La Rai apre le porte agli studenti

Il progetto mira a raccontare agli studenti cosa vuol dire lavorare nella produzione radio, tv e web e quali sono le figure professionali coinvolte, per creare un ponte tra formazione e lavoro

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Quando la riforma della scuola ha introdotto l’obbligatorietà per gli studenti dell’alternanza scuola-lavoro, si è sollevato un coro di proteste: gli insegnanti sostengono che non sia affatto facile trovare delle aziende disposte ad accogliere i ragazzi e a seguirli in un breve percorso di formazione. Allo stesso modo, quando si parla del sistema universitario italiano e della tendenza dei nostri ragazzi a scappare all’estero, si sente spesso affermare che l’università non fa abbastanza per mettere gli studenti in contatto con il mondo del lavoro. Se la scuola non sempre riesce a raggiungere le imprese, ci sono però casi in cui sono le aziende a mettersi a disposizione del mondo dell’istruzione e ad aprire le proprie porte. È, ad esempio, il caso della Rai, che ha da poco avviato il progetto «Rai porte aperte» con l’obiettivo di raccontare agli studenti cosa vuol dire lavorare nella produzione radio, tv e web e quali sono le figure professionali coinvolte.

Per parlare ai ragazzi di ogni fascia d’età, è stato studiato un percorso ad hoc per ciascun livello d’istruzione, dalla scuola d’infanzia all’università: gli studenti delle varie regioni avranno la possibilità di visitare i centri di produzione radio e tv, le redazioni dei telegiornali nazionali e regionali, il Centro ricerche e innovazione tecnologica e il Museo della radio e della tv di Torino. Per i più grandi sono previste visite didattiche di orientamento professionale, moduli di alternanza scuola-lavoro e tirocini, mentre per i bambini le visite avranno un’impostazione ludica. Sempre per i più piccoli, si è deciso di creare un Laboratorio con l’Orchestra sinfonica nazionale Rai di Torino: i musicisti e un gruppo di attori racconteranno ai bambini delle favole musicali che hanno per protagonisti i suoni e gli strumenti dell’orchestra.

Sbirciare dietro le quinte e scoprire i meccanismi di funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo, ha spiegato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, «consentirà di conoscere questi mestieri e trasmettere ai giovani la passione di tutti coloro che lavorano ogni giorno in questo settore, anche con l’ambizione di creare un possibile ponte tra formazione e professione».

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