Francia, Hollande vuole cambiare i nomi dei mestieri per combattere «la discriminazione di genere»

Un parlamentare interroga in modo ironico il ministro dei Diritti delle donne su tanti casi di «discriminazione al contrario» e lei risponde seriamente: «La lotta contro gli stereotipi di genere è nostra priorità»

«La lotta contro gli stereotipi di genere, soprattutto nella scuola, è una priorità del ministero dei Diritti delle donne. Stiamo anche lavorando alla soppressione delle connotazioni di genere nei nomi dei mestieri, specie nell’ambito della sanità». È questa l’incredibile risposta che il ministro francese Vallaud-Belkacem (nella foto, con Hollande), la stessa che ha creato un sito governativo «per sponsorizzare l’aborto», ha dato al parlamentare Jacques Bompard che in quattro interrogazioni parlamentari l’ha spronata a mettere fine a una lunga serie di «inaccettabili discriminazioni».

CAMBIARE L’OSTETRICIA. Il tono delle interrogazioni di Bompard è evidentemente ironico e ha come obiettivo la presa in giro della retorica femminista del governo Hollande. In questo senso ha fatto notare al ministro che «non si può non riconoscere che il nome stesso della professione ostetrica (“sage-femme” in francese, letteralmente “donna saggia”, ndr) rappresenta una grave discriminazione al contrario e un grave attentato all’uguaglianza. Si domanda al Governo se intenda cambiare il nome reazionario e retrogrado della professione e prendere delle misure per favorire la parità».

DISCRIMINAZIONE AL CONTRARIO. Ma il ministro, senza curarsi dell’ironia, ha fatto notare che oltre a «lavorare alla soppressione delle connotazioni di genere nei nomi dei mestieri», «dal momento che il nome “sage-femme” significa “chi possiede la conoscenza della donna”, anche gli uomini possono avvalersi di questa denominazione, che pertanto non ha carattere discriminatorio».
Bompard, nelle altre interrogazioni, si lamenta anche perché le donne costituiscono «il 61 per cento dei funzionari pubblici territoriali. Questa grave sproporzione si traduce in modo manifesto in discriminazione al contrario» dei maschi. Stessa sproporzione e discriminazione vale per il ruolo di «aiuto-infermiere, occupato nel 90,7 per cento dei casi da donne». E così anche per la «funzione pubblica ospedaliera, che conta il 76,6 per cento di donne impiegate».

UGUAGLIANZA A TUTTI I LIVELLI. Il ministro Vallaud-Belkacem, sempre con grande serietà, replica che «non c’è discriminazione al contrario» perché «agli uomini è concesso di entrare» in queste professioni e anche se «la situazione non è ancora soddisfacente (…) le donne non sono favorite». Ad ogni modo «il Governo incoraggia gli uomini a intraprendere questi percorsi [professionali]» perché «l’obiettivo del governo» è di raggiungere «l’uguaglianza dei sessi nell’insieme dei mestieri a tutti i livelli gerarchici».