«Le donne cristiane in Egitto possono girare senza velo? Certo, se vogliono essere stuprate»

Queste le parole del predicatore islamico Hesham al-Ashry andate in onda in tutto l’Egitto in prima serata. I giornali protestano: «Questa non è l’Arabia Saudita».

«Una volta mi hanno chiesto: se andasse al potere, permetterebbe alle donne cristiane di girare senza velo? E io ho risposto: se vogliono essere stuprate per strada, certo che possono». Molti egiziani sono saltati sulla sedia quando hanno ascoltato in prima serata il predicatore musulmano Hesham al-Ashry (nella foto) che invocava in televisione il velo per tutte le donne. Non solo.

POLIZIA MORALE. Il predicatore si è anche pronunciato a favore della polizia islamica, quella che in Arabia Saudita è chiamata “polizia morale” e che bada che nessuno violi la sharia: «Non sarebbe una cattiva idea – ha detto al-Ashry – Ma perché l’Egitto diventi una paese completamente islamico, l’alcol deve essere bandito e tutte le donne devono girare velate». Molti giornali egiziani hanno protestato contro la televisione che ha lasciato uno spazio così importante a una visione così fondamentalista della società e dell’islam. «Questo è l’Egitto, non l’Arabia Saudita» è uno dei tanti commenti raccolti dal quotidiano al-Masry al-Youm.

ELEZIONI PARLAMENTARI. Il presidente del paese Mohamed Morsi, appartenente ai Fratelli Musulmani, è stato invitato a commentare le parole del predicatore, e ha risposto in modo criptico attraverso il portavoce Mahmoud Ghozian: «La promozione della virtù e la prevenzione del vizio spetta alle autorità e non ai singoli o ai gruppi. Non tutti hanno il diritto di intervenire». Parole che non rassicurano gli egiziani, specie dopo l’approvazione di una  Costituzione islamista, e un ramo del Parlamento, l’unico aperto al momento, la Shura, dominata da Fratelli Musulmani e salafiti. Proprio ieri è stato annunciato che le procedure per le elezioni parlamentari cominceranno il 25 febbraio, le consultazioni potrebbero avere luogo in aprile.