«Family Act, insieme per la vita e la famiglia». Il Nuovo Centrodestra scende in piazza a Roma il 15 novembre

Intervista alla deputata Eugenia Roccella: «La famiglia non è mai stata così attaccata. È necessario chiedere con forza che si punti sull’unica risorsa che può rilanciare il paese»

famiglia-ncdÈ promossa dal Nuovo centrodestra, perché «siamo convinti che in un momento così critico sia necessario chiedere con forza che si punti su quella che è da sempre la vera forza dell’Italia: la famiglia». L’onorevole Eugenia Roccella spiega a tempi.it il senso della manifestazione per la vita e la famiglia che si terrà il 15 novembre prossimo a Roma, in piazza Farnese, alle 14.30.

Come mai manifestare proprio ora?
Siamo in un momento veramente critico. Da una parte, è visibile che l’Italia, finora un’eccezione rispetto al resto d’Europa, sia per la tenuta della famiglia sia per la maggior propensione a favore della vita, oggi è più debole che mai. Basterebbe il tasso di denatalità a mostrare un paese ormai senza slancio. Ma, anche dal punto di vista legislativo, la famiglia non è mai stata così penalizzata. Quindi scendiamo in piazza per dire che se si vuole far ripartire il paese bisogna puntare su ciò che ha sempre funzionato, la tradizione e la famiglia. Basti pensare alle imprese familiari o al fatto che senza figli non è possibile trovare un equilibrio sostenibile per le pensioni future e per la sanità. È folle allineare l’Italia al pensiero unico dei diritti individuali, con disegni di legge come quello sulle unioni civili e sull’omofobia o il divorzio breve, che hanno prodotto già tanti disastri in mezza Europa. Riteniamo sia un errore politico prima che una questione etica.

Qualcuno di voi parla di riconoscere forme di tutela alle coppie non sposate. Cosa intendete?
Siamo per la tutela dei diritti personali, anche se il diritto privato li riconosce quasi tutti. È vero che si fa disinformazione, ad esempio, quando si dice che non esiste il diritto di assistere in ospedale una persona con cui non si ha un legame di parentela. Ma se manca qualcosa a livello individuale siamo pronti alla tutela in forma privatistica, senza riconoscimenti civili. Lo dissi già al Family Day.

Il Family Day portò in piazza un milione di persone solo sette anni fa. Ci sarà quel popolo?
C’è scetticismo ma bisogna ricordare che questo è il primo Parlamento in cui i cattolici non sono in minoranza, ma in minoranza assoluta. Basti pensare ai 30 voti contro il divorzio breve. Certo, poi sono stati fatti degli errori, anche i cattolici forse non si sono resi contro di alcuni pericoli, credendo ad esempio di poter ricreare una forza moderata nel partito di Monti.

I cattolici sono scesi spesso a compromessi in materie non negoziabili. Non pensa che questo li abbia indeboliti?
Ci sono stati errori di tutti tipi se ci trovano a questo punto. Ma se non ci fosse Ncd al governo avremmo già una legge sull’omofobia, anche se siamo una minoranza.

In queste condizioni pensa abbia senso una manifestazione politica?
La manifestazione si deve fare, perché non possiamo fingere che non ci siano sentenze come quella che ha permesso l’adozione a coppie omosessuali scavalcando la legge. Per non parlare degli illeciti a livello amministrativo, con iniziative di sindaci che registrano i matrimoni di persone dello stesso sesso contratti all’estero, legittimando di fatto la pratica barbara dell’utero in affitto. Sappiamo tutti che molte di queste coppie hanno figli concepiti tramite fecondazione eterologa.

Chi scenderà in piazza con voi?
Vediamo che c’è ancora un’effervescenza nel mondo che vogliamo rappresentare: gente vitale, capace di comunicare e di resistere, che ha manifestato in questi mesi. Perciò vorremmo che in piazza ci fossero tutte le realtà, le associazioni e i movimenti che rappresentano la famiglia e quindi l’Italia per far vedere che esistono e vivono.

Le neonate manifestazioni mirano a includere tutti coloro che vogliono affermare l’importanza della libertà di coscienza, della legge naturale o della famiglia al di là di ogni appartenenza politica. Il loro popolo aderirà?
È vero che siamo noi i promotori della manifestazione del 15, ma non vogliamo mettere il cappello su nulla. Pensiamo invece che serva un sostegno reciproco. Anche perché senza rapporti con la politica si perde. Ricordo che a sinistra c’è una lobby che parla con Renzi. Non bisogna temere la politica.

Forse temono i compromessi?
Noi preferiamo lavorare guadagnando centimetro per centimetro quanto possibile, piuttosto che fare grandi discorsi e interventi contro le leggi ingiuste e non ottenere nulla.