Maledetto Ogm, anzi no

Se anche sul biotech il governo è andato in cortocircuito (e Prodi ci ha messo un paio di giorni prima di metterci una pezza in Europa) la stampa italiana non è parsa da meno. Cronaca di una settimana vissuta pericolosamente sulle pagine del Corrierone nazionale

Domenica 16 luglio. Il consiglio dei ministri dell’Ambiente dei 15 paesi Ue, riunito a Parigi, boccia la proposta, avanzata dalla comissaria Margot Wallstrom, di superare la moratoria introdotta l’estate scorsa sui prodotti agricoli geneticamente modificati.

“Una vittoria italiana”, titola il Corriere; nel pezzo il nostro ministro dell’Ambiente Willer Bordon precisa: “Sono a Parigi per rappresentare la posizione del governo italiano, che è sempre stata molto netta”. Sulla stessa pagina l’intervento di Grazia Francescato -“Grande vittoria. Non ci conviene seguire l’America” – la leader dei Verdi aveva minacciato la defezione del suo partito dal governo se l’Italia non avesse proseguito la moratoria. Lo stesso giorno il Corsera pubblica un’ampia intervista a Walter Veltroni dove il segretario magnifica Romano Prodi, uno di quelli “che in Europa si trovano a casa loro”, ed elogia “il suo stile” alla guida della Commissione.

Lunedì 17 luglio. Il Corsera smorza gli entusiasmi: “Biotecnologie, Bruxelles non si ferma”. Il ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio parla a Bruxelles. Prodi tace.

Martedì 18 luglio. Il presidente Ue rompe il silenzio: “Biotecnologie, via libera di Prodi. Il ministro Bordon: il presidente della Commissione europea sbaglia”. Interviene il Ministro della sanità Umberto Veronesi: “Sì a quei cibi, ma è necessario che siano segnalati”. “Il cibo ‘Frankenstein’ non è più pericoloso del tradizionale pane quotidiano… Verdi, una crociata antistorica”.

Mercoledì 19 luglio. Il ministro Willer Bordon spara contro il collega Veronesi “Su questi temi non ha competenza”. Gli dà manforte Alfonso Pecorario Scanio, ministro dell’Agricoltura. Rosy Bindi rincara la dose. I Verdi chiedono a Giuliano Amato un chiarimento, pena la loro uscita dalla maggioranza. Il segretario regionale emiliano della Quercia, Mauro Zani, spacca i Ds: “Sì ai cibi modificati. Basta con queste stupidaggini sui prodotti dell’orto di Frankenstein”.

Giovedì 20 luglio. Prodi difende la linea di Bruxelles: “Scelta doverosa, accolta da polemiche solo in Italia”. Ma nel nostro paese il fuoco delle polemiche è ormai smorzato: “Cibi trangenici, tregua fra i ministri”. Gianni Mattioli, ministro per le politiche comunitarie, commenta: “Hanno tentato di dare di questo governo un’immagine sbrindellata. Invece siamo tutti in linea”.