Papa Francesco affida il mondo alla Madonna, «per salvarci dall’autodistruzione»

Intervista al giornalista Saverio Gaeta che spiega il gesto di papa Francesco, che si unisce idealmente a quanto già fatto da Benedetto XVI e Giovanni Paolo II

«La statua della Madonna di Fatima passerà da Benedetto XVI, che l’aveva richiesta prima delle sue dimissioni, e poi arriverà a casa Santa Marta. Da lì andrà in san Pietro con papa Francesco». Saverio Gaeta, giornalista esperto di apparizioni mariane e vicedirettore del settimanale Credere, spiega a tempi.it l’importanza di quanto accadrà oggi, anniversario dell’ultima apparizione della Madonna di Fatima. Già il 13 maggio 2010, anniversario della prima apparizione, Benedetto XVI aveva affidato il mondo a Maria. Oggi il suo successore rinnoverà quell’intenzione.
«L’amore alla Madonna lega gli ultimi tre pontificati», osserva Gaeta. «Papa Francesco ha parlato della Vergine la sera in cui fu eletto, annunciando che sarebbe andato ad affidarsi alla madre di Gesù. La mattina successiva portò un bouquet alla basilica di Santa Maria Maggiore. C’è stata poi la richiesta al vescovo di Fatima, António Augusto dos Santos Marto, di affidare il pontificato alla Vergine. Quindi il saluto alla Madonna, sempre a Santa Maria Maggiore, prima di partire per la Gmg in Brasile e il ringraziamento una volta tornato. Domenica pregherà davanti alla statua della Madonna mostrando a tutti il suo amore per lei».

LE APPARIZIONI DI FATIMA. Che rilevanza ha un affidamento in questo momento? Potrebbe sembrare una preghiera fra le tante. «Potrebbe, ma almeno bisogna riflettere sugli avvenimenti successivi. Quando il 7 settembre il Papa ha indetto una veglia e il digiuno per scongiurare la guerra in Siria, il presidente Barack Obama aveva appena annunciato che avrebbe attaccato anche senza il consenso dell’Onu e del Senato americano. Si parlava del rischio di un conflitto mondiale. Due giorni dopo la Siria ha accettato di mettere il suo arsenale chimico sotto il controllo internazionale».
Altri episodi, quantomeno singolari, accaddero a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Racconta Gaeta che «la consacrazione doveva essere fatta nel maggio del 1940, come rivelò la veggente di Fatima, suor Lucia, che poi disse che il conflitto non fu evitato proprio perché il mondo non si mise nelle mani di Maria». Diversamente, il 25 marzo del 1984, in un momento di massimo attrito tra Usa e Urss, Giovanni Paolo II affidò il mondo alla Vergine con queste parole: «Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli uomini (…). Dall’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci! Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!». Gaeta ricorda che fu la stessa suor Lucia a spiegare che, «grazie alla consacrazione del 1984, si ottenne la grazia: il 13 maggio, la Flotta del Mare di stanza a Severomorsk, contenente i missili sovietici, saltò in aria. Il suo arsenale andò perduto e l’intervento scongiurato».

«LA VERGINE CI VUOLE SALVARE». Siamo alle soglie di un nuovo conflitto? «Sicuramente – risponde Gaeta – come Benedetto XVI, anche papa Francesco è cosciente di quello che disse Giovanni Paolo II nel 2000, quando affidò nuovamente il mondo alla Madonna: “Oggi come mai nel passato, l’umanità è al bivio”. Anche nella veglia del 7 settembre il Pontefice ha ribadito: “Oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte!”. È chiaro che non è un momento semplice. L’uomo non è mai arrivato a possedere un potenziale tecnico così distruttivo».
«Ma Maria – avverte infine il giornalista – non agisce se non lo vogliamo, perciò il Papa come i suoi predecessori chiederà alla Madonna di salvarci dalla distruzione che gli uomini stanno provocando a loro stessi».