Inchiesta Grandi Opere, altre domande (e una strana sottolineatura su «Cl»)

Ci sono diverse cose che non tornano nell’inchiesta che ha portato alle dimissioni del ministro Maurizio Lupi. Ecco quali

Lupi, domani rassegno dimissioni«…lì di Cl». Cari lettori, cari addetti ai lavori e cari colleghi pistaroli. Voi tutti sapete che qui abbiamo letto e riletto a fondo le carte dell’inchiesta Grandi Opere. Ne trovate risultanza nella copertina del numero di Tempi in edicola. Si tratta, come sapete, di un’inchiesta esplosa non più di una settimana fa, che è stata sulle prime pagine dei giornali giusto le 72 ore utili alle riflessioni e conseguenti dimissioni del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Ma che, ahinoi, è praticamente sparita dai giornali. I rari aggiornamenti riguardano la stretta cronaca penitenziaria. E sembrano piuttosto utili solo a rafforzare la presunta urgenza e indispensabilità della carcerazione preventiva di Ercole Incalza e Stefano Perotti. Nessun dubbio. Nessuno che ponga domande. Strano, no? Eppure, da ulteriori approfondimenti su quelle migliaia e migliaia di pagine depositate agli atti, sorgono altre domande. E qualche dubbio. Ecco, per esempio ci piacerebbe sapere chi ha evidenziato queste sei lettere a pagina 544 (vedi foto in pagina) della richiesta di custodia cautelare per Ercole Incalza, Stefano Perotti, Francesco Cavallo e Sandro Pacella. Chi è stato e perché proprio quelle parole: «…lì di Cl»?

grandi-opere-clIl Corriere della Sera afferma che gli inquirenti avrebbero trovato le mazzette di Incalza. Per saperlo occorrerà attendere il processo vero e proprio. Dopo aver letto le carte delle indagini depositate dell’operazione “Sistema” che ha portato alle dimissioni di un ministro del nostro Governo non indagato, alla quasi nomina di un magistrato ministro, allo sputtanamento mediatico di persone non indagate e alla carcerazione preventiva di due cittadini che hanno dovuto subire ancora una volta – come tanti altri (per tutte le denunce vedi Corte europea dei diritti umani) – un trattamento da gogna fascista senza alcuna possibilità di difendersi dalle accuse, riordinando cronologicamente l’inchiesta (da come emerge negli atti depositati) ci è sorta qualche domanda da porre a noi stessi e a tutti i nostri colleghi watchdog dei valori della Costituzione e cani da guardia della democrazia di questo Paese. Chiaro: nel pieno rispetto dei magistrati che lavorano alla Procura di Firenze e che fanno soltanto il loro lavoro al meglio. Occorre aggiungere che, come cittadini, ancora prima che come “operatori dell’informazione”, abbiamo il diritto di chiedere trasparenza e rispetto della legalità non solo alla politica, ma anche al mondo della giustizia e dell’informazione, e alle relazioni tra giustizia e informazione? Siamo certi che giornali molto più autorevoli del nostro – La Repubblica, il Corriere della Sera, ad esempio – e tutti i giornalisti che hanno a cuore il diritto di cronaca e la completezza dell’informazione, che ci hanno parlato così diffusamente del figlio dell’ex ministro (e adesso della «voracità delle lumache»), sapranno puntualmente rispondere o almeno non rinunceranno, come non rinunceremo noi, a cercare risposte alle seguenti domande.

cover-lupi-tempi1) A quando risale l’inizio della prima indagine sulle grandi opere aperta dalla Procura di Firenze?

2) Quanti procedimenti penali sulle grandi opere sono stati aperti dalla Procura di Firenze?

3) A quante sentenze definitive si è arrivati?

4) Con quale motivazione la Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze ha disposto indagini su Perotti?

5) Perché la Dda di Firenze ha disposto un’indagine su Spm, la società di Perotti che detiene 1/3 di Dilan Fi, un consorzio composto da tre soci privati che si occupa di direzione dei lavori del Nodo tav di Firenze?

6) Perché la Dda in quello che definisce un contesto legato alla criminalità organizzata e al traffico di rifiuti nei subappalti si è occupata del rapporto fra Incalza e Perotti?

7) È stata individuata la connessione fra organizzazioni malavitose e Perotti?

8) Qual è?

9) Perché negli allegati depositati per il processo che riguarda Incalza e Perotti (pag. 175 e seguenti Ros 4 ottobre) è contenuto un interrogatorio del 17 ottobre 2013, nel quale il collaboratore Francesco Oliverio parla di “un dirigente dell’Anas” con rapporti con la massoneria, la politica, le aziende Coopsette e Italferr?

10) È stato identificato il dirigente dell’Anas «collegato a ambienti politici e massonici» a cui si riferisce il collaboratore di giustizia?

11) In questo procedimento penale qualcuno è indagato per rapporti mafiosi?

12) Quando è stata ricevuta la delazione anonima con “allegato voluminoso” fatta pervenire alla Procura di Firenze sul connubio fra Incalza e Perotti di cui parla l’Agenzia delle Entrate e risalente a prima di settembre 2013?

13) È possibile che la delazione anonima si configuri come un tentativo di distogliere gli investigatori da altre indagini?

14) È stato identificato l’anonimo delatore?

15) Perché sono state disposte le intercettazioni su Perotti il 7 settembre 2013?

16) Fra i magistrati di Firenze, la polizia giudiziaria e Giulio Burchi c’è stato mai un contatto prima del 9 settembre 2013?

17) Perché Burchi risulta ancora intercettato in data 4 ottobre 2014?

18) Burchi è indagato in altro procedimento penale?

19) Risulta che Burchi abbia fornito informazioni ai media (prima che fossero pubblicate le intercettazioni) riguardo Incalza e Perotti e, se sì, perché non viene detto nelle carte?

20) Perché i giornalisti non hanno fatto riferimento all’intercettazione del 27 febbraio 2014, dalla quale si evince dalle parole dello stesso Burchi che l’indagato-chiave è in concorrenza con Perotti per ottenere un lavoro da un consorzio di privati? Ecco le battute: «“senti ti chiedevo una cosa Giulio… e uscita quella gara nuova li dell’Anas … l’hai vista quella… quel progetto integrato? … sulla Salerno-Reggio Calabria”. (…) “…va bene… nel… insomma ci prendete dentro anche noi”»?

21) Perché i giornalisti sui media non fanno riferimento all’intercettazione del 10 gennaio 2014 nella quale Burchi rivendica la paternità dell’affidamento a Perotti della direzione dei lavori sull’A3 “lotto Ghella” (che smentisce l’affermazione successiva del 21 febbraio – precedente alla conversazione del 27 febbraio su una nuova ipotesi di lavoro con Ghella)? Ecco cosa dice Burchi: «Perché io per esempio adesso gli ho fatto avere la direzioni lavori… gliel’ho fatta avere io della Salerno-Reggio Calabria sul lotto Ghella»?

22) Dalla stessa conversazione emerge che l’informatissimo Burchi abbia sbagliato a individuare “perottino” in un articolo del Fatto Quotidiano del 21 febbraio 2014 nel fratello di Stefano Perotti. Perché non si dice?

23) Perché il 10 gennaio 2014 Burchi parla al passato prossimo di un fatto (reato?) che sembra sia stato commesso in data prossima al 10 settembre 2014?

24) Perché i giornalisti non fanno alcun riferimento alla telefonata di Burchi del 7 novembre 2013 a un “uomo” di Cmb, unico socio di Ghella in Italsarc, “vittima” delle induzioni indebite di Perotti?

25) L’ “uomo” è stato identificato?

26) Perché non è stato fatto riferimento alla conversazione in cui Burchi chiede al direttore di Anas International di «contenere» Perotti (10 gennaio 2014)?

27) Perché della conversazione fra Augusto e Giulio Burchi del 15 dicembre 2013 non è stato citato il passaggio riguardante una conversazione riferita de relato e tradotta dal fratello di Burchi (che lo ammette) a proposito delle opinioni di “tal” ingegnere sui lavori di Perotti (l’accusa a Perotti è che «fa lavorare i junior» e «non c’ha metodo»)? A riguardo di queste affermazioni dell’ingegnere, stando alle intercettazioni depositate, A. Burchi afferma: «avevo l’impressione… che si volesse un pochino smarcare e proporre».

28) Perché si citano i “finti lavori” (“così finti” – pag. 23 della richiesta) di Perotti e dei suoi dipendenti ma non la conversazione del 21 febbraio 2014 (ironica?) fra l’attendibile Burchi e B. della Ghella (Ros, pag 118): B.: «… ma ce la fa a fare tutte queste cose?… è bravo eh!… perché è bravo… però…». Burchi: «no… perché c’ha mestiere ma insomma voglio dire… è bravo… sì… cioè anche questi… anche questi programmi che c’ha per la gestione dei cantieri…», e ancora questa (sempre Burchi) del 10 febbraio 2014: «quei ragazzi che c’ha a Milano sono molto bravi ma indipendentemente da lui…», nonché altre?

29) Negli atti depositati si legge in un interrogatorio al direttore amministrativo e finanziario della Nodavia a proposito della Dilan Fi e della “fantomatica piattaforma informatica” proposta dalla ditta di Perotti: «Riferisca quali sono le sue conoscenze in merito alla c.d. Piattaforma informatica Projectmate box» (3 maggio 2014, pag. 335 informativa Ros). La risposta: «Per le attività di direzione lavori occorre gestire la contabilità delle opere e la relativa. Non posso dire in merito, posso solo aggiungere che tale aspetto era seguito dal geometra (omesso) di Montevarchi». Perché se si ritiene importante controllare la qualità del servizio della «fantomatica piattaforma informatica» (richiesta, pag. 34) fornita da Perotti, negli atti depositati non risulta presente una risposta dell’informato geometra?

30) Perché nella “migliore definizione di Perotti” sui giornali non sono state citate le frasi precedenti? Sono queste: «Christine (moglie di Stefano): “Allora noi è vero che ti abbiamo viziato perché ringraziando Iddio voi state bene ed avete molto di più di tanti altri… ma non è che vi dovete… i soldi che fa papà… no… “sono bravo se saprò essere generoso come è papa”… così devo ragionare… cioè …“vicino a me mi accorgo che ci sono bambini che non c’hanno un cazzo… ragazzini che vivono in paesi sfortunati dove non possono andare a studiare e vanno in fabbrica ad 8 anni… un bambino da poter studiare … magari quel bambino potrà diventare un bravissimo ingegnere un giorno”… così devi ragionare .. allora sei una persona intelligente … no con i sensi di colpa della serie… “c’ho una casetta che non mi meritavo finché non me ne compro una uguale non sento a posto … sono stronzate questo Philo …ti misuri”. Philippe: “La mia è una paura di non ottenere lo stesso rispetto che c’ha papa dal punto di vista lavorativo:… questa società … per quanto mi posso dar da fare forse non sono bravo … proprio bravo nel senso pratico a livello del lavoro come lo è papà”. Christine: “…allora ti posso dire una cosa … papà ha avuto anche … ti posso dire una cosa prima di tutto tu pretendi di essere bravo come papà ed hai solo 25 anni … papà a 25 anni…”. Philippe: “…era già sposato…”».

31) Perché in questa conversazione usata come “migliore definizione di Perotti” è stato trascritto «lo stato» dopo «generoso» e prima della parola «papà»?

32) Che cosa significa la frase «rimane in attesa facendo anche uso del proprio apparato cellulare» (pag. 20, informativa Ros)?

33) Perché nella richiesta è stata sottolineata la frase «lì di Cl»?

Foto Ansa