Nigeria. Così, mentre il mondo guarda altrove, i tagliagole islamisti di Boko Haram si stanno prendendo lo stato del Borno

In mano ai terroristi anche Michika e Gulak: una città alla volta, l’accerchiamento della capitale del Borno Maiduguri è quasi completo. Esercito impotente

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Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Medio Oriente e l’Iraq per monitorare i movimenti dello Stato islamico, continua quasi senza opposizioni l’avanzata di Boko Haram in Nigeria. I terroristi islamici hanno conquistato tra domenica e lunedì anche le città di Michika e Gulak, nel nord-est del paese, e stanno lentamente accerchiando la capitale dello Stato di Borno Maiduguri.

LA NUOVA STRATEGIA. Se fino a pochi mesi fa gli islamisti sferravano attacchi per terrorizzare e trucidare la popolazione, rientrando nella foresta e nei rifugi a nascondersi dopo aver lasciato dietro di sé fumo e macerie, ora hanno cambiato strategia. Le città conquistate non vengono abbandonate ma presidiate per creare un califfato e la bandiera nera jihadista viene fissata sugli edifici principali.
Conseguenza di questa nuova strategia – come dimostra la cartina realizzata dalla Bbc (riprodotta qui sopra) che indica in rosso le città controllate dai terroristi – è un rapido accerchiamento della città di Maiduguri. Qui si sono già rifugiate migliaia di persone in fuga dai villaggi vicini attaccati da Boko Haram. Nonostante l’esercito continui a dire che la situazione è sotto controllo la popolazione ha paura e l’università di Mubi, ad esempio, città vicina a Michika, nello Stato di Adamawa, ha deciso di chiudere e interrompere lezioni ed esami, temendo un attacco imminente.

RAGAZZE RAPITE. Mentre Boko Haram avanza non fa alcun progresso la ricerca delle 276 ragazze rapite a Chibok lo scorso 14 aprile. A quasi cinque mesi dal loro sequestro, 217 sono ancora nelle mani dei terroristi e i continui annunci del governo e dell’esercito non hanno portato risultati concreti. Come per aggiungere al danno la beffa, nel weekend la capitale della Nigeria Abuja è stata invasa da cartelloni elettorali, di cui non è ancora chiaro il committente, con lo slogan: #BringBackGoodluck2015. La storpiatura del famoso slogan a favore della liberazione delle ragazze (#BringBackOurGirls) per promuovere la conferma dell’attuale presidente Goodluck Jonathan alle elezioni del febbraio 2015  ha causato la rabbia di molti nigeriani.

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