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La nuova maglia inglese assomiglia a quella tedesca. «Se non puoi batterli, copiali»

maggio 21, 2013 Emmanuele Michela

Il tweet di Jack Wilshere di ieri è stato accolto con doppie ragioni di gioia. La prima è che il giovane talento dell’Arsenal tornerà presto in Nazionale, e dopo tante assenze per infortuni potrebbe finalmente fare il salto di qualità e prendersi maggiori responsabilità nella squadra di Roy Hodgson. La seconda invece, ed è quella […]

Il tweet di Jack Wilshere di ieri è stato accolto con doppie ragioni di gioia. La prima è che il giovane talento dell’Arsenal tornerà presto in Nazionale, e dopo tante assenze per infortuni potrebbe finalmente fare il salto di qualità e prendersi maggiori responsabilità nella squadra di Roy Hodgson. La seconda invece, ed è quella per cui quel tweet è stato fatto, cioè mostrare in anteprima la nuova maglia dei Three Lions, la prima firmata Nike. Wilshere tornava ieri nella scuola che lo ha visto crescere, nell’Hertfordshire, e facendo indossare la maglia ad un ragazzo dell’istituto, Jason Kelly, scriveva: «Come per questo ragazzo, il mio sogno inglese cominciò qui, quindi è lui il primo con la nuova maglia dell’Inghilterra Nike».

SINGOLARE SOMIGLIANZA. Linea semplice ed essenziale, taglio retrò a richiamare il passato glorioso della Nazionale di Sua Maestà, la divisa presentata ieri è la prima firmata dal colosso d’abbigliamento americano, il cui baffo ha preso il posto del ben più amato diamantino Umbro dopo un binomio durato più di cinquant’anni. Ma in Inghilterra c’è qualcuno che subito ha notato una singolare somiglianza: la divisa inglese ricorda fin troppo quella della Germania anni Sessanta. «If you can’t beat’em…», è stato il commento caustico di Gary Lineker, bomber inglese degli anni Ottanta-Novanta. Se non puoi batterli, allora copiali. Il colletto blu scuro, quasi nero, il bianco abbondante, lo stemma imperioso sono un omaggio troppo diretto agli anni delle sfide ai tedeschi, spesso in salita. E in particolare la finale Mondiale del 1966, quando l’Inghilterra vinceva, sì, ma con la famosa rete-fantasma di Geoff Hurst. Capitolo che dalle parti di Londra vorrebbero dimenticare.

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