I vescovi ortodossi rapiti in Siria sono ancora vivi secondo il ministero degli Esteri turco

Stamattina il giornale Hurriyet ha citato fonti del ministero degli Esteri turco, impegnato nella loro liberazione, secondo cui i due vescovi sarebbero ancora vivi

I due vescovi ortodossi rapiti lo scorso 22 aprile in Siria, in una zona controllata dai ribelli vicino ad Aleppo, sono ancora vivi. La notizia è stata diffusa stamattina dal ministero degli Esteri turco.

IN MANO AGLI ESTREMISTI. A quasi un mese dal loro rapimento non è ancora chiaro dove si trovino il vescovo siro-ortodosso di Aleppo, Youhanna Ibrahim, e quello greco-ortodosso di Aleppo e Iskanderun, Boulos al-Yazij. I due alti prelati si trovavano in Siria per cercare di liberare due sacerdoti da mesi nelle mani dei sequestratori. Secondo fonti vicine a Hezbollah si troverebbero nelle mani di un gruppo più estremista di al-Qaeda chiamato “I soldati del califfato islamico”.

L’IMPEGNO TURCO. Stamattina il giornale Hurriyet ha citato fonti del ministero degli Esteri turco, impegnato nella loro liberazione, secondo cui i due vescovi sarebbero ancora vivi. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli appelli per la loro liberazione, tra cui quello firmato dai responsabili delle Chiese di Gerusalemme.