Google+

I medici si domandino perché la gente disperata si rivolge ai Vannoni

maggio 9, 2017 Alfredo Mantovano

Serve anche un senso di umanità che prenda in carico la persona in ogni fase della malattia, inclusa quella senza rimedio. Invece avremo le dat

Stamina Vannoni

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Davide Vannoni è stato fermato perché era in procinto di raggiungere Santo Domingo, nel cui territorio aveva in programma di riprendere l’applicazione del metodo di infusioni staminali per contrastare malattie neurodegenerative. Il suo arresto ha rilanciato sui media le storie dei personaggi – da Di Bella a Hamer, da Simoncini allo stesso Vannoni – che nell’ultimo quarto di secolo hanno occupato le cronache con annunci di cure più efficaci di quelle ufficiali a fronte di patologie gravi, invariabilmente seguiti da tragiche disillusioni e da esiti letali per i non pochi che a quegli annunci avevano dato credito per sé o per stretti familiari. La risonanza mediatica è stata ampia, per la concomitante polemica sui vaccini, e sulle ricadute che il calo indotto degli stessi sta avendo in termini di incremento di talune malattie, morbillo in testa.

Sono vicende che fanno interrogare: sulla facilità con la quale i media stessi, che oggi demonizzano i promotori di pseudo-cure alternative, più volte hanno contribuito a farle conoscere, senza accompagnare la comunicazione col necessario vaglio critico; sulle sponde politiche garantite a più d’uno di quei personaggi, anche in epoca recente; addirittura sugli appoggi ricevuti in sede giudiziaria, con somministrazione di terapia spacciata per vincente imposta per sentenza.

È il caso di aprire un ulteriore file di discussione: che abbia a oggetto la ricerca delle motivazioni che spingono persone colpite direttamente o nei propri cari da malattie serie a perdere, con l’equilibrio, la fiducia nella medicina e a rivolgersi, con grado di consapevolezza più o meno attenuato, al ciarlatano di turno. Sarebbe interessante che l’approfondimento si avviasse fra gli stessi medici, e facesse chiedere se, a prescindere dalla specificità delle singole vicende, questa più accentuata attenzione a quel che sta fuori dal recinto della medicina non dipenda pure (insieme con la suggestione dei media, con la disperazione, e con l’ostinazione a non accettare prognosi infauste perché in definitiva non si accetta la propria condizione di esseri limitati) da un abbassamento del profilo professionale dei medici. E dalle loro preoccupazioni orientate più a ridurre ipotetiche responsabilità per colpa che ad assumere decisioni, pur difficili e coraggiose, volte alla salute del paziente.

Ci mancava il biotestamento
Il profilo professionale esige, insieme con competenza, aggiornamento e dedizione verso ogni singolo ammalato, quel senso di umanità che vada oltre l’organo che non funziona, e che prenda in carico la persona in ogni fase della sofferenza, inclusa quella che appare senza rimedio. Non dubito che riflessioni del genere siano in corso. È però un paradosso che le animino coloro che mostrano maggiore sensibilità all’approccio contestuale malattia/paziente, mentre il tema non emerge, come dovrebbe essere, all’evidenza generale.

Quando sarà approvata la legge sulle dat quel tipo di riflessioni, oggi già proprie di ambiti circoscritti, rischiano la totale assenza di considerazione. L’incertezza e la confusione su quel che viene richiesto al medico lo indurranno ancora di più ad adeguare le opzioni professionali – nei singoli casi sottoposti a esame – alla soluzione più facile, quella che tiene più lontane l’azione risarcitoria, o la denuncia, o il procedimento disciplinare. Le stesse compagnie di assicurazione concorreranno a questa fuga dalle responsabilità, perché, non potendo far fronte alla certa moltiplicazione di richieste di indennizzo, oltre ad aumentare i premi assicurativi (ciò che si può dare per scontato), esse adegueranno i contratti con i medici imponendo loro di non tentare mai quello che appare più adeguato e però più audace, soprattutto in presenza di disposizioni anticipate di trattamento che, benché redatte anni prima, esprimono una volontà inequivoca.

Il risultato sarà l’estensione dei casi di concreto abbandono del paziente e, per chi vuole illudersi spinto dalla disperazione, l’incremento del ricorso ai più pericolosi venditori di fumo. Così una legge omicida perché eutanasica finirà per uccidere quel che resta della medicina fatta di professionalità e sacrificio. Fra i medici italiani vi è piena consapevolezza della posta in gioco?

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

In quattro anni se ne possono preparare tante di novità e i ragazzi californiani non si sono certo risparmiati. A partire dal telaio, che dalla lega di alluminio è passato alla fibra di carbonio, nello specifico UHC Advanced con specifiche Felt, per poter meglio distribuire rigidezza e flex nei punti giusti. NUOVO TELAIO  La fibra […]

L'articolo Felt Compulsion m.y. 2018 proviene da RED Live.

Ispirata dalle moto café racer (e non solo), questa edizione limitata vuole segnare un'epoca. Con una personalizzazione originale e stilosa, sia fuori sia dentro l'abitacolo

L'articolo DS 3 Café Racer, quando la DS suona il rock proviene da RED Live.

Ride the revolution, questo il claim della nuova Yamaha Niken. Un claim che abbiamo sperimentato di persona lungo i 280 km di curve austriache di questo test. Tante curve, tante situazioni meteo differenti per scoprire una moto "normale" che fa cose eccezionali.

L'articolo Prova Yamaha Niken <br> la “carver bike” proviene da RED Live.

Pronto per la seconda metà del 2018, questo sistema promette di ridurre emissioni e consumi e arriverà su molti modelli del costruttore coreano. A cominciare dalla SUV compatta con motore a gasolio. Perché il diesel è tutt'altro che morto...

L'articolo Kia, arriva il Mild-Hybrid sul Diesel proviene da RED Live.

La terza generazione della Volkswagen Touareg si butta nella mischia dei SUV premium forte di numerosi accessori hi-tech. Disponibile per ora solo con motore 3.0 V6 TDI, ha prezzi che partono da 61.000 euro

L'articolo Prova Volkswagen Touareg 2018 proviene da RED Live.