La sharia inguaia l’Egitto: i bond islamici sono da usurai, quindi vietati. Economia vicina al crollo

L’economia dell’Egitto è in ginocchio ma la sharia impedisce ai paesi islamici di emettere bond classici per finanziare l’economia. In Egitto, vietati anche i bond islamici.

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I “bond islamici” sono contro la sharia e non possono quindi essere adottati dall’Egitto. Con questa motivazione la commissione Economia e finanza della Camera alta (Shura) del Parlamento egiziano ha respinto la proposta del ministro delle Finanze, che voleva introdurre i Sukuk, i cosiddetti “bond islamici”, per aiutare l’economia dell’Egitto a ripartire.

DISASTRO ECONOMIA. Si tratta di una pessima notizia per tutti gli egiziani, cristiani e musulmani. L’economia del paese infatti è in ginocchio: la crescita del Pil egiziano è scesa nel 2011 dal 5 all’1 per cento, l’inflazione corre, la liquidità a disposizione delle banche è scesa dai 30 miliardi di dollari dell’era Mubarak ai 9 attuali e il tasso di disoccupazione è salito al 15 per cento, quella giovanile al 25. Gli investimenti esteri sono in calo a causa dei continui scontri e le riserve valutarie dell’Egitto sono crollate da 36 a 10 miliardi di dollari. In più, dopo le ultime mosse dittatoriali di Morsi, il Fondo monetario internazionale ha deciso di bloccare il prestito da 4,8 miliardi di dollari al tasso di interesse bassissimo dell’1,1 per cento.

L’ESCAMOTAGE DEI BOND ISLAMICI. All’Egitto servono dunque come il pane degli aiuti economici. Il paese però, come molti altri Stati musulmani, non emetterà mai bond classici come le altre nazioni europee. I bond classici, infatti, prevedono che il paese che li emette ripaghi in determinati momenti dell’anno a chi li compra il costo dei bond più gli interessi. La sharia, però, considera gli interessi anche minimi come usura. Per questo un paese islamico come la Malaysia ha inventato i “bond islamici”, che vengono emessi per finanziare progetti precisi, come la costruzione di edifici. Il compratore non riceve nessun interesse ma entra a fare parte del progetto per, eventualmente, partecipare ai profitti derivanti dalla buona riuscita del progetto stesso.

SHARIA INGUAIA L’EGITTO. L’Egitto sperava dunque di potere fare affidamento sui Sukuk, ma dopo che l’università di al-Azhar, la massima autorità islamica del paese, ha dichiarato che i bond islamici «violano la sharia e mettono a rischio la sovranità dello Stato», la commissione Economia e finanza della Shura egiziana ha dovuto respingere il progetto di legge. Ora però l’Egitto dovrà trovare in fretta una rapida alternativa, perché a due anni dallo scoppio della Primavera araba alla crisi politica non si aggiunga anche il crollo dell’economia.

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