Obama riconosce i ribelli siriani, cercando di non ripetere gli stessi errori della Libia

Barack Obama annuncia di volere riconoscere la “Coalizione dell’opposizione e dei rivoluzionari siriani” come legittimo rappresentante del popolo siriano. Ribelli ufficiali, ora, con qualche eccezione.

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Barack Obama ha riconosciuto la “Coalizione dell’opposizione e dei rivoluzionari siriani” come legittimo rappresentante del popolo siriano. «Abbiamo preso questa decisione perché riteniamo che ora la Coalizione di opposizione siriana sia sufficientemente inclusiva e rappresentativa del popolo siriano. Per questo li riteniamo i legittimi rappresentanti del popolo siriano in opposizione al regime di Assad» ha detto il presidente degli Stati Uniti in un’intervista alla Abc. Allo stesso tempo, però, gli Usa hanno inserito il gruppo ribelle Jabhat al-Nusra tra i terroristi internazionali del calibro di Al Qaeda. La mossa serve a sottolineare che, continua Obama, «non tutti quelli che combattono in Siria contro Assad ci vanno a genio. Ci sono alcuni gruppi che hanno adottato un’agenda estremista, contro gli Stati Uniti, e noi vogliamo distinguere tra i diversi gruppi». La mossa servirà anche a non ripetere gli stessi errori della Libia, dove le armi del Qatar sono andate a fazioni di ribelli estremisti e terroristi, che ora stanno mettendo a serio rischio la governabilità del paese.

RISPETTARE LE MINORANZE. La nuova Coalizione di opposizione siriana è stata formata l’11 novembre scorso in Qatar, dove ha ottenuto il riconoscimento della comunità internazionale, anche se non mancano perplessità sulle reale rappresentatività del popolo siriano da parte del gruppo. «Il riconoscimento implica responsabilità» continua Obama, «ora dovranno organizzarsi in modo efficace perché rappresentano tutte le parti in gioco e devono impegnarsi a realizzare una transizione politica che rispetti i diritti delle donne e delle minoranze».

RICONOSCIMENTO FORMALE. Il riconoscimento formale della Coalizione di opposizione siriana dovrebbe avvenire oggi in Marocco, dove si tiene l’incontro degli Amici della Siria, riunione a cui parteciperanno molti Stati, tra cui gli Usa. Il conflitto in Siria tra ribelli e le forze governative di Assad va avanti quasi da due anni. In quella che è diventata ormai una guerra civile si crede siano morte circa 40 mila persone.

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