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Non siamo né cattivi né razzisti (ma la crescita demografica dell’Africa ci riguarda da vicino)

settembre 22, 2015 Truenumbers

Siamo il Paese che accoglie quasi la metà delle richieste di asilo che vengono presentate. Ma dobbiamo occuparci del Vecchissimo Continente con soluzioni adeguate. Guardate questi numeri

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Ci sono numeri che urlano. E che dicono che quella dell’immigrazione non è una semplice “emergenza”, ma una sfida epocale alla quale l’Europa non sa rispondere. È la sfida del millennio. #Truenumbers, la prima web serie di approfondimento giornalistico solo per il web, racconta l’immigrazione attraverso i numeri. Scritto e condotto dal giornalista di Panorama Marco Cobianchi, #Truenumbers ha l’ambizione di spiegare la realtà eliminando il chiacchiericcio dei giornali mainstream, i luoghi comuni e le frasi fatte che infestano il pensiero collettivo. Per farlo, usa i numeri, cioè, i fatti.

Il primo numero è questo: l’Italia, nel 2014, ha rifiutato un numero di richieste di asilo politico molto inferiore, in percentuale, rispetto a quelle rifiutate dalla maggior parte degli altri Paesi europei. Il primo luogo comune è abbattuto: non siamo cattivi e non siamo razzisti, ma siamo il Paese che accoglie quasi la metà delle richieste di asilo che vengono presentate.

Ma i numeri davvero sconvolgenti sono quelli della Banca Mondiale sul tasso di crescita demografica. #Truenumbers mostra il numero degli abitanti dell’Europa con il numero degli abitanti dell’Africa. E poi, usando proprio le previsioni della Banca Mondiale, mostra l’evoluzione nei prossimi 10 anni. Il risultato è che mentre il numero degli europei resta sostanzialmente stabile intorno ai 500 milioni, gli abitanti dell’Africa aumentano da 1,1 miliardi di persone a quasi 1,5 miliardi. Ciò che ci aspetta, quindi, non è una semplice migrazione: con un tasso di crescita demografica del 24,4% (rispetto all’1,43% dell’Europa) ciò che ci aspetta è uno spostamento di decine se non di centinaia di milioni di uomini e donne dal Continente africano verso l’Europa. Ecco perché occorre agire sui motivi che alimentano questo fenomeno, ed ecco perché le soluzioni prospettate finora dai vari (e inconcludenti) vertici europei, non sono una risposta adeguata. L’accoglienza è doverosa, ma non risolve il problema. Se i Paesi ricchi non investono nello sviluppo economico dei Paesi poveri e nel fermare le guerre che infestano il Medio Oriente, nel giro di appena un decennio, saremo travolti dalla realtà dei numeri.

La prima puntata di #Truenumbers con i numeri della sfida del millennio, è disponibile sul sito www.truenumbers.tv.


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11 Commenti

  1. Quando gli europei stavani in Africa come colonizzatori, pure gli africani stavano in Africa. Quando l’Africa si è “liberata” dal colonialismo e i colonizzatori son tornati in Europa, gli africani li hanno seguiti. In sostanza, invece di restare nell’Africa “liberata”, preferiscono andare nella terra governata da cooro di cui si erano liberati. Questi sono i nudi fatti, ognuno ne tragga le su conseguenze.

    • xyzwk says:

      Le rispondo con paragone che a me sembra molto pertinente. Alcuni hanno or sono ho conosciuto una donna che per gran parte della sua vita è vissuta in manicomio pur non essendo affatto pazza e che ci è entrata (quando i manicomi erano istituzioni che proteggano i sani che stavano fuori dai matti) all’epoca del ventennio. Unica colpa sua era di essere stata una ragazza a cui “piacevano i bei giovanotti”. A tutto ció si sommava la disgrazia di avere un cognato medico. Non sto a raccontarle come si finiva facilmente in manicomio all’epoca, ma di fatto questa donna è stata internata per circa 60 anni. Con la legge Basaglia, qualcuno alla fine le ha aperto le porte del manicomio e vuole sapere cosa ha risposto questa donna? Mi avete tenuta segregata qua tutta la vita, non ho più nessuno, né un tetto dove andare, adesso mi dispiace ma qui rimango e dovete continuare a darmi da mangiare.
      Ecco questo è quello che fanno gli africani dopo che li abbiamo affamati e il minimo che oggi possiamo fare è non abbandonarli!

      • Filippo81 says:

        Caro xyzwk, ancora con questa eterna storia dell” li abbiamo affamati ” … li abbiamo chi ? Andiamo oltre , altrimenti arriveremo come al solito a dare la colpa che ne so, a Colombo perchè sbagliò a scoprire
        l’America, doveva starsene a casa……. L’esempio della povera donna internata ingiustamente non è calzante , comunque. Distinti saluti .

  2. Filippo81 says:

    L’accoglienza è doverosa per i profughi veri, cioè una minoranza dei “migranti”, non possiamo accoglierne altri.Ovviamente dobbiamo aiutare i Paesi poveri, ma i fondi devono essere davvero destinati allo sviluppo socioeconomico e non finire al 95 percento in in mano alle solite elites che li usano per condurre una vita da nababbi o per acquistare armi.Bisogna scavalcare comunque l’onu, la fao, ecc organismi semplicemente dannosi per tutti.Cosa più importante , è necessario che i satolli Paesi arabi come arabia saudita, qatar, kuwait,emirati arabi ecc comincino loro a preoccuparsi di accogliere i loro fratelli islamici in cerca di fortuna invece di lamentarsi in modo furfantesco del “razzismo” o della scarsa accoglienza dei Paesi Europei. In futuro le frontiere dell’Europa saranno sempre più blindate per una questione di sopravvivenza e nessuno potrà entrare arbitrariamente , né con le buone né con le cattive.

    • xyzwk says:

      Sei illuso, le grandi migrazioni storicamente non sono mai state fermate e non succederà neppure ora. E non è un mio auspicio ma semplicemente un dato di fatto, a dispetto di quei Paesi europei dell’Est che tanti aiuti economici dall’Europa hanno ricevuto e ora chiudono le porte a chi ha più bisogno di loro.

      • Raider says:

        Meglio essere considerati ‘lllusi’ che fare gli ‘llusionisti”, spesso illusi da se stessi e dalle propalazione di fandonie promosse a verità ufficiali.
        Quando mai le migrazioni non sono state fermate? Quando l’Impero Romano era forte e in salute, le cosiddette – in ossequio al politicamente corretto che deve rifiliare questa balla fin dalle scuole primarie – ‘migrazioni arate’ venivano fermate: e guai a chi violava i sacri confini. E questo valeva anche per i ‘migranti armati’, costretti a sloggiare da nomadi per forza, comunque, desiderosi di uscire dalla stato di barbari nomadi per divetae staziali: come hanno fatto tutti, dai Goti ai Longobardi, dai Franchi ai Vandali. Altro che ‘germe del nomadismo”! La storia grossolanamente contraffatta in tal modo è forriera solo di altre mistificazioni, insostenibili sul piano storiografico, prima che politico, a difendere le quali provvedono le censure eanate dal poltcaete corretto in nome e per conto del Pensiero Unico.
        Inoltre, non si può dire che le ‘migrazioni armate’ abbiano portato bene all’Impero Romano d’Occidente: e nemmeno che abbiano fatto bene a altri popoli invasi da orde armate o numericamente preponderanti. I precedenti invocati in tal senso per convincere che l’immigrazione è inevitabile e porterà vantaggi a chi è destinato a soccombervi se non reagisce – respingimenti e rimpatri: certo che sì! -, non rassegnandosi a diventare minoranza a casa propria in attesa di scomparire del tutto, raccontano una cosa diversa dalla storia a uso, appunto, della fabbrica dei sogni e della macchina del consenso all’invasione pianificata – 259 milioni di immigrati da smistare nell’Ue da qui al 2060, guerre e crisi umanitarie o no.
        L’abolizione dei controlli alla frontiera riguarda i cittadini dell’area Schengen, non chi arriva arriva e non si fa nemmeno identificare. I Paesi dell’Est e nemmeno il sottoscritto sono tenuti a vedere il proprio Paese trasformarsi in una terra di nessuno in cui gli europei e gli italiani devono sparire per fare posto a indiani, cinesi, bengalesi, africani, perlopiù e perdipiù, di religione islamica. Aiutare chi ha bisogno, cosa giusta, non vuol dire accogliere, dare quello che vuole a chi arriva e togliersi di torno al più presto consegnando le chiavi di casa ai nuovi proprietari. E l’Ue non è ‘buona’ neppure con i Paesi proni alle sue direttive su tutto, dall’immigrazione al vino senza uva. Perciò ai Paesi dell’Est Ue suona come U.(E.)R.S.S.
        NO ALL’IMMIGRAZIONE!

        • xyzwk says:

          Mi spiace ma lei oltre ad essere disumano soffre di deliri complottisti e interpreta a suo uso e consumo perfino quanto sta scritto sui libri di storia. E non mi venga a dire che chi li ha scritti fa parte dei potenti che gestiscono il famoso pensiero unico, che poi sarebbe anche curioso in concreto chi sarebbero questi signori tanto potenti da muovere i figli del mondo intero! Si faccia curare, ma da uno bravo e vedrà che non parlerà più di complotti ai danni del cristianesimo.

      • Filippo81 says:

        Caro Xyzwk, non sono io ad essere illuso,ma sei tu che dormi (senza offesa).Qui non si tratta di una normale “grande migrazione “ma di una vera e propria invasione.Se tale invasione arriverà alla fase ultima tu sarai uno di quelli ad avere purtroppo un brusco risveglio.I Paesi dell’Est (Russia, Ungheria, Slovacchia,,Polonia, Romania,ecc), dopo decenni di dittatura sono più scaltri e perspicaci di noi in materia , hanno fiutato il pericolo e stanno prendendo i legittimi provvedimenti.Gli aiuti economici avuti da questi Stati sono nettamente inferiori rispetto ai benefici che ha avuto l’Europa Occidentale dalla caduta della Cortina di Ferro.

        • xyzwk says:

          Di fatto i Paesi dell’Est sono stati per decenni isolati dal mondo chiusi su se stessi e questo li ha condannati a rimanere indietro di 50 anni rispetto non solo all’economia ma in tutti gli aspetti di progresso che gli altri Paesi occidentali hanno raggiunto. Con quale criterio si puó sostenere che questi paesi dell’ex Cortina di ferro i quali di fatto sono alla miseria, dove le persone hanno una vita media di 60 anni e hanno bisogno di tutto dall’Occidente, possano avere ricette per risolvere il problema dei profughi, quando sono loro che sono stati accolti in Europa, proprio non si capisce!

          • filippo81 says:

            Gentile Xy,il tuo è solo livore nei confronti dei Paesi dell’Est per una serie di motivi che immagino.Russia, Ungheria, Romania. Slovacchia ,ecc sono Paesi da ammirare.Non si può valutare lo stile di vita la qualità della vita o il valore di una Nazione solo in base al PIL come va adesso di moda.Sono Nazioni che spesso e anche oggi in certi campi sono state e sono fari di civiltà.

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