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“Diario di preghiera” di Flannery O’Connor. Eccolo, finalmente

maggio 20, 2016 Redazione

È uscita l’edizione italiana di “A Prayer Journal”, imperdibile opera postuma della scrittrice preferita di Tempi. «Fa’ che io Ti desideri, fa’ che questo desiderio viva dentro di me come un cancro»

flanneryoconnor

«Quello di cui ho paura, caro Dio, è che l’ombra del mio io cresca a tal punto da oscurare tutta la luna, e che io giudichi me stessa dall’ombra che è nulla. Io non ti conosco Dio, perché sono in mezzo. Ti prego, aiutami a farmi da parte». È un piccolo brano dell’anticipazione offerta oggi da Repubblica in occasione dell’uscita in Italia (finalmente) del Diario di preghiera di Flannery O’Connor. Editore Bompiani, prezzo 11 euro.

PIETRA MILIARE. Superfluo ricordare ai lettori di Tempi quanto stia a cuore a questo giornale la grande scrittrice cattolica statunitense, autrice di racconti e romanzi straordinari come Il cielo è dei violenti e La saggezza nel sangue, capaci di influenzare per sempre la letteratura americana e internazionale. Inutile aggiungere che Diario di preghiera è un libro imperdibile. Abbiamo iniziato a parlarne nel novembre del 2013, all’epoca della sua uscita in America sotto il titolo A Prayer Journal. Abbiamo riproposto una bella recensione dell’Osservatore Romano, dove questa nuova opera postuma di Flannery O’Connor è valorizzata come la perfetta conferma del rapporto radicale e anche conflittuale della scrittrice con Dio (lei stessa, «in una delle sue lettere, avrebbe definito il suo rapporto di bambina con l’angelo custode nei termini di un fare a pugni senza esclusioni di colpi»).

IL «COMPIMENTO». Soprattutto, di questo Diario di preghiera (e non solo) ha parlato a noi e ai nostri lettori il professor Bill Sessions, amico intimo della O’Connor e suo biografo, in una grande intervista dell’estate 2014 da leggere assolutamente. «O Dio, fa’ che io Ti desideri», annotava tra le sue personalissime suppliche la scrittrice. «Per me sarebbe la felicità più grande. Fa’ che io Ti desideri non solo quando Ti penso ma in ogni momento, fa’ che questo desiderio si muova dentro di me, che viva dentro di me come un cancro. Come un cancro mi ucciderebbe e questo sarebbe il Compimento».

flannery-o-connor-diario-preghiera-copertina«DOVEVA ESSERE PUBBLICATO». È stato lo stesso Sessions – tra i pochissimi a godere di libero accesso a tutte le carte della scrittrice di Savannah – a scoprire l’esistenza del Journal e a curarne l’edizione in inglese. «Nel 2002 – ha raccontato il professore a Tempi – la famiglia di Flannery mi ha chiesto di scrivere la sua biografia ufficiale perché la persona che la stava curando era morta. All’inizio ho detto di no, perché quello non era il mio campo, io mi occupavo di letteratura rinascimentale. Però ero amico di Flannery e conoscevo bene la famiglia: Regina ha fatto da madrina al mio primo figlio e mi ero già cimentato nel lavoro di una biografia. Ho deciso comunque di dare un’occhiata al materiale disponibile e tra le tante carte ho trovato quel diario abbandonato. Ho iniziato a leggerlo e ho pensato subito: è troppo importante, era come se avessi scoperto il forziere dell’Isola del tesoro. Doveva essere pubblicato»

«OGNI GIORNO UN ASSALTO». Nell’intervista concessa a Tempi il biografo di Flannery O’Connor risponde anche a una obiezione sollevata (strumentalmente?) da certa critica letteraria, secondo la quale il Diario di preghiera conterrebbe pensieri e ispirazioni troppo “personali” per essere resi pubblici. Dice Bill Sessions: 
«Molte persone mi hanno accusato con questa argomentazione: sono le sue preghiere, cose private. Ma io sono certo che lei avrebbe voluto così, anche perché la stesura è molto curata, si può riconoscerne la qualità: era già un maestro di scrittura e Flannery compose questo diario in un momento delicato della sua vita». E cioè nel periodo del suo trasferimento dalla Georgia della segregazione (nei confronti dei neri ma anche degli ebrei e dei cattolici) all’Iowa della libertà, dove «ogni giorno le sue credenze subivano un assalto e lei ha dovuto riconsiderare e rinnovare i motivi per cui credeva in Dio e amava Dio».


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