Monsignor Robert Weiss, una presenza salda e discreta tra gli afflitti di Newtown

Un sacerdote porta conforto e speranza tra le famiglie colpite nella strage alla scuola elementare nel Connecticut. Con poche parole, ma chiare

La chiesa cattolica di Santa Rosa da Lima dista poco più di un chilometro dalla scuola elementare del Connecticut, la Sandy Hook di Newtown, dove Adam Lanza ha aperto il fuoco uccidendo 20 bambini e otto adulti. Qui monsignor Robert Weiss ha ricevuto subito la notizia e insieme ad altri due preti è andato davanti all’edificio. Un poliziotto lo ha subito accolto: «Non sa come sono contento che sia qui!» e lo ha scortato oltre il perimetro di sicurezza dove i bambini in fila stavano uscendo dall’edificio aiutati dagli insegnanti. C’erano le facce di tanti che frequentano la sua parrocchia. Alle sue spalle i genitori, molti dei quali sposati da lui. Avrà cercato anche le facce di quelli che aveva battezzato, alcuni dei quali stava preparando alla Comunione.

IL PAPA. Poi la giornata nella caserma dei pompieri con madri e padri che attendevano di rivedere i propri figli. Gioendo nel vederne alcuni tornare e soffrendo per l’attesa tradita di altri. E ancora la notte passata insieme ad alcuni genitori delle vittime che lo hanno cercato per chiedergli di stare, di pregare e parlare con i figli rimasti. La sera la Messa con la Chiesa piena di gente fin oltre il sagrato. E il messaggio di Papa Benedetto XVI che ha trasmesso «il suo profondo dolore» e insieme la «sua vicinanza nella preghiera alle vittime e alle loro famiglie» per cui ha chiesto «a Dio, nostro Padre, di consolare tutti coloro che sono afflitti e di sostenere l’intera comunità con la forza spirituale che trionfa sulla violenza con il potere del perdono, della speranza e dell’amore che riconcilia».

«SONO COL SIGNORE». Sabato, durante la Messa, monsignor Weiss ha parlato così: «San Paolo ha detto: “Nella mia debolezza è li che trovo la mia unica e immensa forza”». Durante la celebrazione di ieri il sacerdote ha invece voluto leggere il messaggio dell’arcivescovo di Baltimora, William E. Lori, sull’umanità «segnata dal male e dalla sofferenza», ma su cui «l’ultima parola è della vita e dell’amore, perché Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi». Così Monsignor Weiss, intervistato dalla Abc mentre usciva dalla casa di una delle vittime, ha risposto a chi gli domandava il senso di tutto questo: «Non è colpa di Dio… la verità, però, è che questi bambini ora sono con il Signore». E le famiglie? «Non ci sono molte parole da dire, sto con loro e con loro prego il Signore che consoli i cuori di questi genitori e li renda certi di dove sono i loro figli».