Melazzini e Daniele che avrà 20 anni nel 2020. Nessuno è perfetto e tutti siamo un po’ disabili

Mario Melazzini ha presentato il suo libro al Meeting di Rimini. Farina: «È proprio nell’incontro con chi è disabile che è possibile incontrare l’autenticità dell’uomo»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Di Luca Marcolivio, tratto da Zenit.org – Si può essere disabili e felici di questa condizione. Lo ha affermato, in modo sorprendente ma non troppo, Mario Melazzini (qui l’intervista a tempi.it), medico e assessore alle Attività produttive della Regione Lombardia, durante la presentazione del suo libro Daniele che avrà 20 anni nel 2020 (San Paolo, 2013).
Il volume, scritto a quattro mani con Emma Neri, è stato presentato a Riminifiera dall’autore, assieme al giornalista Renato Farina, nel ruolo di moderatore.
«Nel libro si racconta la storia di Daniele, un piccolo disabile, delle sue difficoltà e dei suoi progetti. Sono pochi gli strumenti che le persone disabili hanno per trovare il meglio di sé», ha spiegato Melazzini.
Mario Melazzini, che è affetto da dieci anni di SLA, ha aggiunto che, avendo incontrato la malattia in età matura, si è sentito motivato a battersi con le istituzioni «per poter agevolare tutti coloro che sono affetti di qualunque forma di menomazione, di qualunque genere».

NON E’ UN PROBLEMA MIO. L’autore del volume ha poi illustrato alcuni programmi della Regione Lombardia che comprendono, tra l’altro, «una task-force per garantire la libertà di scelta a chi presenta forme di menomazione; è stata, alcuni anni fa, approvata la classificazione funzionale ICF che oltre ad identificare il grado di disagio di chi è diversamente abile, individua le aree di funzionamento su cui far leva per poter procedere a programmi riabilitativi».
Renato Farina, da parte sua, ha ricordato come, nonostante la politica molto spesso trascuri le problematiche della disabilità, «è proprio nell’incontro con chi è disabile che è possibile incontrare l’autenticità dell’uomo».
Non solo: «Spesso il tasso di felicità delle persone disabili è superiore a quello delle persone cosiddette normali; talvolta, tuttavia, essi si imbattono in risposte quali “non è un problema mio, è un problema dei servizi sociali”, e la politica spesso non ha alcun interesse a modificare un sistema che invece apparentemente è “perfetto”», ha aggiunto Farina.

MESSI E BEETHOVEN. L’assenza della politica nell’assistenza alla disabilità non è un fenomeno solo italiano. Prassi inquietanti, in tal senso, avvengono in certi paesi del Nord Europa dove il disabile viene sostanzialmente costretto alla castrazione chimica, se non vuole rinunciare ai sussidi pubblici fondamentali, ha ricordato Farina.
Nei medesimi paesi, fino al 1997 la castrazione chimica era addirittura l’unica chance possibile per tutti coloro i quali la cui disabilità si sospettava avere un’origine genetica, ha aggiunto.
Verso la conclusione dell’incontro Mario Melazzini ha ricordato che numerosi personaggi illustri del presente e del passato – da Beethoven a Messi – sono stati affetti da varie forme più o meno gravi di disabilità. «In fin dei conti ognuno di noi, avendo a che fare con vari ambienti, come dice Lewin, può risultare, in qualcuno di essi, disabile», ha quindi aggiunto Melazzini.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •