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Milano, volantini anti-vivisezione con indirizzo e telefono di ricercatori

gennaio 7, 2014

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31 Commenti

  1. gianpi says:

    Ma che gente. Non hanno nessun argomento a sostegno delle loro tesi e passano alla “gogna” con minacce. E la giustizia dov’è? Mi pare che violazione della privacy e diffamazione siano ovvie no? Senza contare che i milanesi dovrebbero rendersi conto che quel ricercatore sta lavorando per il loro benessere e per quello dei loro animali. Se non gli telefonate per ringraziarlo per tutto ciò che la ricerca ha fatto siete solo ipocriti e dovreste vergognarvi voi.

  2. Federico says:

    Ormai siamo al fascioanimalismo. Spero che le autorità intervengano e siano esemplari. Non se ne può più di ignoranti che vogliono imporre le proprie idee con la violenza e l’intimo d’azione.
    Voglio vivere in un paese razionale.
    Si indaghino anche le responsabilità dei dirigenti delle associazioni animaliste che fanno finta di non vedere e non reprimo e/o denunciano, ma anzi spesso fomentano, gli atteggiamenti violenti dei loro associati o simpatizzanti.
    Si è tollerato Green hill, si è tollerata l’invasione dello stabulario di Milano (danni per milioni di euro e malati ha cui si è tolta la speranza di trovare una cura, adesso si intende tollerare anche questo?
    Cosa serve perché la politica apra gli occhi?

    • rmt says:

      Quanta cagnara per nulla. Basta andare su internet e si trovano le stesse informazioni del volantino, numeri di telefono di casa, indirizzo, telefono ufficio e indirizzo mail, compresi tutti gli stud, le pubblicazioni effettuate e vita morte e miracoli degli incarichi svolti

      • Rob says:

        Con questo sono autorizzati a mettere in giro i suoi dati?Ma vogliamo paragonarlo col metterlo alla gogna pubblica col cercarselo da se?Senza contare che non mettendo il volantino nome e cognome del tizio manco si sanno.

        • Francesco says:

          scusa di quale gogna parli??? Loro salvano la vita ai bambini, dovrebbero essere fieri di vedere diffusi i loro dati sensibili in relazione alla loro meravigliosa attività, dovrebbero avere folle devote fuori casa che li ringraziano delle incredibili ricette salvavita da loro messe a punto. O forse non sono proprio i salvatori del genere umano che si credono di essere, ma solo dei CIALTRONI strapagati??

          • Ale says:

            Definire dei ricercatori “cialtroni strapagati” fa seriamente ridere!

          • Federico says:

            Oppure la gggente è ignorante, ipocrita e ingrata e non è in grado di riconoscere chi fa loro del bene e chi no?

          • Ale says:

            Se vuoi essere congruente con quello che hai detto devi:
            – non andare più all’ospedale, perchè il 95% delle cure, delle diagnosi e delle macchine utilizzate sono state provate su animali; oppure le informazioni che abbiamo (e che i medici utilizzano) provengono da studi su modelli animali;
            – non utilizzare più farmaci perchè sono testati su animali.

            Se tu sei disposto a non farti curare, allora sarai coerente nel dire che non vuoi la sperimentazione animale.

            • Angela says:

              le cure sono state provate sugli animali perché così prevede la legge, ma non è stato grazie alla sperimentazione animale che queste cure sono venute fuori. Le faccio un esempio per capire. Se uno costruisce una nuova auto e poi la testa su un circuito stradale prima di immetterla sul mercato, se la macchina funziona non si deve dare il merito al circuito stradale. Il circuito ha una funzione solo accessoria. E così è la sperimentazione animale (a parte il business che c’è dietro).

        • rmt says:

          nel mondo per fortuna esiste la libertà di espressione, libertà che comunque è tutelata da delle leggi. Se gli interessati presenteranno una denuncia ritenendo che tale modo di esprimersi travalichi dette leggi saranno giustamente ascoltati e se si riscontreranno le violazioni i colpevoli saranno giustamente puniti. Se poi mi domanda se hanno sbagliato io non lo so, forse si visto che usano termini quali “boia” e “assassino” e considerando che invitano a chiamarli per esprimere un gidizio sul loro operato che parte da una considerazione negativa, ciò non toglie che chiunque cercando su internet troverebbe le stesse indicazioni del volantino,compresa la foto personale di uno dei ricercatori, compresi nomi e cognomi.

      • silvia says:

        Un conto è una pubblicazione scientifica con il proprio nome, un altra cosa è additare e fornire a chiunque dati sensibili altrui. È da arresto. Ma questo i nazianimalisti riusciranno a capirlo?

    • Pippo says:

      Già, questi invasati che pur di coltivare il miraggio di poter stare un domani impercettibilmente meglio grazie al sacrificio inutile di migliaia altri esseri viventi, stanno esasperando a tal punto il clima sociale con i loro capricci, che presto avverrà il patatrak. Basta morti inutili per mantere gli interessi delle multinazionali del farmaco e i sogni dei soliti ignoranti egoisti. Finché ci saranno ingiustizie, nel mondo non vi sarà mai pace. E’ l’ora che l’egoista menefreghista se ne faccia una ragione.

      • Gandalf says:

        “pur di coltivare il miraggio di poter stare un domani impercettibilmente meglio grazie al sacrificio inutile di migliaia altri esseri viventi”
        Disse il signorino dall’alto della sua aspettativa di vita di un quarto di secolo più elevata rispetto solo al 1950.
        Sotterrati.

  3. Verità says:

    Non capisco dove stia il problema. L’acqua è bagnata, il fuoco scotta, Edgardo e Alberto uccidono animali. Non sono fieri del loro lavoro? Ne facessero un altro.

  4. Salvo says:

    Animalisti conigli che non siete altro commentate tramite facebook col vostro profilo reale, forse avete paura? CONIGLI!

  5. giulia says:

    sono contraria alla vivisezione ma non ritengo sia assolutamente questo il metodo per combatterla.
    Fare i forcaioli, darsi al linciaggio del singolo è solo violenza gratuita.

    E mi pare che ultimamente di cagate simili al fine di screditare l’immagine di chi combatte la vivisezione ne saltino fuori un po’ troppe…o che forse si voglia infangare un intero movimento?

    • Gandalf says:

      Chi nel 2014 è ancora convinto di combattere la “vivisezione” (magari portando a massimo sostegno delle proprie tesi foto scattate in cliniche veterinarie, prese da film, di zoo spacciati per stabulari o provenienti da Paesi con la legislazione in materia indietro di 50 anni rispetto a noi) si scredita da solo semplicemente combattendo tale battaglia in un Paese dove certe pratiche sono già illegali da anni.
      La verità è che dietro alle frange “antivivisezioniste” delle associazioni animaliste si nascondono frotte di tuttologi laureati su youtube che non potendo portare né argomentazioni sensate a sostegno delle loro tesi (non per nulla la stragrande maggioranza della comunità scientifica ritiene ancora la sperimentazione animale indispensabile) né prove degli abusi che vanno blaterando (che essendo già illegali presupporrebbero come minimo l’esistenza di denunce che, guardacaso, non si vedono mai), sono costretti ad adottare tattiche di guerra come quella citata da questo articolo: pura e semplice diffamazione condita da istigazione alla violenza.
      Ad ascoltarli adesso, dopo tutto il casino che loro stessi hanno creato, pare ci sia un’invasione di ultracorpi che si spacciano per animalisti. Loro sono bravi, sono buoni, e se per qualche arcana ragione la realtà pare poi dimostrare l’esatto opposto diventa tutto un megacomplotto delle case farmaceutiche. Considerando che questa gente fa parte della stessa categoria di quelli che devastano stabulari mandando in fumo anni di ricerca per poi far crepare i sorci “liberati” in gabbiette rinchiuse nel cesso di qualche attivista (con tanto di foto, facenti parte del complotto pure quelle suppongo), direi chi manifesti diffamatori sono addirittura da annoverarsi tra le azioni più soft che avrebbero potuto compiere.

  6. giulia says:

    Comunque quando sono stata io al centro della bufera, insultata e minacciata privatamente e pubblicamente, non è che ci si sia scandalizzati poi tanto.
    Come mai?

  7. Stefano says:

    Ed esattamente come per il caso Caterina, nessuno conosce questi improbabili esseri certamente non animalisti -.-”

    Va bè ma crediamo a tutto dai, gli asini volano, gli animalisti insultano dalla mattina alla sera ecc….. Ma valà su…

  8. Giuseppina says:

    Io sono animalista , ma rispetto tutti non farei mai queste cose , perchè attraverso il rispetto si può dialogare …..La violenza non porta da nessuna parte ….

  9. mah says:

    naturalmente il solo fatto che si vada contro qualcuno, fa dedurre automaticamente che autore materiale e morale del fatto sia l’altra fazione. non fa una piega. pieno regime di caccia alla strega. magari gli autori hanno lasciato dna sui volantini? magari gli autori conoscono dati personali delle persone indicate? e quindi come possono farlo? dubbi..

    • Federico says:

      Posso chiederti allora chi pensi abbia potuto mettere in giro tali manifesti, tenendo a mente il tipo di linguaggio usato? Credi che quando si fanno delle indagini non si facciano supposizioni partendo da delle basi? Considerando il clima odierno riguardo a questo tema e, ripeto, il tipo di espressioni usate (vivisettore, boia, assassino, tortura…) ogni singola parola di questi volantini urla “animalista estremista all’attacco”. Se vuoi negare l’evidenza fai pure, il mah però lo dico io.

  10. Sandra says:

    17) Grado di sofferenza che si prevede di infliggere agli animali (inserire una X per selezionare il grado di sofferenza previsto e dettagliare le modalità di trattamento e manipolazione che fanno prevedere tale grado: max 300 parole)
    -Poca o nessuna
    -Alcune sofferenze di breve durata
    -Estreme e intollerabili sofferenze in animali coscienti
    -Forti privazioni, mutilazioni o altri traumi
    …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
    18) Necessità della sofferenza (max 300 parole)

    -SI NO

    19) Uso di anestesia durante le procedure sperimentali

    20) Se SI, indicare modalità e tempi dell’anestesia, e l’anestetico/i usato/i (anestesia locale e/o generale, tipo di anestetico, dose, via di somministrazione, durata dell’anestesia)
    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………….……

    21) Tipo e modalità della eventuale terapia antidolorifica
    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………….……

    22) Destino dell’animale dopo la sperimentazione:
    – SI NO
    Sopravvivenza
    Soppressione (se SI specificare le modalità)

    P.S.
    La normativa afferma di voler risparmiare inutili sofferenze. Ma in deroga si può tutto. La deroga è soltanto una carta. Uno stupido pezzo di carta che un qualsiasi stupido ricercatore può compilare dicendo che non si può fare altrimenti. Non ho notizie di opposizioni da parte di commissioni di controllo.

  11. Sandra says:

    quanto scritto sopra è parte di un modulo da compilare per poter effettuare vivisezione/sperimentazione animale nello stato italiano.

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