre emozionanti pagine di Repubblica, oggi l’esimia giurista Lorenza Carlassare dichiara che se anche fossero passati i fallimentari emendamenti pro-quote rosa si sarebbe comunque trattato di una soluzione di compromesso nonché anticostituzionale. Che si trattasse di alternanza in lista o di divisione percentuale dei posti fra uomini e donne, sostiene infatti la Carlassare, comunque la nuova legge elettorale non avrebbe rispettato il principio di pari chance di venire eletti. Per ottenere la completa parità bisognerebbe invece, sostiene l’esimia giurista, pensare al doppio capolista e alla doppia preferenza.

Mi sembra che le sue parole indichino la strada giusta per porre fine all’otto marzo più lungo della storia. L’elettore deve avere a disposizione un doppio voto da assegnare a un doppio candidato, maschio e femmina, incluso nella lista guidata da due capilista, maschio e femmina. Gli eletti devono poi sedere in un doppio parlamento, uno maschile e uno femminile, ciascuno dei quali eleggerà rispettivamente un doppio presidente, uno maschio e una femmina. Si realizzerà così il quadricameralismo perfetto.

Il presidente della repubblica dividerà il Quirinale con la presidentessa della repubblica. Ciascuno di loro nominerà due presidenti del consiglio, maschio e femmina, che a loro volta nomineranno ministri non secondo l’erroneo e superficiale criterio seguito da Matteo Renzi – l’Interno a un maschio, gli Esteri a una femmina e così via – bensì secondo il retto criterio costituzionale indicato dalla Carlassare: il presidente del consiglio maschio nominato dal presidente della repubblica maschio sceglierà un ministro maschio e un ministro femmina per ogni dicastero; il presidente del consiglio femmina nominato dal presidente della repubblica maschio sceglierà un ministro femmina e un ministro maschio per ogni dicastero; altrettanto faranno il presidente del consiglio maschio e il presidente del consiglio femmina nominati dalla presidentessa della repubblica. Avremo così due presidenti della repubblica, quattro presidenti del consiglio e otto ministri per ogni dicastero, rispettando così appieno la parità di genere.

Fin qui l’autorevole parere di Lorenza Carlassare. Per ottenere pari chance di essere ascoltati aspettiamo tuttavia anche il doppio parere dell’esimio giurista Lorenzo Carlassare, che purtroppo a quanto pare non esiste. Ce ne faremo una ragione.

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