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La Svezia si è fatta un maxi leak di dati sensibili da sola. Governo a rischio

luglio 27, 2017 Redazione

Colpo devastante per la leggendaria efficienza del paese scandinavo: informazioni altamente riservate trasferite da un ente pubblico a operatori stranieri. Senza misure di sicurezza

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È il più duro di colpo di sempre al mito dell’efficienza dello Stato svedese e dei governi a guida socialdemocratica: l’Agenzia svedese dei trasporti (Ast) ha messo in pericolo la confidenzialità di informazioni altamente riservate firmando un contratto senza salvaguardie di sicurezza che ha trasferito nella Repubblica Ceca e in Serbia il suo database.

LE INFORMAZIONI A RISCHIO. Il fatto è accaduto 18 mesi fa, e ha avuto una prima ricaduta nel gennaio scorso con la rimozione della direttrice dell’agenzia Maria Agren, ma la stampa ne è venuta a conoscenza solo nei giorni scorsi quando la stessa è stata condannata a pagare una multa pari a 8.500 dollari da una corte di giustizia per negligenza. Nel frattempo rischiano di essere finiti nelle mani sbagliate i dati relativi a tutte le patenti di Svezia, i dati personali delle persone inserite in programmi di protezione di testimoni di giustizia, di piloti di caccia e altre unità di élite delle forze armate, dei piloti e dei controlli del traffico aereo civile, di tutte le persone iscritte per qualche ragione nei registri di polizia, di targhe e numeri di immatricolazione di veicoli militari e informazioni relative alle infrastrutture viabilistiche e dei trasporti svedesi.

QUESTIONE DI RISPARMIO. Il pasticcio nasce dal fatto che nel settembre 2015 l’Agenzia svedese dei trasporti ha firmato con Ibm Svezia un accordo per trasferire la gestione dei suoi dati nei cloud server dell’Ibm che si trovano presso le sue consociate nella Repubblica Ceca e in Serbia. Lo scopo? Risparmiare denaro: gli informatici cechi e serbi costano molto meno di quelli svedesi. Ma per risparmiare davvero era inevitabile disattivare anche tutti i controlli e blocchi di sicurezza, che avrebbero ritardato i tempi dell’operazione e rialzato significativamente i costi. Già nel marzo 2016, però, i servizi segreti svedesi si erano attivati per vedere meglio dentro a una faccenda che appariva altamente irregolare, e da lì era stata avviata l’inchiesta sull’operato dei vertici dell’Ast.

L’AMMISSIONE DEL GOVERNO. In una conferenza stampa congiunta con il capo della polizia, il capo di Stato maggiore delle forze armate e il nuovo direttore dell’Agenzia svedese dei traposti (foto in alto), il primo ministro socialdemocratico Stefan Lofven (a capo di una coalizione rosso-verde) ha ammesso che «ciò che è successo nell’agenzia del trasporto è un disastro. È estremamente grave. Ha esposto la Svezia e i cittadini svedesi a rischi». Le ammissioni del governo potrebbero non bastare all’opposizione di destra e di centrodestra, che ha minacciato di presentare mozioni di sfiducia contro il ministro per le Infrastrutture, il ministro degli Interni e il ministro della Giustizia.

PIRATI ALL’ARREMBAGGIO. Rick Falkvinge, fondatore del Partito Pirata (che ha nel suo programma la difesa della libertà della rete, della privacy dei cittadini e il cambiamento delle norme sui diritti d’autore e sui brevetti), ha dichiarato: «Se un governo è così incapace e privo della volontà di proteggere i suoi stessi segreti, non potrete mai fidarvi di un governo per tenere al sicuro i vostri dati personali, in qualsiasi circostanza». Effettivamente più grave della fuga di informazioni e dell’eventuale trafugamento di dati di rilevanza militare potrebbe essere la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato in materia di protezione dei dati personali.

Foto Ansa/Ap

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