Siamo seri. Come ha potuto Formigoni, da solo, far approvare le “delibere-tangenti”?


Oggi il Corriere della Sera riporta sotto il titolo «Yacht, viaggi e una villa. Tangenti per 7 milioni in cambio di 15 delibere» le accuse della procura nei confronti di Roberto Formigoni, indagato nell’ambito delle inchieste sulla sanità lombarda. Il titolo è severo, ma nell’articolo c’è un passaggio che spiega bene quale sia lo scoglio contro cui si infrangono le ipotesi dei magistrati. Lo riportiamo di seguito: «La scelta giuridica [della procura, ndr] non è priva di incognite: una normativa regionale, infatti, è espressione di organi collegiali come la giunta e il consiglio regionali e dunque, quand’anche si considerasse raggiunta la prova che Formigoni abbia ricevuto le «utilità» addebitategli, resterebbe da argomentare giuridicamente che egli abbia da solo potuto determinare e orientare l’intera assemblea all’approvazione delle ipotizzate delibere-tangenti».