In Sicilia ha vinto l’astensione. Gli altri (chi più, chi meno) hanno perso

Più della metà degli elettori non va a votare. Grillo cresce ma non vince. Crocetta vince ma non governa. Il Pdl si suicida. Fli, Idv e Sel scompaiono

 Sicilia, chi sono i vincitori e chi i vinti nelle elezioni regionali? A ben vedere, anche se nella prima categoria tendono a iscriversi quasi tutti, in realtà è la seconda la più affollata. Infatti, l’unico vero vincitore – se così si può dire – è il partito dell’astensione: altissima, ha votato solo il 47 per cento. I votanti scendono da poco più di 3 milioni a 2.2: 800 mila in meno.

CROCETTA=FINOCCHIARO. La premessa è importante perché ridimensiona tutti i vincitori, che – se lo sono – sono azzoppati. Come Rosario Crocetta (Pd) che canta vittoria, e lo può fare perché è quello che ha raccolto più voti. È il sigillo  – come ha detto Casini – che l’alleanza Udc-Pd funziona? Non troppo, se si tiene conto che nella ripartizione dei seggi non ottiene la maggioranza. Gliene mancano 7. Come farà a governare? Secondo il suo sfidante del centrodestra, Nello Musumeci, c’è già l’accordo con Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo, che intendono far lucrare il loro tesoretto di 9 seggi. Insomma, per il Pd non esattamente una vittoria a tutto tondo, se deve tornare a fare i conti con Lombardo.
Altro dato interessante da notare: Crocetta diventa presidente con la stessa percentuale (30 per cento) che nel 2008 ottenne il candidato del Pd Anna Finocchiaro sconfitta da Lombardo (65%). Allora si parlò di sconfitta cocente.

M5S VINCE, MA MENO DI QUEL CHE S’ASPETTAVA. Canta vittoria il M5s, primo partito. Il risultato è di tutto rispetto, ma secondo molti addirittura sotto le aspettative dei grillini, che pensavano di meglio sfruttare i mesi di antipolitica e scandali. Grillo è stato bravo a trovare il colpo di teatro con l’attraversata dello Stretto, ma anche lui deve fare i conti con l’astensione. Ci fosse (esatto: ci fosse, è questo il problema) una proposta politica forte, anche il suo risultato sarebbe ridimensionato. È tipico voto di protesta, gli è andata addirittura bene di non aver vinto. Avrebbe dovuto comportarsi come un partito vero, confrontarsi su temi reali, amministrare (e in Sicilia sono gatte da pelare per tutti. Ieri Fitch ha abbassato il rating di nuovo). Su questo ha ragione Bersani: «Ci provasse anche Grillo a fare le primarie invece delle nuotate. Il problema è serio, si parla di governare il paese. Non è che uno può stare in un tabernacolo dove non lo vede nessuno».

PDL DIVISO E PERDENTE. Si dispera il Pdl, e giustamente. Si è suicidato con le sue mani. Musumeci più Miccichè, assieme, avrebbero vinto. Divisi hanno perso, chissà se la lezione servirà anche a quelli del nord. Miccichè ha detto che la Sicilia rimane la terra dei gattopardi. Non ha tutti i torti: il Pd che ha governato fino alla settimana scorsa continuerà a farlo per i prossimi anni. L’Udc lo ha fatto col Pd e continuerà ancora. Lombardo darà 7-8 deputati che mancano a Crocetta per fare la maggioranza. Ma la colpa è del partito di Berlusconi, rissoso e inconcludente, soprattutto per mano amica (e chi ha orecchie per intendere, intenda).

DI PIETRO BYE BYE. Tra i “vinti” sono sicuramente da elencare Fli, Sel e Idv che scompaiono dall’Ars. Vedrete che nei prossimi giorni se ne tornerà a parlare. I progetti di Fini, Vendola e Di Pietro non convincono e, soprattutto per Di Pietro, lo spettro di Grillo è particolarmente spaventoso.