I cattolici in Pakistan pregano per Malala, la ragazzina attaccata dai talebani

La 14enne Malala Yousafzai sarà trasferita in Gran Bretagna per un trattamento sanitario specifico. Le sue condizioni sono «critiche».

Malala Yousafzai, la 14enne attivista pakistana per i diritti delle ragazze ad andare a scuola vittima di un attentato dei talebani, sarà trasferita in Gran Bretagna per un trattamento sanitario più specifico. La ragazza, infatti, avrebbe bisogno di cure «prolungate» per guarire in seguito all’intervento riuscito in cui le sono stati estratti dei proiettili dalla testa. La sua situazione sembrava stabile e invece è diventata «critica», come riferiscono fonti dell’esercito pakistano.

L’ATTENTATO. Il 9 ottobre scorso Malala Yousafzai è miracolosamente sopravvissuta a un attentato talebano nella Swat Valley, area montagnosa al confine con l’Afghanistan, in passato dominata dagli estremisti islamici, che come dimostrato dall’attacco sono ancora molto influenti nella zona. La ragazza è diventata famosa nel 2009 quando ha cominciato a scrivere un diario per la Bbc dove denunciava le violenze e la mancanza di libertà della gente sotto il regime talebano. Gli estremisti hanno preso il potere nella Valle nel 2007, chiudendo le scuole femminili, imponendo la sharia e numerose regole restrittive come il divieto di ascoltare musica in macchina. I talebani l’hanno attaccata perché «promuove il secolarismo e l’istruzione delle donne, un’oscenità, e anche se sopravvive non verrà risparmiata».

I CATTOLICI PREGANO PER LEI. Tutto il Pakistan, riferisce AsiaNews, si è raccolto a sostegno della ragazza, pregando per una sua completa guarigione. Anche la comunità cattolica locale si è mobilitata, promuovendo fiaccolate – alla cattedrale di Lahore – e veglie di preghiera in diverse zone del Paese. Il vescovo di Islamabad mons. Rufin Anthony ha dichiarato: «Colpire una bambina è l’atto più vile e codardo» che si possa compiere ed è segno di «profonda debolezza e paura». Il prelato ha tenuto una speciale veglia di preghiera per una giovane «coraggiosa» ed è «davvero una beffa» che l’attacco contro di lei sia giunto nella settimana in cui si celebrava la Giornata internazionale delle ragazze bambine.