E’ CAMBIATO IL RAPPORTO CON I MEDIA

Chi non ci ha fatto caso? Il grande assente al Meeting per l’Amicizia fra i popoli 2004 non è stato Berlusconi né Prodi, ma piuttosto l’(ex) immancabile cronista a caccia di sbarbine bigotte da torturare con domande sul kamasutra.

Chi non ci ha fatto caso? Il grande assente al Meeting per l’Amicizia fra i popoli 2004 non è stato Berlusconi né Prodi, ma piuttosto l’(ex) immancabile cronista a caccia di sbarbine bigotte da torturare con domande sul kamasutra. E non si è trattato di un’assenza accidentale: da qualche anno l’atteggiamento dei media nei confronti della manifestazione di Cl è cambiato. Sono ormai centinaia i giornalisti inviati in riviera dalle testate più disparate per seguire da vicino lo svolgimento della kermesse. Giovanni Toti di Italia 1, ad esempio, anche quest’anno ha preparato il suo speciale dedicato all’evento: «È da quando Giordano è stato nominato direttore che seguiamo il Meeting sette giorni su sette. D’altra parte, non trattarne a fondo i contenuti sarebbe un “bucare” una notizia importante, vista la quantità e la qualità dei relatori presenti e vista l’influenza che il movimento di don Giussani ormai esercita sulla società». Naturalmente, c’è ancora chi s’intrufola in fiera dietro ai nuovi intrighi segreti di Cl e chi scopre (scoop!) che i ciellini son fatti con lo stampino. Ma – è innegabile – il Meeting di Rimini per i media non è più solo la passerella agostana di cui tanti vip ben volentieri approfittano per riacquistare visibilità dopo le ferie: è anche e soprattutto la schiera dei volontari, la folla dei giovani partecipanti, la vita fra i padiglioni. Perciò va vissuto, proprio come ha deciso di fare il Corrierone, insospettabile fra gl’insospettabili. Quest’anno, in via Solferino, alla manifestazione hanno perfino dedicato una sezione e, affiancando gli articoli sui dibattiti principali a quelli sul “popolo del Meeting”, hanno voluto riconoscerne la valenza anche a prescindere dal numero di ospiti illustri presenti. «Il Meeting di Rimini – spiega Dario Di Vico, vicedirettore del quotidiano – può vantare una partecipazione giovanile massiccia ed entusiasta che non ha pari in Italia. Perciò, dal momento che il nostro giornale è particolarmente interessato ad aprire un dialogo di tipo nuovo con i giovani, il Meeting è un appuntamento imperdibile per noi». Da questo dato è rimasto colpito anche Gian Guido Vecchi, che del Corsera è stato, quest’anno per la prima volta, uno dei tre scorrazzanti inviati: «Fin dall’appuntamento con il Papa, mi ha stupito la compostezza dei giovani in salone, la loro maturità. Perfino durante la relazione del cardinale Scola, che non è stata facile, anzi, piuttosto ardua, ho visto tantissimi ragazzi seduti composti che prendevano appunti. E non sto parlando di élite selezionate, ma di migliaia di ragazzi!».