Cristiani in Nigeria: l’appello per difenderli

Non si ferma la violenza contro i cristiani in Nigeria. La petizione on-line promossa da Lupi e la mozione alla Camera di Farina

L’ondata di violenza contro i cristiani in Nigeria non accenna a fermarsi. Così, alcuni politici hanno lanciato un appello on-line: “Difendiamo i cristiani in Nigeria, non aspettiamo la prossima domenica” è il nome della petizione, aperta dalle firme di Maurizio Lupi, Franco Frattini, Andrea Riccardi e Walter Veltroni. Questo il link al sito dove è possibile firmare il manifesto: http://www.firmiamo.it/difendiamoicristianiinnigeria 

Qui di seguito invece, la mozione presentata ieri alla Camera da alcuni parlamentari, capeggiati da Renato Farina, su questa mozione unitaria pro-cristiani.

La Camera premesso che:

ripetuti gravissimi episodi di violenza, che hanno di mira le comunità cristiane, hanno di nuovo sconvolto nei giorni scorsi la Nigeria. Ormai, dall’inizio dell’anno, ogni domenica è segnata, negli Stati del Nord di questo Paese, dall’aggressione contro inermi fedeli che partecipano alle celebrazioni liturgiche. Secondo fonti autorevoli (cfr. le cifre fornite da Domenico Quirico su “La Stampa”, 11 giugno) sono più di seicento le vittime mietute nella comunità cristiana nel corso di questa escalation dei terroristi islamici del gruppo Boko Haram, ideologicamente e organizzativamente prossimo ad Al Qaeda. Questa fazione, che nel gennaio 2012 aveva ucciso in un attacco almeno 160 persone a Kano, ha rivendicato gli attacchi susseguitisi con cadenza ininterrotta fino a domenica 17 giugno, ed oggi è congiunta strategicamente con analoghe formazioni che occupano di fatto buona parte del Mali e importanti città della Mauritania, e stanno allargando le loro zone d’influenza nell’Africa sub-sahariana.

I fatti più recenti illustrano l’infame strategia dei terroristi. Cinque chiese in città diverse sono state assaltate in sequenza. In particolare a Zaria, nello Stato di Kaduna, un commando a colpi di granata ha assassinato quattro bambini che giocavano all’esterno di una chiesa. Gli autori di questo atto orribile sono stati circondati e linciati dalla folla. E la rappresaglia si è estesa coinvolgendo musulmani senza colpa. La logica del Boko Haram, innestandosi anche su divisioni tribali, è proprio quella di esasperare la comunità cristiana, che è una fortissima minoranza, e spingerla all’emigrazione o comunque a reazioni indiscriminate per determinare l’esplosione di una vera e propria guerra civile che esasperi la situazione già tesa per l’imposizione della legge islamica a tutti i cittadini.

«La Chiesa, specie quella cattolica, è un obiettivo perché, agli occhi dei fanatici di Boko Haram, rappresenta quella cultura e quei valori occidentali che essi affermano di combattere, in particolare l’istruzione occidentale», ha detto il presidente della Conferenza episcopale della Nigeria, monsignor Ignatius Ayau Kaigama; a questi casi eclatanti si somma in Paesi del vicino e medio Oriente nonché dell’Asia profonda la quotidiana e progressiva pratica silenziosa di omicidi confessionali e l’induzione all’espatrio dei fedeli delle antiche Chiese apostoliche, determinata oltre che dallo stillicidio cruento, dalla compressione crescente degli spazi di presenza e libertà per le minoranze cristiane in numerosi Paesi dell’Asia; non si tratta di episodi isolati, ma di un’aggressione sistematica alla libertà religiosa, «madre di tutte le libertà», come già affermato nella Risoluzione unitaria Mazzocchi ed altri del 12 gennaio 2011. In essa si denunciava la «cristianofobia» e si chiedeva l’intervento ad ogni livello del Governo e delle istanze internazionali per garantire i diritti umani e tra essi specificamente quello della libertà di religione;

da allora la pratica di omicidi singoli o di massa di cristiani lungi dall’essere abbandonata, è cresciuta di intensità e di qualità. Basti solo segnalare l’omicidio di Shabhaz Bhatti, Ministro per le minoranze in Pakistan, assassinato da un commando di terroristi islamici a Islamabad il 2 marzo del 2011, per la sua strenua difesa in particolare di Asja Bibi, una donna condannata a morte per «blasfemia»; in Iraq è in corso una vera e propria pulizia etnica, che si attua con rapimenti e assassini selettivi, così da indurre alla diaspora una comunità che preesisteva all’Islam. Lo stesso rischia di accadere alla comunità copta in Egitto;

la persecuzione ai danni dei cristiani e ogni persecuzione religiosa sono intollerabili non solo da un punto di vista confessionale, ma soprattutto in ragione della garanzia e della tutela della giustizia e della libertà di tutti; occorre assumere iniziative perché queste vittime non siano oltraggiate, oltre che dalla barbara uccisione, anche con il silenzio e l’indifferenza, impegna il Governo ad assumere ogni iniziativa di competenza affinché la persecuzione contro i cristiani sia considerata un’emergenza internazionale gravissima in ogni consesso e diventi oggetto di condanna esplicita, e di interventi coordinati ed efficaci da parte delle autorità e delle organizzazioni sovranazionali e internazionali; ad intraprendere in particolare, nel caso della Nigeria, una decisa azione nell’ambito dell’Onu, dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa per tutelare, con idonei strumenti di soccorso umanitaria la popolazione civile nei beni supremi della vita e della libertà religiosa.

Roma, 19 giugno 2012-06-20

Renato Farina
Enrico Pianetta (Pdl)
Francesco Tempestini (Pd)
Stefano Allasia (Lega Nord)
Ferdinando Adornato (Udc)
Aldo Di Biagio (Fli)
Fabio Evangelisti (Idv)
Silvano Moffa (Pop e Ter)
Aurelio Misiti (Grande Sud)
Roberto Antonione (Liberali per l’Italia)
Elio Belcastro (Noi Sud)
Pino Pisicchio (Api)