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Lettera in difesa di Imagine di John Lennon ci conferma nel nostro «pregiudizio oscurantista»

novembre 20, 2015 Mao Valpiana

Qui a Tempi siamo così insensibili che non capiamo che, tolta la melodia, le parole, il ritmo e gli accordi, la canzone è un «capolavoro assoluto» perché ispira sentimenti di pace

Al direttore di Tempi. Mi riferisco all’articolo pubblicato con il titolo Per commemorare i morti di Parigi, non cantate Imagine di John Lennon. È un inno alla violenza. Non entro nel merito degli argomenti sostenuti, e nemmeno delle dotte citazioni, che scomodano addirittura Hegel, Kant, Spinoza e Benedetto XVI, per dimostrare che Imagine sarebbe una canzone violenta, atea, dissacrante, persino disumana.

Cari amici di Tempi, evidentemente vi è sfuggito l’aspetto principale della canzone di Lennon. E cioè il suo elemento artistico. Imagine è un’opera d’arte e come tutte le opere d’arte vale per le emozioni che riesce a dare a chi ne gode. La Pietà di Michelangelo (il paragone forse è più consono alle vostre corde) è una capolavoro assoluto non tanto per il materiale scelto, per come sono stati usati scalpello e martello, per la personalità dell’artista, ma per ciò che quel pezzo di marmo così lavorato riesce a dire all’anima di chi lo guarda. La stessa cosa vale per Imagine, che ha commosso miliardi di persone di tutte le età, in tutto il mondo. Più che gli accordi scelti, la melodia, il ritmo, le parole, contano i sentimenti che quella canzone sa suscitare in chi l’ascolta. Più che un inno alla pace, è un’espressione profonda di pace, che mette in moto sentimenti di pace.

Se riusciste ad ascoltarla senza paraocchi, senza pregiudizi ideologici, senza perversioni fondamentaliste, con la disponibilità d’animo e l’apertura che serve per comprendere ogni opera d’arte, capireste che vi trovate davanti ad un capolavoro assoluto della musica di tutti i tempi. Non è un caso che le opere di John (sì, ci chiamiamo per nome perchè in 50 anni di frequentazioni assidue siamo ormai divenuti amici) siano giustamente messe alla pari con la musica classica e sacra dei secoli passati.

Fatevene una ragione: Imagine, con tutta l’opera di John Lennon, sopravviverà alle vostre tristi e oscurantiste elucubrazioni.

Cordialmente, Mao Valpiana, amico di John Lennon, dei Beatles e della nonviolenza – Presidente del Movimento Nonviolento

Risposta: Gentile Mao amico di John, nemmeno noi scomodiamo Hegel, Kant, Spinoza e Benedetto XVI per risponderle; le sue parole bastano e avanzano per capire perché Imagine è la canzone peggiore per commemorare i morti di Parigi. Noi non avremmo saputo fare di meglio, grazie.

Foto Ansa


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35 Commenti

  1. filippo81 says:

    Gentile mao, cosa Le debbo dire ? Io sono uno di quegli oscurantisti pieni di pregiudizi di cui Lei parla, è che a me personalmente piacciono il neo prog e il punk rock,soprattutto gruppi Italiani,Spagnoli, Russi , Tedeschi e Ungheresi: Con tutto il rispetto per il defunto Lennon., ma Imagine mi fa sbadigliare e basta,e non mi piacciono i suoi Beatles con i loro abbigliamenti sgargianti e quindi chili di capelli al vento.Comunque ognuno ha i suoi gusti musicali, ma non facciamo guerre ideologiche, godiamoci la musica per quello che è ,senza criminalizzare chi ha dei gusti musicali diversi dai propri.

  2. Romeo says:

    …”vi trovate davanti ad un capolavoro assoluto della musica di tutti i tempi” ….? ROTFL

  3. Lela says:

    Immagina che non ci sia nulla per cui vivere o morire.
    Altro che pace, l’angoscia e la disperazione.

    • pax says:

      Se una persona ha bisogno della ricerca affannosa di un “Qualcosa più grande di lei” che sa concretamente essere un obiettivo irraggiugibile, per dare uno scopo alla sua vita, significa che ha un serio problema con se stessa, quantomeno di autostima e non sa apprezzare i piccoli, grandi piaceri che la vita offre qui e ora.
      Non esiste cosa più triste ed angosciosa che inseguire chimere per paura di accettare le cose per come sono cercando invece di coglierne gli aspetti piacevoli come la pace e la serenità che sono un ottimo motivo per vivere.

      • Cisco says:

        @Pax

        Non c’è nessuna “ricerca affannosa”, ma la semplice constatazione dei limiti dell’uomo che – senza Dio o con il dio sbagliato – sta combinando una serie innumerevole di guai: utopia e’ immaginarsi il contrario.

      • Lela says:

        E se non si ha nè pace, nè serenità? Da dove ti arrivano? Te le dai tu? Decidi che adesso sei sereno? Non puoi decidere neanche di essere vivo in questo momento…

  4. Simone says:

    Sicuramente ci sopravviverà, e questo che vuol dire? Anche il male e la guerra ci saranno dopo di noi.
    Certo era bravo, ha trovato gli accordi giusti, la melodia strappalacrime e con questo?
    Di fronte a chi proclama il “Nulla” e pensa di poter costruire qualcosa sul “Nulla”, preferisco chi cotruisce su “Qualcosa” o su “Qualcuno”. A lui tutta la mia stima e la mia ammirazione.

  5. Giannino Stoppani says:

    Ma del fatto che a questo signore gli sia stato imposto il nome “Mao”, ne vogliamo parlare?
    Mi par di ricordare che Giovannino Guareschi in uno scritto in cui spiegava la poetica del “mondo piccolo” riferiva che l’inconveniente di scrivere storie inventate ma verosimili risiede nella possibilità che l’invenzione si avveri poiché la realtà spesso è più imprevedibile della fantasia.
    Sicché anche l’immaginario figliolo che la moglie di Peppone voleva far battezzare coi nomi bolscevici di “Libero Antonio Lenin” trova in questo tale “Mao” una corrispondenza nella sempre sorprendente realtà.
    Certo fa spavento come certi nomi possano incatenare le persone a un epoca con tutte le sue idee a bischero.

  6. Cisco says:

    “Più che gli accordi scelti, la melodia, il ritmo, le parole, contano i sentimenti che quella canzone sa suscitare in chi l’ascolta.”

    Quindi non capisco cosa il sig. Mao – che sia un omaggio al noto dittatore non violento cinese? – obietti: se contano i sentimenti, e quelli dei lettori di Tempi sono di nausea e vomito, cosa c’è di male? Sull’esempio della Pietà di Micheleangelo stenderei un velo, appunto, pietoso.

  7. Marcello says:

    le opere di John (…) siano giustamente messe alla pari con la musica classica e sacra dei secoli passati

    Scusate, ma questa è comica.

  8. Daniele says:

    Quanti discorsi inutili. La questione andrebbe ricondotta al suo nodo centrale.
    Per voi crdenti la parte indigesta della canzone di Lennon è la frase “Imagine no religion”.
    Viceversa, chi, come me, pensa che la religione sia una malattia dell’intelligenza, un veleno che corrode la mente delle persone, non può che apprezzare quella frase (peraltro divenuta di estrema attualità in questi giorni).
    Tutto qui. Inutile sviare il discorso sulgli accordi, il ritmo, la melodia e altri dettagli. Impariamo ad andare al nocciolo delle cose.

    • giovanna says:

      E detto da “daniele” , il nostro venditore di sperma, come non accogliere l’invito ad andare al nocciolo delle cose ? 🙂

      Che gente che gira nel web, un mondo di disagio incredibile.
      E nemmeno si può fare niente dal web.
      Almeno, noi semplici lettori, che ci accorgiamo della sofferenza psichica, non possiamo fare niente.

      In ogni caso, “daniele”, il problema non è, come hai scritto tu con superficialità e ottusità , dopo che ne parliamo da giorni, non è in quello stupido “no religion”, ma in quel “niente per cui vivere e niente per cui morire “, che tu rappresenti alla grande, con la tua bassezza.
      In effetti una ragione per vivere ce l’hai : molestare il prossimo il più possibile.
      Che vita bella !

    • giulia says:

      Non è solo la storia della religione, io trovo disgustoso il concetto di un mondo senza popoli, ognuno magnificamente diverso dall’altro, trovo assurdo che uno viva senza pensare al Paradiso! trovo disgustoso il bel consiglio di pensare solo all’oggi!
      Ma la cosa più fastidiosa è il ritmo da cantilena più che da canzone

  9. Avandero says:

    Gentile Direttore di TEMPI, molti dei commenti che si possono leggere a margine dell’articolo di Aldo Vitale sono abbastanza indicativi del clima che si respira in giro.
    Io, davvero, La ringrazio di tenere aperti i contenitori ove si riversa in abbondanza la bile dei tantissimi lettori di Tempi (lettori.. si fa per dire : sono truppe d’assalto schierate in un campo di battaglia virtuale) tormentati da odio anticristiano.
    Imagine…. Immaginate un mondo in cui fosse proibito commentare articoli che involontariamente suscitano nell’animo degli esaltati questo incredibile sentimento. Immaginate un mondo senza face book , senza twitter e senza i social network in generale, ovvero senza questi spazi in cui radunarsi per sferrare i più duri e insensati attacchi.
    Queste persone sfogherebbero nelle strade, con pistole e coltelli, il loro odio . Sarebbe l’intifada dell’occidente malato.

  10. Stefano says:

    Non ho ancora visto nessuno intonare minacciosamente Imagine imbracciando un kalasnhikov o facendosi esplodere in un mercato affollato, nemmeno orde di atei dare assalto a chiese o luoghi sacri sull’onda di quelle note, neppure sfrenati cori di hooligans o baccanali orgistici di neo-femministe. L’Autore non considera il semplice fatto (ma forse ha fatto finta) che Imagine è soltanto il racconto di un sogno, utopico e perciò irrealizzabile. Lo dice il testo con “I’m only a dreamer”, lo dice il tono delicatamente malinconico della ballata (più interessante ed efficace sarebbe l’analisi se il tono della canzone fosse quello epico di un inno). Lo dice soprattutto la realtà dei fatti, con la guerra di religione in atto, lo scontro portato nel cuore dell’Europa stessa, e certamente il proliferare di confini, muri e reticolati cui assistiamo senza poter fare nulla.
    Trovo malinconico il pianista che ha eseguito Imagine, non per il presunto significato della canzone, quanto per la sua inutilità e il suo evidente fallimento.
    Alla metà degli anni ’70 si poteva viaggiare in autobus sulla linea Londra – New Delhi (Magic Bus), attraversando tutto il Medioriente, ditemi voi se questo oggi è possibile.
    Il mondo di oggi è tutt’altro da quello senza religioni o confini immaginato/sognato da Lennon.
    Quel sogno si è dissolto, inutile fare accademia o maramaldeggiare…

    • jason mac lane says:

      guarda che il testo dice “you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one. I hope some day you will join us”

    • Cisco says:

      @Stefano

      “Imagine” è il Manifesto del Partito Comunista in versione canora, lo ha ammesso lo stesso Lennon: che poi sia il bersaglio, e non il vessillo, di jihadisti che imbracciano la grande invenzione del benemerito compagno Michail Kalashnikov, nulla toglie al fatto che l’uomo ragionevole cerca un senso nella realtà, non cerca di rifugiarsi nei sogni o nelle utopie, che sono lo strumento di elezione usato dal potere per distogliere l’uomo dalla Verità, che è incontrabile oggi nella realtà quotidiana. Non in un altro mondo dove non ci saranno nazioni ne’ proprietà privata.

  11. underwater says:

    Si chiama Mao, e per chi conosce la Storia è già detto tutto.

  12. Sebastiano says:

    “…Più che gli accordi scelti, la melodia, il ritmo, le parole…”

    Ohibò, ma se gli togliamo tutto questo cosa rimane?
    Mi pare una imbecillità pazzesca: provate a cantare Imagine con gli accordi di “fatece largo che passamo noi”, o la melodia di “Guantanamera”, o il ritmo di “Goldrake”, o le parole di “Ciao mamma quanto mi diverto”.
    Se non vi portano alla neuro, risate assicurate.

    • mamifacciailpiacere says:

      Per dirla con l’unico e inimitabile Fantozzi “Imagine ” è una cagata pazzesca ! E la melodia è piu’ forte del guttalax … Ciao Miao

  13. Stella says:

    Ma se come dice lei non dobbiamo attenerci a “accordi scelti, melodia, ritmi e parole” allora per quale motivo dovrebbe commuoverci? Forse quello che dice il sign. Mao non ha molto senso…

  14. Antonio says:

    tipico di relativisti, progressisti e roba simile…sedicenti intellettualoidi e supponenti idealisti da centro sociale allergici a sapone e barbiere. Se non ti conformi ai loro “valori” sei bigotto, oscurantista, medievale

  15. BIASINI says:

    Che i quattro strimpellatori abbiano raggiunto un successo planetario è indubbio e dimostra solo quanto gran parte dell’umanità si accontenti di poco. Immagine, è una tiritera di una banalità sconcertante, culturalmente adatta ai lettori di novella 2000.

  16. Gloria says:

    Il buon vecchio John! Possibile che il suo amico pacifista auto-battezzatosi con il nome di un “pacifista” non ne sia venuto a conoscenza in una di quelle confidenziali conversazioni tra amici?! Il buon vecchio John dicevo, ha commentato pubblicamente la sua “opera” maxima con l’appellativo di “zuccherosa”. Ok. Se per fare la pace vi serve qualche chilo di roba dolce va bene. Ma allora non si tratta di religione o arte eccelsa, è solo questione di diabete. Adesso ditemi per favore, atei o no: vi basta per sopravvivere?

  17. GD says:

    Imagine è una canzone di contenuto blandamente hippy. Anodina, si direbbe, non fa di per sé né male né bene. Dire che sia diabolica o violenta, davvero mi sembra fuori del mondo. E’, inoltre, una canzone oramai molto datata, non ispira certamente azioni inconsulte o violente, casomai può conciliare un placido sonno, al più.

    • giovanna says:

      Non ci posso credere, signorina GD-paolab !
      Ancora ?????
      Non sei in grado di seguire questa discussione, per deficit di umanità, lo vuoi capire ?
      Certo che la tua ottusità è pari solo alla tua cafonaggine.

  18. giulia says:

    Già uno che si chiama Mao la dice lunga, anche se fosse solo uno pseudonimo…

  19. Sandro Guarisco says:

    La mia opinione su questa complessa diatriba,lo ammetto è semplicistica ma altrettanto chiara. Se gli esseri umani presenti sulla terra si sentissero cittadini di questo mondo(no frontiere) fiduciosi nell’esistenza di una entità superiore che sovrintende l’universo intero(Dio) del quale non sappiamo nulla e solo morendo potremo scoprirlo,certi invece di ciò che abbiamo(la vita in terra) Determinati a rendere questo soggiorno il più gradevole per tutti rispettando quella morale universale che ci dice:perchè fare del male ad altri se quando lo fanno a te soffri?Non sarebbe questo il modo più efficace per rendere questo mondo migliore? Questo è davvero un bel sogno e tale resterà a dispetto di tutte le religioni del mondo.

    • Giannino Stoppani says:

      Giusto, resterà un sogno a dispetto di tutte le religioni del mondo, che però rispetto a codesta boiata lisergica hanno un vantaggio colossale, perché la loro “offerta” all’uomo tiene conto del più pressante dei problemi che affliggono l’uomo e che nessun “mondo migliore” potrà mai eludere: la morte.

      • Fabio says:

        Infatti la piu’grande astuzia del Demonio e ‘evitare che gli uomini si pongano come domanda il senso della vita e dell’aldilà’.

        E’ come evitare che un escursionista che passerà’ in gita sul ciglio di un burrone senza accorgersene chieda una imbragatura prima di partire per la gita…tanto non e’detto che sotto ci sia un burrone…

    • Fabio says:

      Certo un bel sogno…anche il comunismo era un bel sogno finche’qualcuno non lo ha preso sul serio e illudendosi di realizzarlo sulla terra ha fatto fuori 60 milioni di suoi connazionali , la stessa cifra di tutti i morti della Seconda Guerra Mondiale.
      I sogni sembrano innocui finché’ restano sogni , ma rivelano tutto il loro potenziale di violenza quando qualcuno si impuna a volerli realizzare sulla terra andando contro la realtà’ perché’ per definizione il sogno non e’la realtà’.

      E poi vogliamo dirlo ? la melodia di Imagine e’anche lagnosa. E poi poniamo che uno muoia in grazia di Dio perché’ non dovrebbe andare in Paradiso ? (” imagine there’s no heaven…”) Sarebbe ingiusto per lui , qualcosa di violento e antidemocratico…

      • Fabio says:

        Comunque e’vero : a volte religioni non aiutano a vivere .Quando Marx studiando il capitalismo inglese con Enel diceva “la religione e’l’oppio dei popoli” perché’ permette la rassegnazione per lo sfruttamento di donne e bambini nelle industrie inglesi , aveva ragione : ma ciò’ che non ha detto e’ fino all’800 l’unica religiobecammessa in Inghilterra era il Protestantesimo , vera forza del capitalismo , perché’ era stato bandito almeno da 3 secoli l’Avvenimento cristiano cioe’il Cattolicesimo : fino al 1850 per tre secoli non ci fu un vescovo cattolico in Inghilterra e preti e cattolici erano impiccati o perseguitati . Questo Marx non lo ha specificato ,che l’unica religione era il Protestantesimo in Inghilterra .
        E John Lennon rivela chiaramente nel suo modo di essere di non aver conosciuto altro che quello nella sua vita in Inghilterra.

        Il Cristianesimo non e’una quindi una vera religione e’un Avvenimento e’Dio stesso che si e’ fatto uomo. Le religioni sono prodotti umani, il Cristianesimo e’un prodotto divino e infatti fa i conti con la realta’creata mentre le religioni una più’ una meno evitano qualche aspetto di realta’per fondarsi come tali.

        Il problema e’ che molti non capiscono questa differenza vanno fuori l’Avvenimento cristiano con religioni.

  20. Tommaso says:

    Ascoltata per la prima volta dopo aver letto l’articolo: che dire? Tolto il gusto musicale personale, che non vale in una valutazione sul contenuto, rimane solo il testo della canzone e posso tranquillamente dire che il caro John era un utopista tale e quale a un certo Karl Marx, ispiratore di un certo Comunismo che ha fatto più morti in 10 anni di quanti si potesse una volta anche solo immaginare…..immaginiamo pure il mondo di John, senza guerra, senza avidità, senza ricchezze (=niente proprietà privata, vi dice niente?), senza paradiso nè inferno, senza scopo al di fuori della pace: cosa resta? E’ molto semplice: niente di niente. Togli all’uomo la cosa che lo rende uomo, cioè la libertà, e otterrai il nulla puro e spoglio.

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