Negri: Educare il popolo è la «strada maestra» per creare una società non conformista

«Una società plurale è centrata sulla persona» e sulla sua libertà, afferma l’arcivescovo di Ferrara in un confronto con Maurizio Sacconi

«Il compito della Chiesa è educare il popolo», ha affermato Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara, all’incontro “Una nuova generazione di politici” organizzato dal Pdl di Cremona, giovedì scorso. «Non c’è una strada più veloce per creare una nuova generazione di politici, professori, padri e madri, se non quella regale che la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore: educare». Sui valori fondanti della politica e della società italiana e il dialogo fra laici e cattolici, l’arcivescovo di Ferrara ha discusso con l’ex ministro del Welfare e senatore del Pdl, Maurizio Sacconi.

EDUCARE IL POPOLO.  L’arcivescovo di Ferrara ha spiegato che «una società plurale è centrata sulla persona» e «vede nel cammino educativo che deve essere offerto alla persona la strada maestra perché la società non sia qualcosa di piatto, di informe, di grigio, di generico, ma una realtà vibrante di iniziative, di ricerche, di creatività». È grave, nota Negri, che lo Stato italiano non lo abbia ancora riconosciuto e che «a 150 anni dall’unificazione, in Italia manchi ancora un’autentica libertà d’educazione». «Ci sono centinaia di scuole paritarie cattoliche che fanno un servizio straordinario alla educazione del popolo vengono sostanzialmente discriminate» e chiuse, denuncia l’arcivescovo.
Negri ha affrontato il tema centrale del riconoscimento della libertà da parte dello Stato: «Una comunità deve garantire che sia tutelata la libertà della persona, delle comunità e dei gruppi». «Non abbiamo bisogno di uno Stato che si identifica con la società e diventa fattore determinante della stessa personalità», ha proseguito. «Se si pensa una società o uno Stato senza mettere al centro la persona e i suoi diritti inalienabili qualsiasi struttura si crei è una struttura oppressiva, negativa, sostanzialmente totalitaria». «Non sono la Verità e la fede ad escludere», ha spiegato Negri. È l’ideologia. «Solo l’ideologia esclude, perché dall’esclusione dell’avversario si fortifica, poiché la verità dell’ideologia non è la corrispondenza con la realtà, ma la correttezza formale dei suoi principi  e delle sue conseguenze». «L’uomo – ha notato Negri – è a disposizione soltanto di Dio», e mentre il laicista finisce per negare questo principio, «il laico vero lo intuisce, e pratica questa intuizione in maniera significativa e qualche volta eroica».

SACCONI: FAMIGLIA E E PERSONA. «La messa in discussione della famiglia “pubblica”, cioè della famiglia naturale orientata alla procreazione, significa la messa in discussione del modello sociale». Sacconi ha illustrato nel suo intervento quanto la famiglia sia centrale per la vita pubblica del paese e per il suo futuro.
«Il futuro possibile dell’Italia non può che avere un cuore antico», ha spiegato l’ex ministro del Welfare. Finita l’epoca delle «illusorie ideologie», e immersi in un tempo difficile per la vita pubblica, l’Italia deve tornare «all’eccezionalità italiana» di cui parlava Giovanni Paolo II, e appoggiarsi, per crescere, a «quella attitudine comunitaria, che significa in sostanza “persona”, “famiglia”, “comunità”».
Su questi tre pilastri si costruisce il futuro del Paese, in un tempo in cui le «perdite di senso» nei confronti della vita e della persona umana, la mancanza di «solidarietà intergenerazionale» e l’incedere dell’individualismo minano «la vitalità dell’uomo in ciò che fa e nella sua attitudine a relazionarsi con gli altri». La politica, ha concluso Sacconi, deve portare avanti un’idea di società opposta a quella di oggi dove si ritiene che non si possa «modificare un chicco di mais» ma allo stesso tempo si è disposti «alle più azzardate modificazioni della vita umana».