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Il martirio nascosto degli studenti uccisi in Oregon

ottobre 9, 2015 Benedetta Frigerio

Altre conferme che gli studenti uccisi nella strage al college erano consapevoli di venire uccisi se si fossero professati cristiani

Negli Stati Uniti si parla ancora della sparatoria del primo ottobre scorso, durante la quale nove studenti della Umpqua Community College di Rosenburg, in Oregon, sono stati assassinati dal ventiseienne Chris Harper Mercer, a sua volta ucciso dalla polizia. Anastasia Boylan, fra gli altri studenti feriti, ha subito raccontato che Mercer, dopo aver sparato a un insegnante, aveva ordinato ai ragazzi di mettersi in fila, chiedendo loro, a uno a uno, se «erano cristiani. Se la risposta era sì, diceva loro: “Bene, perché in un secondo andrai a incontrare Dio”. E poi gli sparava alla testa». A chi non rispondeva positivamente il killer sparava alle gambe. Anche altri testimoni, come Kortney Moore, 18 anni, di Rogue River, scampata alla strage, e Autumn Vican, sorella di un loro compagno di classe, hanno subito confermato la versione di Moore. Eppure, il fatto che alcuni degli studenti abbiano scelto di confessare la propria fede nonostante le conseguenze, morendo, di fatto, martiri, è passato in secondo piano.

POLITICIZZAZIONE. Nelle sue dichiarazioni pubbliche il presidente Barack Obama ha insistito molto sul problema della vendita delle armi nel paese, ma questo suo atteggiamento non è piaciuto a molti. L’attore James Wood lo ha criticato per aver «ignorato l’odio cristiano come elemento del massacro in Oregon» e il giornalista Erick Erickson di Fox News ha detto essere «scandaloso che il presidente abbia deciso di politicizzare il fatto dopo che avevamo saputo che il killer aveva chiesto alle vittime di confessare la propria fede». Erikson ha persino aggiunto che «il male è in ascesa. È reale. È attivo. È globale e il presidente, più spesso che non, lo coccola invece che affrontarlo».
Al silenzio sul martirio ha contribuito anche il dubbio instillato da parte della stampa sull’attendibilità della ricostruzione dei fatti, solo perché Anastasia Boylan non aveva menzionato la parola “cristiani” durante un’intervista alla Abc. «Ci ha fatti alzare, uno a uno, e ci ha chiesto quale fosse la nostra religione. Il killer ha detto che avrebbero solo provato dolore per un paio di secondi e che presto sarebbero andati da Dio. E poi ha sparato».

MORTI DA CREDENTI. Nei giorni successivi, un’altra testimone oculare ha confermato la ricostruzione. Lacey Scrogging ha raccontato di essere stata salvata dal cadavere del compagno Treven Anspach: «In un secondo ho sentito il corpo di Treven sopra il mio». Ferma sotto il compagno esanime, e coperta dal suo sangue, Scrogging ha finto di essere morta quando Mercer le ha chiesto di alzarsi.
Il padre Randy Scrogging, ha spiegato al Christian Broadcasting Network, che «il sangue di quel ragazzo, che ha ricoperto mia figlia, le ha salvato la vita». Lacey gli ha confermato che Mercer aveva chiesto a uno studente di alzarsi domandandogli se fosse cristiano e che alla risposta affermativa era seguito lo sparo, mentre «quando non dicevano di essere cristiani mia figlia ha sentito dire: “Oh, mi ha colpito, sto sanguinando”».


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8 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI says:

    Profondo dolore per i genitori!!!
    Come se il problema fossero le armi….Perchè se uno ha intenzione di ammazzare qualcuno abbisogna necessariamente di un’arma da fuoco!!, forse ci credono tutti imbecilli.
    Sono di moda le lame, il tritolo per i kamikaze, ultimamente…Noi cristiani, oltre che invisibili, semo diventati pure rimbecilliti…

    • Paolo says:

      E no questo e troppo ! Ma vi rendete conto di cosa scrivete ?
      Il problema principale sono le armi …. E inutile che rigirate la frittata solo perché Obama non vi piace siete veramente degli ipocriti.
      Se l’attentatore non avesse potuto procurarsi con facilita le armi certo avrebbe potuto usare il coltello da cucina ma il risultato non sarebbe stato lo stesso .

      Poi certo c’è odio e rancore anche religioso e sicuramente i ragazzi che si sono professati cristiani sono morti per la loro appartenenza e hanno dimostrato grande coraggio. Ma non diciamo stupidaggini la vendita libera di armi pesanti da guerra e il principale problema ! Se si abolisse la vendita di quelle pesanti e si riducesse la vendita delle altre come voleva fare Obama, e come i vostri amici repubblicani hanno sempre osteggiato, sicuramente si avrebbe una riduzione significativa dei morti.

      • SUSANNA ROLLI says:

        Il vero problema è la gente sempre più assatanata….

      • Stefano says:

        Ma se invece dei cristiani avesse deciso di uccidere dei mussulmani, ebrei, o gay, credi che Obama oltre alla questione delle armi (giusta) non avrebbe anche parlato del problema dell’intolleranza? È gia capitato in passato, quindi se hai dei problemi ad ammettere che esiste un problema di violenza e intolleranza nei confronti dei cristiani è un tuo problema non di Tempi.

        • Raider says:

          Effettivamente, si fosse trattato di vittime in odium dei islamico, ebraico o induista o contro gay e altre minoranze, si parlerebbe di altro e non solo di armi. Non è che se fosse stato un assalto all’arma bianca si sarebbe parlato delll’uso improprio dei coltelli da cucina: una pregiudiziale spiccatamente anti-cristiana nei media e nella cultura c’è, innegabilmente: e fatti come questo riportano a questa realtà, in cui cristiani e fede cristiana sono insultati, coperti di ridicolo o demonizzati.
          Che questi martiri della fede ci aiutino a vivere la fede e a testimoniarla senza timore e con gioia.

      • Giannino Stoppani says:

        Eppure mi dicono che in Svizzera praticamente tutti hanno un fucile d’assalto nell’armadio…

        • Paolo says:

          In Svizzera tutta la popolazione faceva il servizio militare e al termine della leva tutti si portavano a casa la dotazione, questo per una motiva storica: la Sviezzera è piccola e l’idea era che in caso di guerra l’esercito potenzilamente poteva essere composto da tutta la popolazione.

          Però Giannino se ritieni che le armi non siano il problema perchè non proporle anche in Italia, l’economia ripartirebbe !

          Paolo

          PS: quest’anno in US probabilemente i morti per arma da fuoco supereranno quelli per incidenti stradali (circa 32.000 persone all’anno – in Vietnam in media sono morti 5800 Americani all’anno)

        • Susanne says:

          In Svizzera non abbiamo l’esercito, quindi tutti gli uomini devono fare il servizio militare. Ognuno si porta il fucile a casa però senza le munizioni che non si posso avere in alcun modo se non durante il servizio. Quando bisogna sparare ti danno le munizioni contate e non puoi andare se non le hai sparate tutte.

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