Milano: Pisapia e il Pd promuovono le coppie omosessuali, ma non hanno il coraggio di dirlo

Palazzo Marino appoggia l’iniziativa dell’organizzazione civile “EqualityMilano”, che parlerà di diritti civili per sensibilizzare i milanesi.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Mercoledì scorso il Comune di Milano ha dato il via all’iniziativa promossa dall’organizzazione civile “EqualityMilano”, che si batte per la difesa e l’acquisizione dei diritti civili. L’organizzazione, insieme al capogruppo consigliare del Partito Democratico, ha deciso di partire da Palazzo Marino per cominciare un tour cittadino che prevede una serie di incontri di sensibilizzazione sul territorio milanese. Il convegno dal titolo “Laicità, religioni e famiglie – Dal registro delle coppie di fatto ai luoghi di culto”, sponsorizza l’equiparazione delle coppie di fatto a quelle sposate e professa l’uguaglianza di tutte le confessioni religiose, senza distinzioni.

L’associazione non fa segreto della propria mission: «È necessario pretendere rispetto» si legge in un comunicato del 16 gennaio scorso «per tutte le famiglie che oggi vivono nella città di Milano». Incluse «le famiglie omosessuali». Il Pd invece non vuole fare riferimenti espliciti all’omosessualità. Il vicesindaco Maria Grazia Guida ha parlato di una «città ferita, amministrata in passato sul senso delle divisioni», della necessità di «una città globale, aperta ai cambiamenti, a partire dal modo di essere e di credere», insistendo sul bisogno di «riconoscere nuove forme» di convivenza. Un discorso piuttosto vago.

Ma se tutto deve essere messo sullo stesso piano, perché non parlare apertamente di coppie omosessuali? Come fa il capogruppo del Pd, Carmela Rozza: «Le coppie di fatto oggi sono già garantite. La vera differenza è che le coppie eterosessuali possono decidere di sposarsi o no, le coppie gay non hanno questa scelta: il registro è un compromesso. La sinistra chieda allo Stato di legiferare». Anche a febbraio, durante il lancio del registro delle coppie di fatto, Anita Sonego, presidente della Commissione Pari opportunità, si era ribellata davanti al fatto che l’approvazione del registro fosse stata rimandata all’indomani dell’incontro Mondiale delle Famiglie con papa Benedetto XVI, che si terrà a Milano dal 29 maggio al 3 giugno. «Se non c’è nulla di male perché aspettare?», aveva domandato Sonego ai cattolici del Pd che hanno chiesto al partito di aspettare. La domanda rimane senza risposta.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •