“Cristiada”. La vera storia della resistenza cattolica alla crociata dei massoni per scristianizzare il Messico

Mario Arturo Iannaccone racconta in un saggio pubblicato da Lindau l’insurrezione popolare dei cattolici messicani contro il governo anti-cristiano di Calles negli anni ’20

Scritto da Mario Arturo Iannaccone, Cristiada. L’epopea dei Cristeros in Messico (Lindau) è un saggio sull’insurrezione popolare dei cattolici messicani contro il governo anti-cristiano nella seconda metà degli anni ’20.

CATTOLICI IN MESSICO.  L’autore spiega come «il fermento cattolico» in Messico, agli inizi del ‘900, avesse iniziato a preoccupare «non poco liberali, radicali, socialisti e massoni». Fu per contrastare ascesa e rivendicazioni di un temibile concorrente politico, che i governi anticlericali messicani che si succedettero negli anni ‘20 iniziarono a varare leggi per impedire alla Chiesa di avere un peso nella vita politica del paese. Gli “uomini di Sonora”, che allora controllavano il Messico, erano preoccupati dall’ascendente della Chiesa sul popolo. Affrontando le emergenze del paese, «degli agrari, dei nativi, dei lavoratori sottopagati, del lavoro minorile e femminile» e appoggiando riforme economiche fondate su «dottrina sociale e cattolicesimo tedesco», la Chiesa sfidava i rivoluzionari sul loro terreno.

LA PERSECUZIONE. Per far fuori una forza non controllabile che minacciava il proprio potere, racconta Iannaccone, il governo promosse campagne di persecuzione e denigrazione degli attivisti cattolici e mise al bando ogni organizzazione politica, sociale, culturale cattolica: il Partito Catolico Nacional, il sindacato cattolico e molte associazioni studentesche. Poiché neanche impedendogli di partecipare alla vita pubblica il “problema” dei cattolici sembrò risolversi, il presidente Plutarco Elias Calles, feroce politico anticlericale, soprannominato “el turco”, nel 1925 aumentò la repressione varando una legge che, nei fatti, avrebbe eliminato la Chiesa in Messico: il clero fu espulso, ogni cerimonia e rito cancellati; chiese, conventi, seminari, scuole, istituti di carità, furono chiusi o confiscati. Fu così che «il governo federale» messicano «tentò per la seconda volta nella storia della repubblica, dopo l’indipendenza ottenuta nel secolo precedente, di scristianizzare il paese».

RIVOLTA DEI CRISTEROS. Elencando con precisione tutti gli sforzi per eliminare la Chiesa da parte di Calles e dei suoi uomini, il saggio di Iannaccone narra le storie dei più illustri messicani che decisero di abbandonare le proprie vite per darsi alla macchia e combattere il governo, isolati dal mondo e lasciati soli dalle altre nazioni (grazie all’astuzia diplomatica del presidente). Mentre i governativi pensavano di poter sconfiggere i “cristeros” in breve tempo, i cattolici armati, guidati dal generale ateo ed eroe di guerra Enrique Gorostieta, riuscirono a resistere per oltre quattro anni lottando per poter ritornare a pregare, battezzarsi e confessarsi liberamente.