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La Sardegna è alluvionata ma Sel vuole spendere 3 milioni per statalizzare l’Isola di Budelli. «Una fesseria»

novembre 28, 2013 Redazione

Il partito di Vendola ha proposto un emendamento per riportare allo Stato l’isola dalla spiaggia rosa. Contrari il sindaco della Maddalena, Legambiente e pure il custode

Isola di Budelli allo Stato? Meglio di no. Anche Legambiente preferisce i privati alla gestione statalista del gioiello dell’arcipelago de La Maddalena, recentemente venduto al miliardario Michael Harte. «Se lo Stato ha tre milioni da utilizzare in Sardegna», si legge in una nota dell’associazione ambientalista, «li impieghi subito per mettere in sicurezza le zone alluvionate o per realizzare le bonifiche a La Maddalena e non per comprare una zona già protetta come l’isola di Budelli».

COMPRARE BUDELLI. Nonostante l’isola nota per la sua spiaggia rosa sia stata legittimamente acquistata da Harte, Sel in Parlamento ha proposto di sottrargliela con un emendamento alla legge di stabilità. Secondo l’ex ministro dell’agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha sostenuto l’iniziativa “Budelli bene comune”, ciò «farà sì che gli introiti delle visite all’isola possano essere utilizzate dall’ente parco per potenziarne la fruibilità invece di arricchire un investitore privato». A non essere d’accordo sono il sindaco della Maddalena, Legambiente e persino il custode dell’isola.

«UNA FESSERIA» . «I tre milioni di euro previsti dalla legge di stabilità per acquisire l’isola di Budelli sono soldi buttati», ha ripetuto in questi giorni il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti, che definisce la statalizzazione della proprietà voluta dai parlamentari del centrosinistra «un’autentica fesseria». Per Vittorio Cogliati Dezza e Vincenzo Tiana (presidente nazionale e regionale Sardegna di Legambiente), si tratta di un’iniziativa «stonata in un momento in cui la crisi economica e gli eventi alluvionali degli ultimi giorni rendono fin troppo evidenti le vere priorità in campo ambientale in Sardegna».
«Budelli – proseguono – è privata dalla metà del 1800, esattamente come le altre isole dell’arcipelago della Maddalena». La bellezza dell’isola, concludono, non è rimasta intatta «in virtù di una proprietà pubblica, ma in forza di norme e vincoli che, a tutti i livelli, hanno sinora difeso in maniera efficace un interesse pubblico anche a fronte della proprietà privata».

IL CUSTODE CONTRO LO STATO. «Lo Stato pagherebbe Budelli tre milioni di euro e poi dovrebbe gestire tutto, spendendo dei soldi che adesso risparmia»: anche Mauro Morandi, che da ventiquattro anni è il custode dell’isola, sta dalla parte del miliardario neozelandese. Harte, ha spiegato ieri sul Resto del Carlino, «è una persona seria, ama la natura e ha un programma dettagliato». Al contrario, lo Stato non è in grado di proteggere l’isola come farebbe il neozelandese: «Sette anni fa è arrivato il nuovo presidente dell’ente (Parco della Maddalena ndr). Aveva delle belle idee, che ho condiviso», continua il custode, «ma non è stato fatto praticamente niente»:  «I problemi che c’erano allora non sono stati risolti».
Il custode ne indica qualcuno: «Tutti gli inverni raccolgo l’immondizia che arriva con le burrasche. L’ente interviene con molta lentezza o non fa proprio nulla». E conclude polemico: «Non ci sono i cartelli per i turisti e manca una servizio di guardiania della spiaggia». Insomma, meglio che Budelli resti a un privato.

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