Lo strano caso del sondaggio del corriere.it sull’affido a coppie gay

«Secondo voi un bambino può vivere bene in una coppia formata da due padri o due madri»? Il vantaggio dei “no” è stato ribaltato con voti farlocchi?

L’immagine che vedete in pagina è tratta dalla pagina Facebook di Gigi De Palo, ex assessore alla famiglia di Roma, e segnala un piccolo ma “curioso” (eufemismo) caso capitato a riguardo di un sondaggio on line del sito del Corriere della Sera (attualmente le percentuali e il numero dei votanti sono cambiati ancora). Oggi, nella pagina delle lettere di Avvenire, due lettori l’hanno voluto segnalare a loro volta al direttore Marco Tarquinio. Riportiamo di seguito i due interventi e la risposta di Tarquinio.

Caro direttore, sto assistendo a un caso buffo. Il “Corriere della Sera” dopo la recente sentenza con la quale una bambina è stata affidata a una coppia dello stesso sesso, ha lanciato sul proprio sito internet un sondaggio, per valutare l’opinione della gente. Il sondaggio suonava così: «Secondo voi un bambino può vivere bene in una coppia formata da due padri o due madri»? L’ho monitorato da tempo, insieme ad alcuni amici informatici. Ecco perché ti parlo di “caso”. Quando il sondaggio è stato avviato, alla domanda posta dal redattore oltre il 90% dei lettori rispondeva «no». Poi è successo qualcosa. Ieri sera, giovedì 28 novembre, i votanti erano stati 90mila, stamattina alle 7.30 erano 190mila. Mentre scrivo siamo oltre 250mila voti. Niente male, si dirà, visto che a questi sondaggi rispondono, in media, intorno ai 4mila lettori. Ma la cosa che colpisce di più è che in poche ore sono stati raccolti 160mila voti, una media di 5 al secondo. E i «sì» sono cresciuti moltissimo, tanto che la situazione si è ribaltata: oltre il 70% dell’opinione pubblica si è improvvisamente «scoperta» concorde sul fatto che un bambino possa vivere bene in una coppia formata da due padri o due madri. Mi scrivono gli amici informatici che stanno facendo un continuo refresh della pagina dei risultati si può notare come ci sia stata una affluenza sino a 20 voti al secondo. Chiaro sintomo, data la frequenza e anche l’orario, dell’utilizzo di sistemi automatici di voto (con cancellazione dei cookie per superare il problema del voto singolo dal medesimo computer). Qualcuno ha scritto al Corsera, asserendo che la notizia non sia tanto il risultato (assolutamente inattendibile), ma la battaglia ideologica che porta a usare mezzi anche truffaldini per avere un riscontro a favore della propria opinione. E come dargli torto?
Andrea Bernardini, Pisa

Caro direttore, scrivo per segnalare un caso molto increscioso ed emblematico: il sondaggio sul sito del “Corsera” che chiede se si ritiene bene che un bambino cresca con genitori dello stesso sesso. Dopo un iniziale vantaggio (notevole) dei «no», è iniziata una rimonta che ha dell’incredibile: nella notte (!) tra giovedì 28 e venerdì 29 novembre si sono registrati qualcosa come 1.000 voti al minuto, tutti a favore del «sì». È chiaro che è stata fatta partire una votazione automatica fino ad arrivare rapidamente a 260mila voti (per il Pallone d’oro i voti sono stati 2.200…). Questo dimostra, al di là di ogni dubbio, che c’è davvero una lobby gay in Italia che è molto agguerrita e che è disposta a fare letteralmente carte false e persino ogni tipo di imbroglio. E lavorano nell’oscurità… Sono presidente del Forum delle associazioni familiari della mia città e sono “bombardato” da mail di persone indignate, e penso anche il giornale promotore del sondaggio, tanto che mi pare lo abbia ritirato… Un caro saluto e un grande augurio di buon lavoro.
Carlo Dionedi, Piacenza

Sì, cari amici, è un «caso buffo» quello che mi segnalate. Ma è anche una faccenda seria. E infatti il giornale coinvolto incolpevolmente in questa storia di voti artificiali, arrivati come ladri nella notte, ha in effetti reso (quasi) irraggiungibile il sondaggio travolto dalla macchina del consenso automatico messa in moto non si sa da chi, ma si sa perché… Nonostante sia stato “spostato” la votazione compulsiva è continuata a ritmi umanamente impossibili. Ridicolo e rivelatore, al tempo stesso. Si fa proprio di tutto pur di far emergere un presunto – e già in altre situazioni sbandierato – “sentimento popolare” a favore di un incredibile “diritto ai figli” (quasi fossero oggetti o complementi altrui!) delle coppie di persone dello stesso sesso e di una sostanziale indifferenza o compiacenza davanti all’azione lobbistica e politica per rimuovere sul piano legislativo – e prima ancora lessicale – l’essenziale presenza generativa ed educativa di una madre e di un padre nella vita di ogni bimbo (che è sempre figlio di un uomo e di una donna, e di lì, da quell’incontro, comincia la sua traiettoria personale e comunitaria). Siamo al cospetto di una pretesa innaturale, ingiusta e insensata. Tanto più se si considera quante avversità e quante umanissime inadeguatezze già congiurino per togliere ai figli il bene di crescere accompagnati sia dalla mamma sia dal papà… Ma certi giochetti di parole e di computer, certe bandiere falsamente compassionevoli, fanno torto al buon senso e all’esperienza esistenziale della gente vera, che coincide solo in minima parte con quella rappresentata da troppi media con tenacia degna di miglior causa. Ma, sono d’accordo con voi, questi tentativi di piegare la realtà sono truffe controproducenti per chi le architetta. E boomerang presuntuosi e maldestri, che magari fanno un giro lungo, ma tornano a colpire inesorabilmente chi li ha lanciati. Per questo non ci si può stancare di rispettare tutti, e di più la verità incontestabile della vita.
Marco Tarquinio