Mascotte arrestata a Riyad: non aveva il burqa


L’ultimo arresto della polizia religiosa saudita, il Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio, è ridicolo ma non fa ridere. Il malcapitato è un uomo ingaggiato da un panificio della capitale Riyad per indossare un costume colorato da mascotte e attirare i clienti. <br><br>

L’uomo indossava il costume di una donna in abito lungo con i capelli raccolti in un fiocco blu. Ma poiché nel Regno islamico ultraconservatore le donne devono indossare il burqa, o almeno coprirsi i capelli, la polizia ha ritenuto oscena la mascotte e l’ha arrestata. <br><br>

Nelle foto diffuse su internet si vede bene la mascotte davanti al panificio e poi all’interno dell’auto della polizia. L’uomo è stato detenuto per circa un’ora, poi rilasciato dopo «essersi pentito». Molti utenti si sono presi gioco della polizia religiosa su internet: «Quella bambola è irresponsabile: non era insieme a un accompagnatore maschile». «Si era truccata troppo, voleva sedurre degli uomini», ha scherzato un altro. E ancora: «Se qualcuno l’avesse molestata, nessuno avrebbe potuto salvarla». <br><br>

L’ironia di molti utenti su internet rivela quanto sia alto il livello di repressione in Arabia Saudita, che copre ogni aspetto della vita quotidiana. Nel 2013 un uomo poiché offriva per strada abbracci gratis è stato detenuto con l’accusa di «disturbare l’ordine pubblico, violare le leggi locali e intrattenersi in pratiche esotiche». Sempre nel 2013 quattro persone, per aver filmato un uomo che ballava nudo su una macchina e aver messo il video su internet, sono state condannate nella provincia di Al Qasseem rispettivamente a 10, 7 e 3 anni di prigione, 2 mila, 1.200 e 500 frustate più 13 mila dollari di multa. Non c’è niente da ridere, insomma. <br><br>