Francesco Belletti: Te Deum laudamus perché si nasce ancora nonostante tutto

Nonostante l’ideologia che sponsorizza matrimoni gay, gender, aborto ed eutanasia 500 mila genitori nel 2013 hanno messo al mondo un bambino in Italia. Loro sì che sono “eroi quotidiani”

Come da tradizione, anche nel 2013 l’ultimo numero del settimanale Tempi è interamente dedicato ai “Te Deum”, i ringraziamenti per l’anno appena trascorso firmati da diverse personalità del panorama sociale, culturale e civile italiano e non solo. Nella rivista che resterà in edicola per due settimane a partire dal 27 dicembre, troverete, tra gli altri, i contributi di Carlo Caffarra, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Ben Weasel, don Gino Rigoldi, Costanza Miriano, Luigi Amicone, Marina Corradi, Aldo Trento, Pippo Corigliano, Monica Mondo, Francesco Belletti, Antonio Saladino, Samaan Daoud da Damasco, Claire Ly, Susanna Campus, Fred Perri, Berlicche.

Pubblichiamo qui il Te Deum di Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari.

tempi_te_deum_2013_copertinaLa tradizione del canto del Te Deum, a fine anno, mi ha sempre un po’ disorientato: è come se mi costringesse a fare un bilancio che non vorrei fare, in un periodo strano dell’anno. C’è appena stata la gioia della nascita del nostro Salvatore, ci sono le luci del presepe, abbiamo tutti già scartato i regali, gioito brevemente per quelli più belli, ma già dopo pochi giorni tutto è rientrato in una normalità ripetitiva, in un “tempo feriale” che, anche se non si va al lavoro, ti lascia sempre con un po’ di amaro in bocca: «È appena nato Gesù, e io sono ancora uguale… e il mondo è ancora esattamente come prima!».

Nessuna conversione spettacolare della mia vita, nessun evento meraviglioso che cambia il mondo… esattamente come 2.000 anni fa, dopo la meraviglia della Notte Santa, i pastori sono tornati ai loro greggi, forse con il cuore più caldo per la vista di quel Bambino, e hanno ritrovato la solitudine, il freddo dei giorni invernali, il buio pauroso della notte. Tutto come prima: ma anche tutto diverso da prima, certo. Ma chi di loro ne avrà avuto quotidiana consapevolezza?

Eppure la Chiesa ci chiama ogni anno, pazientemente, a cantare di gioia, per ringraziare di tutto ciò che ci è stato donato durante l’anno. Ma come si fa a cantare “Dio, Ti lodiamo!”, se l’ondata contro la vita sembra crescere sempre di più, e proprio quest’anno ha portato l’Italia a uno scontro sempre più duro, di cui non si vede certo la fine? Un anno in cui sembrano vincere le derive ideologiche di chi, per difendere l’onnipotenza dell’uomo di oggi, vuole cancellare le radici dell’umanità, e nega le parole stesse di padre e madre, e considera, come sta per accadere in Belgio, una conquista di civiltà l’introduzione dell’eutanasia per i bambini. Proteggerli dal dolore procurando loro la morte. Che grande menzogna!

Eppure il latino e l’antico inno ci spingono a una lode di preferenza: quel “Te Deum”, quel “tu” proprio all’inizio dell’inno, a me ha sempre fatto venire in mente “proprio Te lodiamo, mio Dio, proprio Te dobbiamo lodare, chi altri sennò?”. E allora quest’anno andrò più convinto, in chiesa, a cantare il Te Deum, certo di dover ringraziare Dio di ogni istante della mia vita, anche per le fatiche “pubbliche e private”, per le vittorie e le sconfitte, per le consapevolezze e per quello che non capisco.

Però vorrei ringraziare il Signore anche per un altro fatto che è successo nel 2013, che pochi ricordano, e che per fortuna continua a succedere ogni anno, nonostante i grandi della terra: quei poco più di cinquecentomila genitori che nel 2013 hanno messo al mondo un bambino in Italia. Ce ne vuole oggi, di coraggio, per mettere al mondo un bambino… Contro la cultura dell’aborto, contro la paura del futuro, contro la fragilità dei rapporti tra uomo e donna, contro le paure di giovani che non sanno come educare i propri figli… questi “eroi del futuro” del nostro paese, questi genitori coraggiosi, che alla faccia di tutto questo clima dis-umano e anti-umano, accolgono il dono della vita che nasce, e con il bambino che piange, in cuor loro, cantano silenziosamente: «Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur». «Ti lodiamo, Signore, per il dono di questa vita, che ci hai aiutato ad accogliere. E confidiamo in te, per continuare a proteggerla».
Il 25 per cento di questi genitori non sono sposati, il 20 per cento di questi genitori sono nati in altre nazioni, e sono ancora stranieri, nel nostro paese. Eppure, tutti loro, sì, sono “eroi quotidiani”, costruttori di futuro e generatori di speranza. Per questo, per l’incessante dono della vita, innalzo lode a te, Signore!