Pakistan, attacco kamikaze uccide oltre cento persone fuori da una chiesa protestante

Due attentatori sono entrati in azione all’uscita della funzione domenicale nella All Saints Church a Peshawar, nel nord del paese. L’ex ministro Paul Bhatti ad Asianews attacca il governo, che «esclude le minoranze» nella costruzione del paese

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Oltre cento persone sono morte e oltre 130 sono rimaste ferite in un attentato kamikaze avvenuto stamattina in Pakistan all’esterno di una chiesa protestante. Secondo quanto si apprende l’attacco sarebbe stato opera di due attentatori suicidi che sono entrati in azione all’uscita della funzione domenica nella All Saints Church, luogo simbolo dell’integrazione tra cristiani e musulmani a Peshawar, capitale della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord del paese.

Asianews riferisce che sul teatro della strage è arrivato anche Paul Bhatti, ex ministro per l’Armonia nazionale e presidente di Apma, All Pakistan Minorities Alliance. «Sono confermate più di cento persone – ha confermato Bhatti al servizio informativo del Pime (Pontificio Istituti Missioni Estere) – e sono molto feriti in condizioni gravi… ci aspettiamo un numero di vittime maggiore». L’ex ministro, riferisce ancora Asianews, punta il dito «contro i terroristi che cercano di colpire non solo i cristiani, ma tutto il Pakistan come avvenuto due giorni fa per l’uccisione di un generale dell’esercito. L’elemento religioso non è preponderante, ma conta di più l’aspetto politico». Bhatti critica il governo provinciale e l’esecutivo centrale: il primo per non aver «protetto a dovere» un edificio «ad alto rischio» e il secondo perché sta intavolando dialoghi per la pace e «non ha coinvolto le minoranze religiose, relegandole ai margini». «Siamo vittime di queste violenze e fra i cristiani montano ira e risentimento. Per domani con i membri di Apma faremo una grande manifestazione di protesta pacifica a Islamabad».

 

 

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