Il Mostro di Firenze è Zodiac. Ecco la decifrazione dei codici

Lettera del collaboratore di Tempi che spiega come decifrare i codici del serial killer americano.

Mentre le autorità verificano le affermazioni del collaboratore di Tempi e del Giornale sull’implicazione di Giuseppe Bevilacqua, ex militare e funzionario Usa, nei delitti del Mostro di Firenze e Zodiac, pubblichiamo una lettera di Amicone relativa alla decifrazione dei codici del serial killer americano. Nota per il lettore: le decifrazioni con le spiegazioni complete si trovano sul blog ostellovolante.com.

Caro direttore,
In molti mi hanno chiesto ragguagli sul metodo per “craccare” i messaggi cifrati di Zodiac. Glieli fornisco. Devo precisare che Joe Bevilacqua mi suggerì, o meglio “mi mise sulla buona strada” per arrivare alle soluzioni di due messaggi cifrati di Zodiac che in entrambi i casi hanno portato al suo nome e cognome.

LE SOLUZIONI CHE PORTANO A BEVILACQUA
Il nome e il cognome Giuseppe o Joe Bevilacqua sono presenti insieme o separatamente in ben due cipher e due indovinelli che Zodiac inviò al San Francisco Chronicle e al giornalista Paul Avery fra il 1969 e il 1974. Nel messaggio cifrato denominato dalla polizia americana “408” (31 luglio 1969), in quello denominato “My name is” (20 aprile 1970), nell’Halloween Card (27 ottobre 1970) e nell’ultima lettera ufficiale di Zodiac (24 gennaio 1974). Tutte queste soluzioni sono coerenti con le frequentissime citazioni del serial killer al termine “acqua” sia nella scelta dei luoghi del crimine sia nella sua corrispondenza. La sua stessa firma contiene un riferimento all’acqua: Zodiac e la croce solare sono il logo di una marca di orologi nota soprattutto per i suoi prodotti per subacquei.

IL PRIMO MESSAGGIO DECIFRATO
Il 31 luglio 1969 Zodiac non ha ancora dimostrato di essere l’autore delle lettere nelle quali rivendica i suoi omicidi. Lo farà pochi giorni dopo, quando si scoprirà che il killer aveva effettivamente criptato un messaggio sensato in “408” simboli. Nel testo, decriptato nell’agosto 1969 da Donald e Bettye Harden, Zodiac sosteneva che gli piacesse uccidere e che lo faceva per procurarsi schiavi nell’aldilà.
Del messaggio “408” rimasero senza soluzione gli ultimi 18 simboli, nella parte finale del codice che avrebbe dovuto contenere la sua identità. Uno dei simboli mai decifrati fu paradossalmente la base del lavoro di decriptazione dei coniugi Harden. Il killer aveva mischiato il simbolo H con la M. Ed effettivamente nel codice la H corrisponde alla M, eccetto che nella parte finale del testo. Zodiac aveva suggerito come risolvere il suo testo cifrato?

LE ULTIME 18 LETTERE
Zodiac nel messaggio cifrato del 31 luglio 1969 sostiene di dare la caccia agli esseri umani per “gioco”. Scrive anche che non inserirà il suo vero nome nei 18 simboli finali ma la sua identità. In effetti quando Zodiac cifrerà il suo nome il 20 aprile 1970 impiegherà solo 13 simboli. Come possono stare insieme le due cose? La spiegazione che fornisco è che l’identità di Zodiac – quella sui documenti ufficiali – è differente dal “suo nome”, ovvero da quello che Zodiac considera il suo vero nome.
Da un’analisi sulle frequenze relative dei simboli usati nel 408 si può verificare che la lettera dell’alfabeto più usata da Zodiac è la B, la meno usata la J. Il simbolo più usato è la Q rovesciata, che è sovra-rappresentata in maniera anomala. Già da queste informazioni ci si può fare un’idea delle scelte del killer. Per la decifrazione dei 18 simboli finali bisogna aspettare che Zodiac fornisca un indizio nel successivo codice: il 340 (8 novembre 1969). Qui Zodiac fa la stessa cosa che ha fatto precedentemente. Mischia due simboli. In questo caso la lettera K con una K rovesciata. Cosa vuole dire? Forse che per risolvere gli ultimi simboli del codice 408 non ancora decifrati bisogna partire dalla lettera K rovesciata, che è proprio l’ultimo simbolo del cipher 408. Una volta fatto si troverà il nome “Giuseppe” seguito dall’anagramma di “Bevilacqua” nel quale la lettera B corrisponde alla Q rovesciata. Nella stessa posizione troviamo la croce celtica nel testo cifrato 340 e nel My name is cipher, che corrisponde alla “B”.

MY NAME IS “JOE”
Il messaggio cifrato con il nome di Zodiac si chiama “My name is – cipher” ed è contenuto in una lettera del 20 aprile 1970 che sottoposi a Bevilacqua in un incontro estivo dell’anno scorso mentre eravamo occupati ad appuntarci la sua biografia. Faceva molto caldo e un operaio stava ristrutturando l’interno di casa. Per questo eravamo sul balcone. Lui prese in mano la lettera di Zodiac e iniziò a leggere. Con un gesto della mano mostrò indifferenza per il codice e passò alla riga sottostante. «Strano» mi dice. «Che cosa?» dico io. «Questa frase non ha senso» osserva. La frase è questa: “I am mildly cerous as to how”. Bevilacqua non va a capo, dove c’è “much”, e traduce così: «Sono moderatamente ceroso in quale modo mai». «Uhm». Sembra riflettere: «Cosa significa “ceroso”? Ah, ha sbagliato: vuole dire “curioso”». «Ma è strano – prosegue – perché di solito si dice “sono molto curioso”, e non “moderatamente”». «“As to how” – conclude – si può tradurre “in quale modo mai”».
Il codice di Zodiac del 20 aprile 1970 è composto da tre parti. Le parti sono simmetricamente speculari: la soluzione, il codice e la frase sgrammaticata hanno un senso solo se unite insieme. La frase sgrammaticata è usata in funzione di chiave. Infatti, la parola “cerous” è legata a “lac” di “Bevilacqua” (una sostanza per l’appunto “cerosa” secretata dall’insetto della lacca); la parola “Bevi” è legata a “mildly”; la proposizione “as to how” a qua-nam, che in latino (Plinio il Vecchio) è la traduzione di “in quale modo mai”. Le prime tre lettere del codice sono collegate a un altro autore latino: Virgilio. Bisogna prendere l’English Dictionary e cercare alla voce “AEN”. Quante parole di uso comune iniziano con queste lettere? Due. Aeneas e Aeneid. Enea e Eneide. Il principe troiano costretto alla fuga da Troia e capostipite del popolo romano è in un cipher di uno Zodiac italo-americano. Strano? Mica tanto viste le letture di “Ulisse”. Con la terza lettera di JOE, la “E”, viene fuori Enea (in italiano).
La conferma della soluzione si può trovare anche nella successiva Halloween Card del 27 ottobre 1979 il cui tema è proprio “un indizio” per la soluzione del “My name is – cipher”. Un indizio che spiega perché Zodiac nel primo testo cifrato abbia sovrabbondato con le Q rovesciate.

IL GIOCO DEL CUCÙ
Quando sottoposi l’Halloween Card del 27 ottobre 1970 a Bevilacqua, l’ex direttore del cimitero americano di Firenze rise: “L’ha disegnata un bambino?” domandò. Sulla cartolina Zodiac aveva disegnato uno scheletro. Sosteneva di voler fornire al suo lettore, il giornalista del San Francisco Chronicle, Paul Avery, un indizio per arrivare al suo nome. Quale? Aprendo la cartolina si può leggere “Peek-A-Boo”. Tradotto in italiano significa “cucù”.
È un indovinello. In questa pagina Zodiac parla di un “gioco” che non vuole rivelare ai lettori. Ha disegnato 13 occhi. Uno di questi appartiene a un uccello contornato da una frase a forma di Q: “Cucù, siete spacciati!”. A quale gioco starà alludendo l’autore della cartolina? A“Peek-A-Boo”, che in italiano è il “gioco del cucù”.
Sul retro della cartolina, Zodiac scrive a caratteri cubitali: “Paradice slaves” (paradiso degli schiavi); “by gun” (per pistola), “by fire” (per fuoco), “by knife” (per coltello), “by rope” (per corda). Le anomalie sono presenti nella parte inferiore della pagina. Si tratta della “B” di “by knife” (isolata dalla “Y” a differenza degli altri tre casi); la “N” di “knife” (che viene stranamente rovesciata); la “C” di “paradice” (la parola corretta è “paradise”). La “N” rovesciata è sulla stessa riga della “P” di “rope”. Cosa diventa la “P” se la rovesciamo come Zodiac ha fatto con la “N”? Una “q”. Come quella disegnata attorno all’uccello nella pagina precedente. Sorprende il fatto che Bevilacqua abbia subito puntato il dito su queste tre anomalie sul retro della cartolina?
La soluzione dell’indovinello è dunque questa: il gioco di Zodiac è il gioco del cucù, ovvero il gioco della lettera Q, presente nei 13 simboli del testo cifrato contenente il nome di Zodiac del 20 aprile 1970.

LA FIRMA FINALE
Il cognome “Bevilacqua” ricorre infine come vera e propria firma di Zodiac in un brano dell’opera “The Mikado”di William S. Gilbert e Arthur Sullivan, riportata nella sua ultima lettera ufficiale affrancata 29 gennaio 1974. Scrive qui il serial killer: «Signed your truely: he plunged himself into the billowy wave and an echo arose from the suicides grave: Titwillo, titwillo, tiwillo». “Firmato il sinceramente tuo: sprofondò nell’onda ondosa e un’eco emerse dalla tomba del suicida”. Il brano racconta l’annegamento di un uccello che si suicida per problemi d’amore. La firma finale di Zodiac significa “Bevi l’acqua”. Per capire ancora meglio l’effetto che Zodiac intendeva suscitare nel lettore si può guardare qui, dal minuto 1.33, il pezzo recitato dall’attore Mitchell Butel.

Francesco Amicone