Convertirsi all’islam, pagare il tributo o andarsene. La sorte dei cristiani di Mosul marchiati con la lettera “N”

Le case marchiate vengono requisite perché “proprietà dello Stato islamico”. I cristiani, come gli sciiti, non possono ricevere le bombole di gas a prezzo calmierato

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case-cristiani-mosul-califfatoConvertirsi all’islam, pagare il tributo umiliante o andarsene. Sono queste le opzioni presentate ai cristiani di Mosul dai terroristi dello Stato islamico. Il sito Ankawa.com ha pubblicato le foto delle case dei cristiani, che gli islamisti hanno marchiato con una “N”, che sta per “Nazarat”, cristiani appunto.

«PROPRIETÀ STATO ISLAMICO». Come si vede nelle foto di sinistra, la “N” è rappresentata da quello che a noi occidentali ricorda uno smile sorridente ma è la lettera in arabo “ن”, all’interno di un cerchietto al di sotto del quale appare la parola “ساكن”, “Saakin”, abitante. Nella foto a destra, invece, la “ن” si trova sotto la scritta “عقارات الدولة الاسلامية”, “bene immobile di proprietà dello Stato islamico”.

mosul-case-cristianiCONVERTIRSI O ANDARSENE. Chi viene trovato in casa deve convertirsi all’islam o pagare il tributo oppure andarsene dall’abitazione, che viene requisita secondo le regole del califfato. La stessa sorte tocca agli sciiti: sulle loro case compare la lettera “R”, “ر”, con la quale inizia la parola “Rawaafid”, rinnegati, disertori, perché gli sciiti non riconoscono la linea di successione che lega il primo califfo Abu Bakr al profeta Maometto.

NIENTE GAS. Ai cristiani, però, oltre alle razioni di cibo e acqua, vengono negate anche le bombole di gas a prezzo calmierato, indispensabili per cucinare. Sempre secondo Ankawa.com, dalle moschee è stato lanciato un appello agli abitanti sunniti perché vadano a ritirarle. Per i cristiani resta la possibilità di comprare le bombole al mercato nero, dove però il loro costo è salito in un mese da tremila dinari iracheni a 40 mila. A questo prezzo procurarsele è impossibile e la vita per i cristiani si fa sempre più ardua.

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