Quello che l’Occidente continua a non capire della tragedia dei cristiani perseguitati in Iraq e in tutto il Medio Oriente

La lodevole offerta di asilo ai profughi iracheni da parte della Francia e le parole (ignorate) del patriarca Sako: «Non dovete incoraggiare i cristiani a lasciare la regione, ma aiutarli a restare qui»

La Francia è pronta ad aiutare i cristiani iracheni, vittime di «persecuzioni» da parte dei jihadisti, che li hanno cacciati dalle loro case di Mosul. In un comunicato congiunto, i ministri Laurent Fabius e Bernard Cazeneuve hanno scritto: «Veniamo in aiuto degli sfollati che fuggono dalle minacce dello Stato islamico e che si sono rifugiati nel Kurdistan. Noi siamo pronti, se vogliono, a favorire la loro accoglienza sul nostro territorio a titolo d’asilo».

I BISOGNI DEI CRISTIANI. La proposta del governo francese è lodevole, avanzata con tutte le migliori intenzioni, ma dimostra come l’Occidente non riesca proprio a comprendere le esigenze dei cristiani del Medio Oriente. Dei loro bisogni si è da sempre fatto interprete il patriarca caldeo Louis Raphaël I Sako, che da anni ormai ripete: «L’Occidente non dovrebbe incoraggiare i cristiani a lasciare la regione. I governi e le Chiese occidentali dovrebbero piuttosto aiutarci finanziando progetti che facilitino i cristiani a restare qui. Ho visitato 40 villaggi nel nord dell’Iraq. La gente non ha chissà quali bisogni, se non medicine, asili, sementi e più posti di lavoro».

EDUCAZIONE, NON INVASIONE ARMATA. Davanti a queste richieste l’Occidente ha sempre fatto orecchie da mercante, di fatto ignorandole. E ora che i terroristi hanno invaso parte del paese, i cristiani chiedono aiuto anche e soprattutto perché venga trovata una soluzione alla crisi e sia garantita la stabilità politica del paese. Non però come in passato, con un’invasione armata: «Gli Usa sono già stati qui – ha detto il patriarca a inizio mese – e hanno commesso molti errori. E ora regna il caos, la confusione, l’anarchia. Non si può importare semplicemente il modello democratico occidentale». Quello che si richiede ora all’Occidente è di fare pressione su «Iran, Qatar, Turchia ed Arabia Saudita» perché smettano di finanziare i terroristi. E non fornire armi a una delle fazioni (i ribelli) che combattono in Iraq e Siria, come proposto più volte dal presidente della Repubblica francese François Hollande.

«CHI SCAPPA PERDE TUTTO». Se dunque la proposta di offrire asilo ai cristiani iracheni in Francia è un segnale di vicinanza e interessamento, non è però quello che desiderano i cristiani: vivere al sicuro non fuori dall’Iraq, ma dentro l’Iraq. Perché, come dichiarato ancora da Sako a tempi.it, «chi scappa perde la sua storia e una volta che si inserisce nella società occidentale smarrisce la lingua, la morale, le tradizioni, la liturgia, tutto: questi cristiani perdono tutto. E poi se qui abbiamo tante difficoltà, il Paradiso non è certo da voi».

CI RIMETTERÀ ANCHE L’OCCIDENTE. E non saranno certo solo i cristiani a rimetterci: «Una storia di cristianesimo che dura da duemila anni in queste terre sarà interrotta – spiega Sako –, finirà e ci rimetterà tutto il Medio Oriente, tutto l’Iraq e anche i musulmani. Loro infatti perderanno la componente della società più aperta, che si occupa della formazione, dell’educazione e aiuta lo sviluppo di un paese riconoscendo dignità alle donne». La prospettiva di un Medio Oriente sempre più radicalizzato e intollerante non fa certo gola all’Occidente, che non può permettersi la scomparsa dei cristiani. Ecco perché deve aiutarli: a restare però, non a fuggire.