Il Fattore famiglia lombardo non ci sarà nel nuovo Isee (ci avrebbe lasciato più soldi in tasca)

Carolina Pellegrini, assessore alla famiglia lombardo, spiega perché il nuovo Isee, privato del Fattore famiglia, sarà meno vantaggioso per famiglie numerose e nuclei con anziani e disabili a carico

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Il nuovo Isee si farà. Senza il Fattore famiglia, ma si farà. La nuova versione dell’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente), nota anche come “riccometro”, normalmente impiegato per misurare la situazione economica delle famiglie di tutta Italia, infatti, non ha incassato ieri l’intesa delle autonomie locali nella Conferenza unificata con il Governo. Ora, il termine di 30 giorni del decreto che dovrebbe istituirlo scade a ridosso delle elezioni, il 23 febbraio, e dunque, come ha spiegato al Sole 24 Ore il sottosegretario al welfare Cecilia Guerra, «il via libera in Consiglio dei ministri è tecnicamente possibile, anche se la scadenza prossima di questo governo comporterà un’attenta valutazione politica».
La mancata intesa in sede di Conferenza unificata si è verificata dopo che la Lombardia, e nessun altro tra sindaci e regioni, ha bocciato il decreto. La bocciatura è dovuta al fatto che la Lombardia stava già sperimentando da mesi, in quindici comuni, il Fattore famiglia. Ma, dopo che le altre autonomie hanno preferito non accogliere gli emendamenti correttivi al nuovo Isee presentati dalla Regione alla luce delle migliorie che il Fattore famiglia avrebbe potuto introdurre, i delegati lombardi hanno preferito non firmare l’intesa. Per commentare la vicenda tempi.it ha sentito Carolina Pellegrini, assessore alla famiglia di Regione Lombardia.

Come mai avete detto no al nuovo Isee?
Anzitutto vorrei precisare che non abbiamo detto no a priori al nuovo Isee. Lo abbiamo fatto solo dopo aver percorso la strada del dialogo presentando emendamenti migliorativi che però non sono stati accolti. Messi nell’angolo, ci siamo visti imporre questa soluzione e abbiamo agito di conseguenza.

Cosa aveva in più il Fattore famiglia che, invece, il nuovo Isee molto probabilmente non avrà?
Chiariamoci, ben venga un nuovo Isee, in un momento di crisi come l’attuale: è comunque uno strumento innovativo rispetto al passato. Ma il nostro modello lo è ancora di più! Il Fattore famiglia è più aderente alla reale situazione delle famiglie, è più equo, mira diversificare e specificare le situazioni anziché omologarle. È questa la grande differenza. Oltretutto noi potevamo contare su di un periodo di sperimentazione in quindici comuni italiani che stava iniziando a dare i suoi risultati. E, numeri alla mano, alle famiglie restavano più soldi in tasca.

In che senso?
Gli emendamenti che abbiamo apportato al decreto sul nuovo Isee, ma che sono stati bocciati, implementavano sì i contributi alle famiglie numerose, ma anche a tutte le altre famiglie con carichi di cura notevoli, anziani non autosufficienti, persone con disabilità e persino a quelle dove un componente ha perso il lavoro. Oltretutto, in quest’ultimo caso, senza la necessità di dover attendere la successiva compilazione dell’Isee. Una famiglia è una famiglia, ma le problematiche sono diverse. Noi ne avremmo tenuto conto. Questo decreto, invece, ci sembra uniformare un po’ troppo una complessità di situazioni diverse.

E per le famiglie con un solo genitore?
Anche per loro erano previste condizioni più vantaggiose.

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