Chi le paga adesso queste unioni civili?

Il presidente dell’Inps ammette che ci sarà un «impatto sui conti». Il senatore di Forza Italia fa due conti in tasca al governo e chiede di rinviare il testo alle camere

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Dopo l’approvazione delle unioni civili, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha dichiarato: «C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibile». Non la pensa così il senatore di Forza Italia Lucio Malan che ha rilasciato una dichiarazione che di seguito riportiamo.

«Dopo le parole di Tito Boeri è doveroso il rinvio alle Camere della legge sulle unioni civili. Per il presidente dell’Inps, nominato dall’attuale governo, il costo della legge Boschi-Renzi sulle unioni civili in termini di pensioni di reversibilità sarà di “qualche centinaio di milioni”. Ma la copertura annuale prevista nel testo su cui il governo stesso ha posto ripetutamente la fiducia va da 3,7 milioni per il 2016 a 22,7 milioni per il 2025, per un totale di 130 milioni in dieci anni, e già siamo ben al di sotto delle “centinaia” di milioni” di cui parla autorevolmente il presidente dell’Inps. Ma, se si va a vedere la relazione tecnica del Ministero della giustizia, che reca il timbro della Ragioneria Generale dello Stato, sulla base della quale è stata predisposta la copertura finanziaria della legge, si scopre che gran parte di quella somma è destinata agli sgravi Irpef per il “coniuge” omosessuale a carico. Per le pensioni di reversibilità la cifra stanziata è assai inferiore: si va da 100 mila euro per il 2016 a 6,1 milioni per il 2025, per un totale in dieci anni di appena 25,3 milioni di euro.

Insomma: per le “centinaia di milioni” certificate dalla massima autorità nel settore, il presidente dell’Inps, la legge prevede poco più di 25 milioni! Anche se le “centinaia di milioni” fossero soltanto due, vuol dire che i costi sono otto volte più grandi di quelli coperti dalla legge, con un buco di almeno 175 milioni. Dalle parole di Boeri emerge che non si tratta di una stima avventata, ma è il risultato di studi i cui esiti sono stati anche trasmessi ad altre istituzioni. A suo tempo avevo già depositato presso la commissione bilancio una relazione alternativa a quella del Governo in cui stimavo il costo della reversibilità in 4,5 miliardi nei primi dieci anni, appunto 45 centinaia di milioni, cifra compatibile con le valutazioni dell’Inps. Ora invierò il tutto al Presidente della Repubblica perché abbia i necessari elementi di valutazione. Ricordo che storicamente la più comune ragione di rinvio alle Camere di una legge è stata proprio la carenza di copertura finanziaria, elemento oggi ancora più importante dopo il rafforzamento dell’articolo 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio».

Foto Ansa


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