Ma la Coalizione nazionale siriana rappresenta ancora qualcuno? Altre 66 brigate si staccano

Dopo Al Qaeda e le 50 armate che si sono riunite nell’Esercito dell’islam, altre 66 abbandonano i rappresentanti dei ribelli, che il 23 novembre dovrebbero andare a trattare alla conferenza di pace Ginevra II

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

I ribelli che combattono contro il regime di Bashar Al Assad in Siria sono sempre più divisi e aumentano i gruppi che non si sentono rappresentati dalla Coalizione nazionale siriana (Cns), appoggiata dai governi occidentali. Ieri altre 66 brigate armate che operano nel sud della Siria hanno annunciato di non riconoscersi più nel Cns.

«NON CI RAPPRESENTATE PIÙ». «Visto il fallimento di gruppi politici che pretendono di rappresentare l’opposizione e i gruppi rivoluzionari, noi leader militari delle province meridionali non ci riconosciamo più in nessun gruppo politico. La Coalizione e la sua leadership non ci rappresenta più», hanno detto i portavoce dei ribelli in un videomessaggio. La delusione delle armate ribelli deriva dall’incapacità del Cns di fornire armi e aiuti umanitari ai combattenti.

ESERCITO DELL’ISLAM. La Coalizione perde così un altro pezzo. Già minata nella sua capacità di incidere dai continui attacchi all’Esercito libero siriano da parte dei gruppi legati ad Al Qaeda, Stato islamico dell’Iraq e del Levante e Jabhat Al Nusra, il 29 settembre scorso la Coalizione è stata rigettata anche da 50 potenti gruppi armati siriani, che si sono riuniti nell’Esercito dell’islam.

RIBELLI DIVISI. Il Cns vorrebbe un futuro democratico per la Siria, ma la maggior parte dei combattenti sul campo sono islamisti e sperano che il paese diventi un Califfato islamico. Anche per questo, oltre che per i maggiori rifornimenti di armi, molte brigate si sono separate dalla Coalizione per unirsi alla formazione salafita finanziata dall’Arabia Saudita o ai qaedisti, sempre ben equipaggiati e molto attivi sul campo.

CHI RAPPRESENTA L’OPPOSIZIONE? Gli ultimi avvenimenti sono riusciti anche ad oscurare l’annuncio da parte del vicepremier siriano Qadri Jamil che la tanto attesa conferenza di pace “Ginevra II” si terrà i prossimi 23 e 24 novembre. Sembra che alcuni rappresentanti dei ribelli saranno convinti a partecipare. Ma la domanda che nasce è: chi rappresenta ormai in Siria la Coalizione nazionale siriana? Anche qualora trovasse un accordo con Assad per un governo di unità nazionale, i guerriglieri di Al Qaeda e gli islamisti deporrebbero le armi? Molto difficile.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •