Corea del Nord: il buco nero comunista in cifre

La Corea del Sud ha un Pil pro capite di circa 30 mila dollari, quella del Nord non arriva a duemila; Seul coltiva il doppio del riso di Pyongyang e produce una quantità di auto 100 volte superiore. In compenso nel regime comunista un cittadino su 21 è un soldato e la mortalità infantile colpisce 50 bambini su 1.000

Come appare, di notte, il nostro mondo visto da un satellite in orbita? Se si soffermasse sulla penisola coreana, lo spettacolo sarebbe paradossale. Il 38° parallelo, confine tra Corea del Sud e Corea del Nord, dividerebbe la luce dalle tenebre. La prima infatti è punteggiata da miliardi di piccole luci, la seconda sprofonda nel buio assoluto.

La foto satellitare regala l’immagine di un contrasto sociale e tecnico tra i due piccoli paesi asiatici. La Corea del Sud ha un Pil pro capite di circa 30 mila dollari (poco meno dell’Italia) e un bilancio di Stato che si aggira attorno ai 320 miliardi di dollari. Al contrario, la Corea del Nord vive in una condizione di estrema povertà: il Pil pro capite non arriva a duemila dollari e il suo bilancio raggiunge a malapena i quattro miliardi. Se il terreno della Corea del Sud rende, in riso, più del doppio del Nord, l’industria di Seul produce una quantità di macchine oltre 100 volte superiore a Pyongyang. Questi dati sono le dirette conseguenze di una politica autarchica, che produce poco ed esporta pochissimo: i guadagni per le vendite all’estero rendono, al Nord, circa un miliardo di dollari; al Sud, circa 364 miliardi di dollari.

D’altronde, anche il dislivello tecnologico fra le due nazioni è una cartina tornasole della distanza economica. La Corea del Sud è uno dei paesi più cablati al mondo, con venti centrali atomiche e più di 46 milioni di telefonini in circolazione. La Corea del Nord conta un milione di cellulari, un quarto delle strade dei “vicini di casa” e pochi impianti elettrici, non posteriori al 1945. La connessione a internet è inesistente. Le uniche cifre in cui la Corea del Nord si dimostra superiore ai cugini non le fanno onore. La mortalità infantile colpisce 50 bambini ogni mille nascite, mentre al Sud solo quattro. Anche la speranza di vita, al Nord, tende ad abbassarsi: 68 anni contro 79, nonostante al Sud gli abitanti siano più del doppio, 48,7 milioni. Se poi Pyongyang ha 1,2 milioni di soldati arruolati (un cittadino su 21), Seul ne possiede a malapena la metà (uno su 73).