«Hollande usa il matrimonio gay per distrarre la gente dal disastro dell’economia francese»

Intervista a Stéphane Buffetaut, politico del Pcd, membro del Comitato economico e sociale europeo, che ha partecipato alla “manifestazione per tutti parigina”: «Hollande è troppo influenzato dalla vecchia ideologia laicista francese».

«La “manifestazione per tutti” è andata benissimo. C’erano tra le 800 mila e 1 milione di persone nelle strade parigine in un’atmosfera molto simpatica, lieta, con tante famiglie, bambini, giovani, anziani anche. Non c’erano solo cattolici ma anche tanti laici e perfino omosessuali contro il matrimonio gay. Tutti determinati ad andare avanti, se necessario». Tra di loro c’era anche Stéphane Buffetaut (nella foto), ex deputato europeo, membro del Comitato economico e sociale europeo dal 2002, appartenente al Partito cristiano democratico, esperto di diritto, che a tempi.it ha raccontato perché così tanti francesi si sono opposti al progetto di legge “Matrimonio per tutti“, che sarà discusso all’Assemblea nazionale a partire dal 29 gennaio, e perché il governo socialista di Francois Hollande non vuole ascoltarli.

Hollande non vi ha considerato granché.
È vero, da Hollande non c’è stata nessuna apertura. Il governo è molto ideologico e penso che non farà nessuna apertura neanche all’Assemblea nazionale. Forse è possibile che l’emendamento che apre a tutti la fecondazione assistita verrà cancellato, ma questa è la sola concessione da parte dei socialisti.

Siete contrari al matrimonio omosessuale per motivi religiosi o c’è di più?
Molto di più. Per le persone che erano alla manifestazione la questione dell’adozione è la principale perché ritengono che i bambini abbiano bisogno di un padre e di una madre per crescere. Il matrimonio omosessuale è falso sul piano antropologico e sul piano biologico. Infatti tutta la società, la storia, il mondo intero sono fondati sulla differenza sessuale. Questo è vero per gli uomini, per gli animali e anche per il mondo vegetale. Rifiutare questa realtà evidente è molto pericoloso.

Se Hollande, come sembra, non ascolterà nessuna vostra richiesta che cosa farete?
Verrà sicuramente chiesto al Consiglio costituzionale di annullare la legge, anche se sono un po’ scettico sull’eventuale risultato. Noi però vogliamo mostrare ai politici francesi che c’è una forza nel paese che non vuole la distruzione dei fondamenti della società, che sono di matrice cattolica. Questo vale anche per l’opposizione perché quando cambierà il colore del governo cercheremo di cambiare la legge.

Una bella impresa.
È difficile, lo so, ma l’hanno fatto in California.

Non è possibile una modifica della legge all’Assemblea nazionale? Un deputato del Ump ha detto che chiederanno un referendum e proporranno 800 emendamenti.
Non penso che servirà. Lei sta parlando di Hervé Mariton, un deputato molto intelligente, ma purtroppo è difficile convincere il governo a fare il referendum perché hanno paura di quello che pensa la gente. Per quanto riguarda gli emendamenti, ci vorrebbe una maggioranza.

I sondaggi dicono che il 50 per cento dei francesi vuole il matrimonio gay e il 54 non vuole le adozioni. È sicuro che riuscireste a vincere l’eventuale referendum?
Sono sicuro, perché adesso la popolazione è molto influenzata dalla propaganda del governo e anche da certa stampa, che è favorevole al matrimonio gay e molto contraria a una certa concezione di società, di famiglia e del mondo. Quella cattolica, per la precisione.

Alla manifestazione contro la legge eravate tantissimi, che cosa ci guadagna il governo socialista in termini di consenso approvandola?
Non lo so. So solo che il governo socialista la vuole approvare perché è molto influenzato dalla vecchia ideologia laicista francese. Questa ideologia, oltre a volere la fine della Chiesa cattolica, è liberalissima per quanto riguarda le questioni sociali e i nuovi diritti. I tre quarti dei ministri sono massoni e pensi che per le celebrazioni del 14 luglio Hollande ha fatto venire apposta a Parigi una ragazza per recitare un discorso di Gambetta.

Perdoni l’ignoranza, chi è Gambetta?
È un uomo politico della Terza repubblica che diceva: «Facciamo la guerra al clericalismo». Oltre a questo dettaglio, è curioso fare venire apposta una ragazza nel 2012 per recitare un discorso vecchio di 150 anni. I socialisti ci stanno facendo tornare indietro.

È plausibile che Hollande porti avanti una politica molto progressista sui temi etici per nascondere il fallimento economico del paese?

Più che plausibile, è quasi certo che Hollande voglia distogliere l’attenzione dalla grave situazione economica del paese e come mezzo usi il matrimonio omosessuale.

Bisogna però dire una cosa: Hollande ha annunciato questa legge in campagna elettorale e la gente l’ha votato a maggioranza.
È vero, ma bisogna anche dire che se il matrimonio gay era contenuto nel programma, non era invece chiaro il tema dell’eutanasia e la fecondazione non era inserita nel programma. Ma il punto è un altro: di fatto la popolazione non legge i programmi e non vota in base ad essi. La campagna elettorale è stata impostata in questo modo: chiudiamo l’era Sarkozy e moltissimi hanno votato Hollande contro Sarkozy.

Dopo otto mesi dall’elezione del presidente socialista, com’è il rapporto del presidente socialista con i francesi?
Pessimo, l’opinione pubblica non appoggia più Hollande come prima, i sondaggi su governo, presidente e primo ministro sono orribili.

Come mai?
La prima ragione è la pessima situazione economica e sociale del paese, la seconda è che i socialisti danno l’idea di non essere preparati a governare. Questo è un sentimento molto diffuso tra la popolazione. Sono del tutto impreparati a fare politica. Molte persone ad esempio, e io non sono tra quelle, pensano che la guerra in Mali sia solo un modo per distrarre l’opinione pubblica dallo stato dell’economia. Ribadisco che io non lo penso ma tanti sì, perché quando non si riescono a risolvere le questioni interne del paese si va all’esterno.