Il Papa riceve il re del Bahrain. E dalla scatola rossa spunta il plastico della futura cattedrale di Nostra Signora di Arabia

Re Hamad bin Issa Al Khalifa ha portato in dono al Santo Padre in Vaticano il modello della chiesa che sorgerà presto nel paese arabo

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in Vaticano il re del Bahrain, Hamad bin Issa Al Khalifa. Come ricorda l’Osservatore Romano, «nel corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse, con particolare riferimento all’impegno a favore della pace e della stabilità nel Medio Oriente, nonché alla promozione del dialogo e della coesistenza pacifica fra tutte le componenti della società. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la minoranza cristiana apporta al Paese e si è espresso l’apprezzamento per l’interessamento personale del re alle necessità della comunità cattolica locale».

IL DONO. Il re del Bahrain ha inoltre portato a papa Francesco un dono particolarmente gradito. Da una grande scatola rossa, lunga circa un metro e mezzo e alta circa 60 centimetri, il Santo Padre si è visto sbucare sotto gli occhi il plastico di quella che Camillo Ballin, vicario apostolico della Penisola Arabica, ha annunciato tre mesi fa in questa intervista a Tempi come la futura «Cattedrale del Vicariato di Arabia del Nord». Parlando senza mezzi termini di «miracolo», monsignor Ballin ha descritto in questo i modo gli «ottimi rapporti tra Chiesa e governo» in Bahrain: «Il re, Hamad bin Issa, ha fatto visita a papa Benedetto ed è in programma una visita a papa Francesco. Il re ci ha concesso 9.000 metri quadrati, che non sono tanti per una chiesa che deve contenere 2.500 persone, compresi i locali per la formazione di sacerdoti e laici. Il suo esempio dovrebbe essere imitato anche da altri paesi in questa zona. Penso che il re abbia voluto dimostrare che il Bahrain è un paese da sempre aperto ad altre religioni. Basti pensare che una cattolica e un’ebrea sono ambedue membri del Consiglio del re. La nuova chiesa sarà la Cattedrale del Vicariato di Arabia del Nord e sarà dedicata a Nostra Signora di Arabia».

L’APPELLO. Naturalmente la notizia della prossima costruzione di una cattedrale nel paese ha suscitato a suo tempo molte proteste. Ma secondo il vicario apostolico «i problemi non sono tra cristiani e musulmani ma tra i musulmani stessi, tra sciiti e sunniti». Quanto ai tempi della costruzione, «gli architetti – ha spiegato Ballin – mi dicono due anni». E il punto dolente sarà come si può immaginare «la spesa». Infatti “Nostra Signora di Arabia” costerà «parecchi milioni di euro», ha spiegato il prelato a Tempi, aggiungendo anche un appello molto concreto e personale: «I nostri fedeli sono generosi ma sono operai immigrati e il loro salario è alquanto basso. Perciò abbiamo bisogno di aiuto dall’esterno. Vorrei invitare tutte le ragazze e le donne che si chiamano “Maria” a offrire 10 euro per la costruzione della casa di Maria, Nostra Signora di Arabia. Sono convinto che la Madonna benedirà generosamente queste offerenti perché avranno contribuito a costruire la sua casa in Bahrain».