Rompere il silenzio sulla crisi della magistratura


Venerdì 29 novembre 2019, con inizio alle ore 14.30 a Roma, nell’Aula Koch del Senato della Repubblica si terrà l’annuale convegno nazionale del Centro studi Livatino, sul tema “Magistratura in crisi. Percorsi per ritrovare la giustizia”.

Dopo il saluto di Filippo Vari, vicepresidente del Centro studi, con la presidenza di Giulio Prosperetti, giudice della Corte costituzionale, svolgeranno relazioni Mauro Ronco, presidente del Centro studi (La magistratura nell’ordinamento costituzionale italiano), Giancarlo Blangiardo, presidente dell’Istat (La magistratura italiana oggi: analisi socio-statistica), Carlo Guarnieri, professore del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna (Il “corpo” dei magistrati dal Dopoguerra a oggi), Domenico Airoma, vicepresidente del Centro studi (Le “correnti”: il sistema e gli effetti), e Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi (Le riforme necessarie e possibili).

Il convegno trae spunto dal fatto che nella primavera 2019 la magistratura italiana è stata scossa da indagini e da procedimenti disciplinari che hanno interessato componenti togati del Csm, in carica e appartenenti a precedenti Consigli, ed esponenti di vertice di significativi uffici giudiziari. Ciò ha fatto emergere con evidenza quel che era già noto all’interno del “corpo”: anomalie nella attribuzione dei posti direttivi, nelle progressioni in carriera, nella gestione della formazione, nel giudizio disciplinare.

Le “correnti”, al centro di queste vicende, sono apparse simili ai partiti politici di una volta, poiché ne hanno ripreso le modalità di cooptazione degli aderenti, il loro avanzamento, il metodo spartitorio. Dopo i primi giorni è però calato il silenzio, non funzionale alla soluzione dei problemi venuti alla luce. Con il suo convegno “Magistratura in crisi” il Centro studi Livatino intende proprio “rompere” tale silenzio, nell’auspicio che lo stesso avvenga al 34esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), che per coincidenza si terrà in contemporanea a Genova.

L’occasione di riflessione promossa dal Centro studi Livatino non intende celebrare processi paralleli, né prendere posizione pro o contro raggruppamenti interni alla magistratura, bensì contribuire all’approfondimento delle cause remote e prossime delle degenerazioni venute alla luce, nella prospettiva di individuare, in assoluta libertà di analisi, vie di soluzione. Ciò partendo dalla rilevazione del dato normativo e costituzionale, proseguendo con lo studio delle caratteristiche attuali dei magistrati italiani, seguendone l’evoluzione storica a partire dal secondo Dopoguerra, individuando i problemi più seri e ipotizzando per essi le possibili uscite. Sulla scia di Rosario Livatino, nel cui insegnamento vi è che il giudice «altro non è che un dipendente dello Stato al quale è affidato lo specialissimo compito di applicare le leggi, che quella società si dà attraverso le proprie istituzioni».

Sempre venerdì 29 novembre, inoltre, papa Francesco riceverà alle 11 in udienza nella sala Clementina in Vaticano i componenti del Centro studi Livatino che parteciperanno al convegno.

Per accrediti e informazioni:
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Foto Ansa