Parigi, oggi il convegno per l’abolizione universale dell’utero in affitto

L’assise per «denunciare l’utilizzo degli esseri umani il cui valore intrinseco è cancellato a favore del valore d’uso o del valore di scambio»

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«Abolizione universale della maternità surrogata». È questo l’obiettivo dell’assise che si terrà oggi pomeriggio all’Assemblea nazionale di Parigi. L’iniziativa internazionale, che mira a porre fine al supermarket planetario della vita nascente, durerà tre ore e interverranno intellettuali, politici, femministe, attivisti e studiosi.

GLI ORGANIZZATORI. L’incontro per fare pressione su tutti gli Stati affinché aboliscano l’utero in affitto è stato organizzato da tre sigle: Cdac (Collettivo diritti delle donne, guidato da Maya Surduts e Nora Tenenbaum), Clf (Coordinamento lesbiche francese, presieduto da Jocelyne Fildard e Catherine Morin Le Sech) e Corp (Collettivo per il rispetto delle persone).

«MERCATO DELLA MATERNITÀ». Quest’ultimo è capitanato da Sylviane Agacinski, vera anima dell’operazione, filosofa femminista e moglie dell’ex primo ministro socialista Lionel Jospin. L’autrice di Corps en miettes («Corpi sbriciolati», Flammarion), ha accusato i media che «si sono smarriti volendo vedere [nell’utero in affitto] un presunto progresso. Hanno parlato molto della felicità delle coppie che vogliono un bambino a ogni costo, al punto che si è radicata l’idea che esista un diritto al figlio, indipendentemente dai mezzi per farlo nascere. Nonostante questa propaganda, si comincia a comprendere, grazie a numerosi documentari, la violenza che rappresenta, per le donne, l’ingresso della maternità su questo mercato».

DA ROMA A PARIGI. Oltre a lei e alle altre due promotrici, Eva Maria Bachinger, scrittrice austriaca, e Kajsa Ekis Elman, giornalista svedese, ci sarà anche Jennifer Lahl, attivista americana e prima persona ad aver proposto nel maggio dell’anno scorso una petizione globale contro l’utero in affitto (“Stop Surrogacy Now”). Lahl arriva a Parigi direttamente da Roma, dove ha partecipato al Family Daydel 30 gennaio contro la legge sulle unioni civili.

CARTA DA FIRMARE. Al termine del convegno, ci sarà la firma della Carta per l’abolizione universale della maternità surrogata. Essa denuncia «l’utilizzo degli esseri umani il cui valore intrinseco e la cui dignità sono cancellati a favore del valore d’uso o del valore di scambio», rifiuta «la mercificazione del corpo delle donne e dei bambini», chiede a tutti i paesi del mondo di «rispettare le convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino» e «di opporsi fermamente a tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata sul piano nazionale e internazionale». Infine, promuove «la redazione, l’adozione e l’efficace messa in pratica di una convenzione internazionale per l’abolizione della maternità surrogata». Tutti possono già firmare la carta sul sito dell’Assise.

INDUSTRIA DELLA PROCREAZIONE. La speranza è che dal convegno nasca un movimento in grado di fare pressione sia sui governi che sull’industria della procreazione. In Belgio, ad esempio, la protesta dell’associazione L’Action pour les familles ha costretto l’azienda Baby Bloom a cancellare una grande fiera sulla compravendita dei bambini, aperta a coppie omosessuali, che doveva tenersi a fine gennaio a Bruxelles. L’azienda prometteva una «vasta gamma di madri surrogate» e «garantiva il successo al 100%».

Foto Ansa


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