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Mitrokhin, i libri paga del Kgb e un cadavere nel frigo

ottobre 6, 1999 Da Rold Gianluigi

Bokassa

L’uragano Floyd è svanito e quindi giornali e telegiornali del Balpaese sono costretti a parlare d’altro. Ma sono attentissimi. Ad esempio del Kgb, di Cossutta (che comincia a essere un po’ furibondo e scrive le sue proteste al Giornale) di spie in genere, non se ne parla. Tranne appunto su Tempi, su Il Giornale e su qualche altro disgraziatissimo fogliastro che non capisce, oppure è composto da redattori incazzati. Ma intanto le notizie arrivano da tutte le parti, basta pescare nel materiale fornito dall’archivista Mitrokhin allo storico Christopher Andrew. Si sa ad esempio che, durante il sequestro Moro, c’era una specie di “assemblea permanente” tra comunisti italiani (oggi postcomunisti), comunisti russi e comunisti cecoslovacchi. Gli italiani andavano dai russi a lamentarsi dei cechi che appoggiavano in tutti i modi le Brigate Rosse. Ma i cechi facevano i ciechi e pure i sordi. Stando al racconto di Andrew, siamo arrivati alla vendetta di Leonardo Sciascia, il quale per aver detto (dopo averlo appreso da alcuni comunisti italiani) che vicino alle Br c’erano i servizi cecoslovacchi fu addirittura condannato in un processo intentatogli dal pittore picista Renato Guttuso. Nessuno, naturalmente, si ricorda anche di questo “piccolo fatto”.

Ci sono invece alcuni enti e istituzioni italiane che sono attivissimi. In primis, l’agenzia Ansa, che ha diramato una delle poche notizie “utili o inutili” (la questione è controversa) sulla vicenda Kgb. Secondo un ex agente del Kgb, anonimo s’intende, il dossier Mitrokhin è inutile, con poche notizie, oppure con notizie disinformanti dei servizi inglesi. Questo scoop dell’Ansa sembra sia stato commentato in una assemblea in casa Cossutta in questo modo: “Finalmente qualcuno che dice la nostra verità”.

Anche la Commissione stragi sta attivandosi. Forse controlleranno il bancone-bar del centro aeronautico di Gioia del Colle per trovare tracce lasciate dal cadavere del pilota libico caduto sulla Sila il 18 luglio del 1980, ma che secondo altri sarebbe caduto il 3 luglio, secondo i più informati durante la celebre battaglia aerea su Ustica, quando cadde il Dc9 Itavia. Una partita di ghiaccioli alla menta, destinati ai profughi del Kosovo, ma mai partiti, conterrebbe elementi interessanti al riguardo.

Intanto la Commissione, non badando a spese, ha ordinato l’acquisto di sei libri di Andrew a Londra. Manderanno in una libreria della City alcuni nuclei scelti dei carabinieri. Sei libri sono tanti e costosi (bisognerà ritoccare la Finanziaria) e i commissari, soprattutto quelli che non sanno l’inglese, si riuniranno in gruppi serali per leggerli. Una sorta di dopocena letterari.

Intanto da Hammamet, e da qualche palazzo romano, esce la notiziola che forse c’era, o c’è, pure un ministro che è stato sul libro paga del Kgb. Ricordiamo, per i disattenti e i distratti, che il Kgb pagava, secondo il costume della vecchia Ceka, il 20 di ogni mese ed era scrupoloso anche sui contributi.

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